19 luglio 2019
Aggiornato 02:00

Milan: Montella mette tutti d’accordo, o quasi

Ormai sembra tutto fatto per l’Aeroplanino in rossonero. Il tecnico di Pomigliano d’Arco ha superato in volata la concorrenza di Brocchi, destinazione Brescia, e di Giampaolo, dirottato alla Sampdoria. Restano però diversi dubbi, relativi alla capacità di Montella di gestire i momenti di crisi, sulla bontà dell’operazione.

MILANO - È il concetto ricorrente in queste ore negli ambienti vicini al club rossonero: la scelta di Montella per la nuova guida tecnica del Milan sembra aver avuto il potere di mettere d’accordo tutti: Silvio Berlusconi che spingeva per Cristian Brocchi, Galliani che invece avrebbe scommesso tutto su Giampaolo e i fantomatici nuovi investitori cinesi che a loro volta avevano individuato in Frank De Boer l’uomo giusto per la rinascita. Come e perché poi la decisione più sensata - almeno a nostro modestissimo avviso - fosse quella della cordata asiatica, comprensibilmente all’oscuro dei segreti meccanismi del gioco del calcio, è un mistero di difficile spiegazione. Ma questa è un’altra storia.

Sfumati Emery e De Boer

L’argomento centrale della nostra analisi è un altro, perché Vincenzo Montella dovrebbe mettere d’accordo tutti? Non stiamo parlando certo di un fuoriclasse della panchina quale Antonio Conte (peraltro offeso e vilipeso da molti tifosi milanisti quando si parlava di un suo possibile approdo alla guida del Milan), né di un profilo internazionale alla Unai Emery, né tantomento di un allenatore con un brillante curriculum di successi e trionfi alle spalle. Eppure la suggestione Montella pare davvero aver calmato le acque increspate di Casa Milan e soprattutto sembra aver messo d’accordo l’inquieta tifoseria milanista, sempre più sconcertata nell’apprendere i continui cambi di scenari sul fronte della cessione societaria.

Champions sfiorata in viola

Se il tecnico di Pomigliano d’Arco fosse davvero depositario di tali virtù taumaturgiche sarebbe davvero il benvenuto a Milanello, ma qualche dubbio resta. Nella sua carriera, invero non così lunga vista la giovane età dell’Aeroplanino (42 anni), Vincenzino si è reso protagonista di un paio di ottime stagioni, una alla guida del Catania nel 2011-2012, l’altra con la Fiorentina l’anno successivo (tra l’altro condotta alle soglie della Champions League e beffata all’ultimo proprio dal Milan giovane di Max Allegri, El Shaarawy e De Sciglio). Dopodiché altri due quarti posti sempre in viola, il brusco e doloroso divorzio dalla famiglia Della Valle e l’esperienza recente alla Sampdoria - tutt’altro che positiva - che ha leggermente inquinato l’immagine del tecnico Montella. 

La gestione delle turbolenze

Il problema evidenziato proprio da questa stagione in blucerchiato, e probabilmente anche dall’ultima a Firenze, è che l’ex bomber della Roma sembra poco avvezzo a gestire situazioni di turbolenza societaria, quelle tempeste esterne che inevitabilmente finiscono per ripercuotersi sulla serenità della squadra. Un tecnico di carisma e personalità avrebbe il dovere di blindare lo spogliatoio, isolare i calciatori da quello che accade fuori e lavorare solo per il pieno raggiungimento degli obiettivi calcistici. Invece Montella in queste situazioni ha palesato una vulnerabilità preoccupante. Nell'ultimo anno alla Fiorentina i contrasti con la proprietà viola hanno scatenato una serie di reazioni a catena che hanno fatto precipitare il rendimento della squadra. E anche a Genova, in un contesto particolarmente effervescente, il neo tecnico rossonero non ha sempre avuto il polso per gestire la situazione.

Confusione Milan

Precedenti che preoccupano enormemente in ottica Milan. Provate a immaginare quanta confusione (Di Francesco docet) si troverà a dover gestire il tecnico partenopeo in un club, quello di via Aldo Rossi, alle prese con un cambiamento epocale dopo un trentennio di governo berlusconiano. L’unica speranza è che i cinesi arrivino in fretta a rimettere un po’ d’ordine in società, tanto da lasciar lavorare tranquillamente il possibile nuovo allenatore rossonero. Allora forse si vedremo il miglior Montella all’opera.