5 dicembre 2019
Aggiornato 20:00

Cessione Milan, dalla Cina assicurano: «È quasi fatta»

In Casa Milan si sente che c’è aria di novità. La possibile cessione del club alla famosa cordata cinese potrebbe sconvolgere gli equilibri rossoneri. Silvio Berlusconi si dichiara ancora possibilista su una sua possibilità permanenza alla guida della società, ma dalla Cina dando l’affare per concluso entro il 15-20 giugno.

MILANO - Sono giorni decisivi questi per il futuro del Milan. Si sente, si percepisce dall’atmosfera che si respira attorno al club di via Aldo Rossi. L’hanno capito i tifosi che annusano aria di cambiamento; ancor di più sembrano averlo intuito i protagonisti della vicenda, da Berlusconi e Galliani fino all’allenatore Cristian Brocchi.

Tutti e tre, in un modo o in un altro, sanno che il loro destino è in bilico, con la differenza che l’unico ad avere potere decisionale sul proprio futuro è il presidente rossonero, gli altri dovranno subire decisioni «superiori».

Brocchi prepara il nuovo Milan

È il caso ad esempio di mister Brocchi, recente pomo della discordia tra dirigenza e tifoseria. La promozione sulla panchina della prima squadra del tecnico della Primavera, con il conseguente esonero di Sinisa Mihajlovic, è stata accolta con rabbia e malumore da tutto il popolo milanista, a maggior ragione alla luce degli scadentissimi risultati ottenuti dal Milan dopo il cambio di allenatore (perdita del sesto posto in classifica ai danni del Sassuolo, sconfitta nella finale di Coppa Italia contro la Juventus e addio all’Europa). Brocchi sembra aver assorbito il colpo con naturalezza ed eccessiva serenità. In quest’ottica vanno lette le sue dichiarazioni rilasciate alla vigilia della finale di Champions League tra Real Madrid e Atletico disputata a Milano: «Riguardo al mio futuro sono tranquillo, Berlusconi mi stima e ci sentiamo spesso. Oggi mi sento il tecnico del Milan e intanto programmo il futuro della squadra». 

Galliani tra Ibra e Kovacic

Discorso analogo quello relativo all’amministratore delegato per la parte sportiva Adriano Galliani. Anche il fido braccio destro di Berlusconi sembra tutt’altro che turbato dal possibile terremoto societario che potrebbe sconvolgere l’Ac Milan. Il weekend milanese di Champions è servito all’ad rossonero per rinsaldare vecchi rapporti (innanzitutto con Florentino Perez, presidente del Real Madrid) e iniziare a costruire le basi per la squadra della prossima stagione. Non ha voluto sbilanciarsi sugli esiti della trattativa tra Berlusconi e i cinesi, ma anche Galliani è sembrato fin troppo tranquillo parlando di quella che potrebbe essere la campagna acquisti rossonera: «Ibrahimovic sarebbe perfetto, il problema è pagargli quell’ingaggio. Per quanto riguarda Kovacic, vediamo». 

Berlusconi ancora al timone

Silvio Berlusconi è indubitabilmente l’ago della bilancia di tutta la questione. Se il numero uno di Casa Milan deciderà di accettare l’offerta della cordata cinese interessata ad acquistare il pacchetto di maggioranza della società, allora si potrà sperare in un rimpasto societario. Ma non è detto. Il numero uno rossonero continua a ribadire che, anche in caso di cessione, resterà lui alla presidenza e soprattutto a fare il mercato: «I cinesi - le ultime dichiarazioni del presidente Berlusconi - vogliono che io rimanga presidente per altri tre anni e io ho dato il mio benestare. Stiamo lavorando su questo, se invece non sarà possibile mi terrò volentieri il Milan. Tornerei alla soluzione interna, una squadra di giovani italiani affamati e affiatati come Barcellona e Atletico Madrid e con Brocchi, se resto io resta anche lui».

Dalla Cina: «Tutto fatto»

Intanto dalla Cina danno l’accordo per l’acquisizione del 70% del pacchetto azionario del Milan già concluso. Lo riporta il «China Daily» assicurando che se tutto dovesse filare liscio «L'intesa finale sarà raggiunta entro il 15-20 giugno». I tifosi rossoneri hanno già iniziato a fare gli scongiuri.