Calcio - I top e i flop Napoli-Milan 1-1

Berlusconi, visto che Milan?

Un gran bel Milan, forse troppo timoroso nei primi 45 minuti ma nel complesso solido ed efficace, blocca il controsorpasso del Napoli in vetta alla classifica e spaventa le concorrenti per un posto Champions.

TOP

1) ZAPATA – La prima nomination di giornata va, senza se e senza ma, a Cristian Zapata. Merito della sua prestazione lineare e senza alcuna sbavatura contro il Napoli, ma soprattutto dei miei sensi di colpa per avere scagliato contro il povero colombiano tutti i miei strali in più di una circostanza. Più che meritati, per carità (per conferma andate a riguardare il match d’andata), oggi però l’ex Villarreal ha diritto al primo posto nel podio dei Top per aver messo la museruola a quella bestiaccia famelica, ingorda di gol, che risponde al nome di Gonzalo Higuain. Grazie anche alla compartecipazione preziosa del brasiliano Alex. ACCALAPPIACANI

2) ABATE – Bravo, bravo bravo. Un trittico di parole che solitamente stride se letto accanto al nome di Ignazio Abate. Eppure il nostro Telepass Giallo sembra aver raggiunto un tale grado di consapevolezza e fiducia nei propri mezzi tale da consentirgli di mettere in fila prestazioni eccellenti una dopo l’altra. Il binario di fascia destra con il giapponese Honda, a parte qualche piccola défaillance (vedi nomination al Samurai triste), ormai offre abbondanti garante e tutto il Milan sembra beneficiarne. MIRACOLATO

3) KUCKA – Bentornato trattore. Forza fisica, Grinta, un’insostenibile (per gli avversari) forza d’urto, ecco i caratteri distintivi dello slovacco, arrivato in estate a Milano tra i mugugni generali - anche del sottoscritto - e rivelatosi una pedina fondamentale nello scacchiere iper-muscolare organizzato da Sinisa Mihajlovic. Quando ruba palla e riparte sembra in grado di travolgere qualsiasi avversario, come una diga che si rompe liberando fiumi d’acqua e spazzando via tutto. Ecco cos’è oggi Juraj Kucka per il Milan, una preziosa fonte di energia e vitalità. MULTICENTRUM

FLOP 

1) BACCA – L’annunciata sfida tra bomber, nella fattispecie Gonzalo Higuain da una parte e Carlos Bacca dall’altra, si è risolta in un deprimente nulla di fatto. Quelli che «a ogni palla un gol», che «l’istinto del killer», che «i predatori insaziabili», stavolta hanno fatto sciopero. La differenza tra i due latinos è che mentre il Pipita si è reso comunque protagonista di una gara appassionata e e vibrante, Carlitos il colombiano ha regalato una delle più brutte, opache e scoraggianti prestazioni da quando è arrivato al Milan. A fine partita, negli appunti sul mio prezioso taccuino, ho trovato una traccia scritta a metà primo tempo: «Quella di oggi sembra la peggiore versione possibile di Bacca, quando è così di solito segna». Previsione azzardata e purtroppo disattesa. FALLACE

2) MENEZ - Una nomination, quella di Geremia - prezioso capocannoniere della scorsa stagione rossonera - che può apparire ingenerosa, ma le condizioni fisiche di Menez sono letteralmente imbarazzanti: non si regge in piedi, non vince un contrasto, in velocità rende 20 metri a chiunque. Nessuno  si permetta di discutere il suo talento, ma oggi appare decisamente azzardato buttarlo nella mischia in partite ad alto tasso adrenalinico come Napoli-Milan. Capito Sinisa? RIVEDIBILE

3) HONDA – Sempre più soldatino e sempre più prezioso il giapponese Keisuke Honda, una delle tante chiavi di volta della rinascita rossonera. Stavolta il samurai triste si rende protagonista di tre episodi decisivi per l’evolversi della partita e, purtroppo per lui e per il Milan, due sono negativi. Il primo è il pallone sanguinoso, perso per leggerezza e disattenzione, da cui è nato il gol del vantaggio partenopeo; il secondo arriva al tramonto della partita, quando scaglia un bolide affilato che Reina devia in angolo, rinunciando però all’opportunità più comoda: servire Abate, rapido a sovrapporre sulla fascia, che avrebbe avuto un corridoio libero fino alla porta per servire due compagni tutti soli davanti al portiere napoletano, regalando così un successo insperato al Milan. Tutto questo però a fronte di una prestazione tutta cuore e dedizione e il solito assist vincente per il pareggio di Bonaventura. L’AMICO RITROVATO