16 ottobre 2019
Aggiornato 16:30

Valentino: «Una vittoria che cambia il Mondiale»

Il ritorno al successo a Barcellona riapre una corsa al titolo che sembrava chiusa dopo il ritiro al Mugello: «Sono più forte, la moto è competitiva e con le gomme mi trovo bene. Non sarà facile, ma io ci sono sempre»

Valentino Rossi con le braccia alzate a Barcellona
Valentino Rossi con le braccia alzate a Barcellona Michelin

BARCELLONASono «solo» le vittorie a Barcellona e non i Mondiali, ma alla fine questa benedetta decima è arrivata.
È importante. Un po' come nei videogame: ho sbloccato il decimo livello. Sembrava una maledizione, dopo il decimo titolo l'anno scorso, mi era sfuggita anche la decima vittoria al Mugello due settimane fa. Sono contento di essere andato in doppia cifra. Come gli attaccanti...

Nella giornata di gare più triste degli ultimi cinque anni hai tirato fuori uno dei migliori GP che tu abbia mai corso.
Me l'ha detto già qualcuno. Ma io non mi ricordo bene quello che è successo, dovrò rivedere la gara in televisione. È stata una domenica perfetta: già da stamattina avevo migliorato molto la moto e il primo tempo nel warm up mi aveva dato molta tranquillità. Sapevo di poter essere forte e anche di non partire troppo indietro: la seconda fila andava bene. Mi preoccupavano solo le gomme dure, ma con una temperatura di oltre 50 gradi potevano funzionare. Sono partito convinto ed è stata una grandissima gara: sorpassi all'inizio, sono stato davanti, e soprattutto la lotta con Marquez alla fine che metterei sullo stesso piano di quella con Lorenzo nel 2009. Non potevo chiedere di più di così.

In ricordo di Luis Salom...
Un piccolo omaggio, ma è il miglior modo in cui un pilota lo potesse ricordare.

In festa con la squadra Yamaha
In festa con la squadra Yamaha (Michelin)

Quando Marc ti ha sorpassato, a tre giri dalla fine, sembrava ne avesse di più. Poi cosa è successo?
Ho cercato di spingere al massimo per tutta la gara, poi mi è venuto sopra e non potevo fare niente. Ma quel giro che ho percorso dietro di lui è stato molto importante perché ho capito che anche lui era in difficoltà come me. E quindi mi sono detto: «Mi gioco il tutto per tutto e provo a fregarlo». Fortunatamente sono arrivato all'ultimo giro con un po' di vantaggio, se fossimo arrivati insieme ci avrebbe provato e poteva succedere di tutto.

A cosa hai pensato mentre lottavi con Marquez?
Devi cercare di toglierti il passato dalla testa, perché diventa pericoloso, ti fa perdere la concentrazione. Pensi a Marquez con il casco, come quando giochi alla Playstation. Al pilota, a quello che stacca forte, che è difficile da fregare. Una scheda tecnica, che lascia da parte i problemi che abbiamo avuto.

Volevi batterlo per cancellare tutto?
In realtà quest'anno avevamo già lottato: in Qatar e in Argentina mi ha fregato, a Jerez l'ho fregato io. Ma questa è stata una battaglia bella, tosta. Come Assen l'anno scorso. Battere Marquez è sempre una bella soddisfazione, è uno dei più forti.

La lotta con Marc Marquez
La lotta con Marc Marquez (Michelin)

È bastata una gara a riaprire il Mondiale.
Sono contento. Dopo il Mugello ero molto triste. Ma questo non è un Mondiale come quello dell'anno scorso, in cui tutti avevano una grande costanza di rendimento e ci giocavamo punto su punto. Qui le gomme, l'elettronica ma anche altri problemi come il mio motore o l'incidente di Iannone con Lorenzo creano molti alti e bassi. È bello, interessante. Io sembravo fuori dai giochi e ho recuperato, ma sono comunque dietro a due che vanno forte sempre, quindi non sarà così facile.

Ci credi?
La cosa più importante è essere veloci alle due del pomeriggio di domenica. L'anno scorso ho lottato per il titolo fino all'ultima gara, ma a volte ero più lento di Lorenzo e Marquez. Quest'anno sono più forte, anche se ho meno punti. La moto mi piace, è competitiva, e con le gomme Michelin mi trovo a mio agio, ci sono cresciuto insieme. Il campionato diventa più aperto e interessante a ogni gara e io ci sono, sono al suo stesso livello. La pista sarà molto importante: a volte è più veloce un pilota, a volte un altro. Ma mancano undici gare e conterà solo dare sempre il massimo.

E il record di vittorie di Agostini si avvicina...
Diobò, sta' buono! È ancora lontanissimo. È impossibile raggiungerlo: impossibile con tutte le lettere maiuscole...