25 febbraio 2020
Aggiornato 14:30
Calcio - Serie A

Milan, 30 anni di presidenza Berlusconi: 28 trofei e quell’annuncio che fa sognare

Il 20 febbraio del 1986, esattamente 30 anni fa, Silvio Berlusconi divenne presidente dell’Ac Milan e iniziò uno dei periodi più fulgidi della storia rossonera. 28 trofei conquistati e un’immagine attualmente da spolverare dopo gli ultimi anni di delusioni.

MILANO - Si sa che nella memoria dei tifosi le cose belle durano poco. Molto più facile ricordare gli ultimi 4 anni di sventure, delusioni, frustrazioni e sconfitte piuttosto che il precedente quarto di secolo vissuto ad alzare coppe ad ogni latitudine. È solo per questa ragione che i 30 anni di presidenza Berlusconi non saranno celebrati dal popolo rossonero con l’entusiasmo e gli onori che si dovrebbero tributare ad un uomo che con la sua infinita passione rossonera, la sua capacità di arrivare prima di tutti ed anche una consistente disponibilità economica, ha riempito all’inverosimile la stanza dei trofei di Casa Milan. 

28 trofei in 30 anni

I numeri parlano da soli. Sotto la presidenza di Silvio Berlusconi il Milan ha vinto praticamente tutto, diventando il club più titolato al mondo.

13 TROFEI INTERNAZIONALI: 2 Coppe Intercontinentali (1989 e 1990); 1 Coppa del Mondo Fifa per Club (2007); 5 Coppe dei Campioni/Champions League(1989, 1990, 1994, 2003, 2007); 5 Supercoppe Europee (1989, 1990, 1995, 2003, 2007).

15 TROFEI ITALIANI: 8 Scudetti (1988, 1992, 1993, 1994, 1996, 1999, 2004, 2011); 1 Coppa Italia (2003); 6 Supercoppe di Lega (1989, 1992, 1993, 1994, 2004, 2011).

«Ho vinto più io di Bernabeu»
Un’enormità, molto più di quanto il grande presidente del Real Madrid Santiago Bernabeu vinse alla guida delle Merengues. «Eppure a lui hanno dedicato perfino uno stadio» ripete ancor oggi il patron rossonero.
Ma quanto è costato alla famiglia Berlusconi portare il Milan sul tetto del mondo? Secondo le rilevazioni di Calcioefinanza, in 30 anni la Fininvest ha versato nelle casse del club 715,47 milioni di euro, a fronte di perdite complessive da parte della società rossonera di 691,79 milioni. In pratica l’Ac Milan, negli ultimi 30 anni, ha perso in media 23,05 milioni di euro a stagione, ripianati puntualmente dall’azionista di riferimento.

Quell’errore di valutazione
La cosa che probabilmente è stata sottovalutata a suo tempo, per la precisione in quella maledettissima estate del 2012 quando venne scientificamente smantellata una squadra vincente con la duplice cessione di Ibrahimovic e Thiago Silva e l’addio contemporaneo ad autentici totem dello spogliatoio rossonero quali Gattuso, Nesta, Inzaghi, Seedorf, Zambrotta e Van Bommel, è che la mancanza di risultati sportivi ha aumentato vertiginosamente le perdite in casa Milan, costringendo la Fininvest a mettere mano al portafoglio per coprire i buchi sempre più profondi in bilancio. E questo perché le spese di gestione non sono calate, ma al contrario sono diminuiti gli introiti da merchandising, sponsor, Uefa etc. etc. 

Quell’annuncio che fa sognare
Ecco perché oggi, celebrando il trentennale della presidenza Berlusconi, l’unico augurio che si possa fare all’ex premier - e a cascata a tutto il popolo rossonero - é di tornare ad aver voglia di investire per il Milan e riportarlo così sul tetto del mondo. Solo in questo modo avrà di nuovo un senso tutta questa fantastica avventura alla guida del Milan; e soprattutto quelle parole, pronunciare da Berlusconi pochi giorni fa, che ancora riecheggiano nella testa dei tifosi milanisti: «Abbiamo raggiunto 8 finali di Champions League. Entro cinque anni dobbiamo arrivare a 10».