21 settembre 2019
Aggiornato 23:30

Rosberg cannibale: «Vincere anche qui, senza distrazioni»

Il leader del Mondiale va avanti per la sua strada come uno schiacciasassi: «Ai record o al campionato non ci penso. Prendo una gara alla volta, concentrandomi solo sul successo. E a battere Hamilton e le Ferrari me la godo»

Nico Rosberg sul gradino più alto del podio
Nico Rosberg sul gradino più alto del podio Mercedes

BARCELLONA – Che questo Nico Rosberg sia un pilota completamente diverso da quello che aveva fallito la rincorsa agli ultimi due titoli mondiali consecutivi, lo si capisce dallo sguardo. Così deciso da diventare spavaldo. Così volitivo da non lasciare spazio al dubbio. Così fisso, dritto davanti a sé, da respingere qualsiasi potenziale distrazione. Provate a portarlo su qualsiasi altro discorso: che sia il campionato («È ancora lungo») o il record di nove vittorie consecutive firmato Sebastian Vettel, ad eguagliare il quale gli mancano solo due successi («Lo so, è un bell'aneddoto, ma noi piloti non pensiamo a queste cose»). La risposta è sempre la stessa, ripetuta all'infinito come un mantra: «Il miglior modo per vincere qui a Barcellona è pensare a Barcellona. E questo è il mio obiettivo. Concentrarmi solo sul prossimo Gran Premio mi viene naturale, è questo l'approccio che mi piace. Un weekend di gara richiede una concentrazione al 200%, non posso permettere ad altri pensieri di distrarmi».

Il pilota tedesco alla guida della sua Mercedes
Il pilota tedesco alla guida della sua Mercedes (Mercedes)

Vittorie di esperienza
Insomma, varcato il limite psicologico dei 30 anni, il giovane e promettente biondino figlio d'arte si è trasformato in un campione granitico. Finalmente maturo, in pista e fuori: «Sono sulla vetta massima della mia carriera – racconta – Già l'anno scorso lottavo per le vittorie e per il titolo, ma in questa stagione ho fatto ulteriori progressi. E non si finisce mai di crescere. È l'esperienza ad essere la variabile più importante, il fattore chiave, che sia per fare un giro veloce o per vincere un Gran Premio». E i risultati di questa maturazione si vedono ad occhio nudo: «Ho 30 anni, sono ancora giovane per la Formula 1 – prosegue il tedesco della Mercedes – Sono in una bella situazione e me la sto godendo. Vincere è una grande sensazione, è per questo che corro, specialmente se ci riesco dopo una battaglia serrata con Lewis e i due ragazzi in rosso». E come dargli torto? Nelle prime quattro corse di questo 2015 non ce n'è stato per nessuno. Nemmeno per il suo temuto compagno di squadra Lewis Hamilton, vincitore degli ultimi due titoli iridati. Che pure rimane il suo avversario numero uno: «Lui è lo stesso degli ultimi anni, è altrettanto veloce e difficile da battere».

Un passo alla volta
Non siamo arrivati nemmeno a un quinto delle gare di questo campionato, il più lungo della storia con i suoi 21 appuntamenti in programma. Eppure, visti i suoi sette trionfi di fila tra il finale della scorsa e l'inizio di questa stagione, in pochi si spingerebbero a scommettere contro Nico Rosberg nella corsa all'iride. Del resto, non è mai successo nella storia che un pilota capace di vincere tutte queste corse consecutivamente poi mancasse il bersaglio grosso. Messa così, sembrerebbe proprio l'occasione di una vita. «Ma se me lo dite tutti gli anni...», sorride sornione lui. Giusto, Nico. Pensare gara per gara. E domenica, in Spagna, se ne corre un'altra...