19 luglio 2019
Aggiornato 01:30

Dal diluvio spunta il vincitore che non ti aspetti

È il 21enne australiano Jack Miller a cogliere a sorpresa il successo nel Gran Premio d'Olanda. Una gara a eliminazione a causa della pioggia, condizionata dalle cadute di Rossi e Dovizioso che stavano lottando al vertice

Il podio di Assen: Miller, Marquez e Redding
Il podio di Assen: Miller, Marquez e Redding Michelin

ASSEN – Jack Peter Miller, 21enne australiano di Townsville, è il signore della pioggia di Assen, vera ecatombe di grandi nomi. La Honda dell'australiano ha preceduto al traguardo la moto gemella dello spagnolo Marc Marquez e la Desmosedici satellite di Scott Redding. Poi Pol Espargaro ed Andrea Iannone. Una gara ad eliminazione il Gran Premio d'Olanda, caratterizzato da un diluvio e da due partenze. Dovizioso, Petrucci e Rossi a darsi battaglia nei primi quindici giri prima dello scatenarsi di un diluvio che ha costretto la direzione di gara ad esporre la bandiera rossa: tutti ai box con tre italiani in testa e Marquez e Pedrosa ad inseguire, Lorenzo fuori dalle posizioni di vertice. Terminato il diluvio e ripresa la gara con pista umida, si riparte dal quindicesimo giro. Il primo a cadere è Pedrosa, poi Crutchlow, infine Dovizioso e Rossi. Ne approfitta Marquez che preferisce pensare alla classifica, ed ai punti, ed allora si accontenta del secondo posto lasciando la vittoria a Miller. Sempre fuori gara Jorge Lorenzo che ha chiuso all'undicesima piazza.

Jack Miller festeggia il successo
Jack Miller festeggia il successo (Michelin)

Il riscatto del canguro
Una vittoria per rispondere a tutti i suoi detrattori che lo hanno criticato per il passaggio dalla Moto3 alla MotoGp e per tutte quelle sue cadute ad inizio carriera. È il trionfo dell'australiano Jack Miller sul circuito di Assen il risultato di un Gran Premio condizionato dalla pioggia. «È una sensazione fantastica – dice Miller a fine gara – Quando ho attraversato la linea del traguardo mi è passato per la testa di tutto, a partire da quando mi sono trasferito in Europa nel 2010 con la famiglia per conquistare il mondo. La Honda mi ha sostenuto nel progetto: spero di renderli fieri. Oggi il meteo mi ha dato una mano ma sono contento perché ho dimostrato che so come guidare una motocicletta e so come guidare una MotoGP e questo deve essere chiaro a tutti. Con questa vittoria ho messo un timbro ed ho riscattato tutte le critiche». L'ultimo sorpasso su Marquez è stato più semplice del previsto: «Ho visto Marc e l'ho superato e quando l'ho fatto ho visto che ha cercato di spingere ma nemmeno più di tanto perché evidentemente lui pensava al Mondiale più che alla vittoria del Gran Premio».

(Fonte: Askanews)