17 febbraio 2020
Aggiornato 20:30
La prima volta del 21enne a Silverstone

Maverick Viñales, il prossimo compagno di Valentino Rossi è già un vincente

«Non credevo di riuscire a vincere quest'anno, pensavo di riprovarci il prossimo». Invece il giovane spagnolo è riuscito a riportare la Suzuki a quel successo che le mancava dal 2007. «E ora voglio fare ancora di più»

Maverick Viñales sul podio di Silverstone
Maverick Viñales sul podio di Silverstone Michelin

SILVERSTONE – Quest'anno ci era già arrivato vicino. Ma, forse, nel profondo del suo cuore Maverick Viñales aveva rimandato l'appuntamento con la sua prima vittoria in MotoGP alla prossima stagione, quando avrebbe avuto tra le mani una moto già blasonata, la Yamaha. Non aveva fatto i conti con questa pazza, pazza, pazza annata 2016, che continua a incoronare vincitori diversi e inaspettati. Così, dopo Jack Miller, Andrea Iannone e Cal Crutchlow, stavolta a salire per la prima volta in carriera sul gradino più alto del podio è stato proprio il 21enne spagnolo. Che ha riportato la Suzuki a quel successo che le mancava dall'ormai lontano 2007, per opera di Chris Vermeulen. «Di sicuro è il miglior momento della mia vita – dichiara Viñales a fine gara – E non credevo di farcela quest'anno, pensavo di riprovarci il prossimo. Onestamente, sono felicissimo di esserci riuscito con questo team, prima di lasciare la Suzuki: è uno dei migliori regali che potessi fare loro. Si meritano tutto questo per il loro duro lavoro».

Viñales esulta dopo aver tagliato il traguardo
Viñales esulta dopo aver tagliato il traguardo (Michelin)

Ripensamenti?
Non è stata una vittoria facile, né fortunosa. Il giovane iberico era già balzato in testa al via e stava andando in fuga, quando la corsa è stata interrotta per un incidente tra Pol Espargaro e Loris Baz. Ma nemmeno la ripartenza è valsa a metterlo in difficoltà. «Molti piloti hanno cambiato gomme, mentre noi abbiamo tenuto le stesse – racconta – Cercavamo di far durare il più a lungo possibile lo pneumatico duro e devo ringraziare il team perché la moto funzionava perfettamente. Ho iniziato a spingere già dalla prima parte di gara e ho sentito dopo tre curve che stavo lasciando indietro i piloti alle mie spalle. Ma la chiave sono state le qualifiche di ieri: la squadra ha dato il massimo per darmi una moto da pioggia in grado di stare davanti e se sono riuscito a fare quello che ho fatto è solo perché sono scattato dalla prima fila». Ma non è che, ora che ha scoperto che anche la Suzuki può essere una moto vincente, Maverick inizia a pentirsi della decisione di passare alla Yamaha con Valentino Rossi dal prossimo anno? «Onestamente non ho cambiato idea. Quando prendo una decisione lo faccio al 100%. Posso solo dire che voglio fare di più, cercare di stare davanti anche nelle prossime gare e di lottare fino alla fine. Ora prendiamo l'aereo per Misano e cerchiamo di vincere di nuovo!».