3 dicembre 2020
Aggiornato 08:30
Calcio - Serie A

Milan, tutti i dubbi di Mihajlovic a 3 giorni dal derby

Domenica sera a San Siro andrà in scena il derby delle deluse. Il Milan affronterà l’Inter in crisi di gioco e di risultati ma anche Mihajlovic non è che se la passi benissimo, alle prese con le continue delusioni offerte dalle cosiddette seconde linee. E intanto Galliani continua a sostenere: «Siamo a posto così, siamo competitivi».

MILANO - «Soddisfacente a metà», così è stata definita da mister Mihajlovic la vittoria del Milan a Torino, in occasione della semifinale di andata di Coppa Italia contro l’Alessandria. E se da un lato questo successo ha lasciato un discreto margine di tranquillità in vista del ritorno e conseguentemente ha avvicinato - e di molto - i rossoneri alla finale di Tim Cup, dall’altro ha esasperato dubbi e perplessità che da mesi turbano i sonno dell’allenatore serbo.

Con l’Alessandria match ad armi pari

La sensazione inequivocabile che ha lasciato in dote Alessandria-Milan è che si sia trattato di una partita giocata ad armi pari, anzi - a voler essere pignoli, approcciata con maggiore sfacciataggine e sicurezza dai grigi piemontesi che dai più blasonati rivali. Per cui la considerazione che ha iniziato a circolare sul web al termine dei primi 90 minuti di questa doppia sfida è stata lapidaria: o la squadra di Gregucci è pronta per un palcoscenico prestigioso ed importante come quello della nostra serie A, oppure è il Milan ad aver imboccato il tortuoso e perverso percorso dell’involuzione tanto da apparire allo stesso livello di una squadra di Lega Pro.

La delusione delle seconde linee

E questo solo per iniziare. Un’ampia pagina di approfondimenti meriterebbe l’analisi dei reali valori del Milan. Adriano Galliani continua imperterrito a sostenere che la squadra è a posto così ed è competitiva, ma iniziamo a pensare che Sinisa Mihajlovic non sia più dello stesso avviso. Ancora una volta, chiamate in causa le famose «seconde linee», il tecnico serbo ha ricevuto in cambio una ricca sfilza di delusioni: da Balotelli a Boateng, passando per De Sciglio, Honda, Josè Mauri, perfino da nonno Abbiati, pericoloso con la palla tra i piedi quasi quanto Zapata nei suoi frequenti momenti di narcolessia.

Mancanza di impegno o limiti oggettivi?

Ed ecco l’altro aspetto inquietante. Mihajlovic alla vigilia del match aveva minacciato i suoi con il suo consueto tono aspro: «Chi non si impegna contro l’Alessandria non giocherà il derby». Premesso che a queste condizioni, il Milan rischierebbe di trovarsi senza calciatori per la stracittadina di domenica, ma inizia a serpeggiare il dubbio che ad alcuni calciatori rossoneri sia proprio impossibile chiedere di più. Per essere ancora più cinici, non sarà che ad una gran parte della rosa a disposizione di Mihajlovic non siano impegno, applicazione e dedizione a difettare, ma oggettive qualità fisiche, tecniche e mentali?

Il derby delle deluse

Un dubbio che a Milanello probabilmente nessuno ha ancora il coraggio di prendere in considerazione, se non altro per non dover smentire categoricamente le inattaccabili certezze di Galliani.

E allora via a testa bassa verso il derby delle deluse, con un’Inter in crisi di gioco e di risultati ma comunque 8 punti sopra gli odiati rivali di Naviglio; e un Milan in evidente ritardo in campionato ma pur sempre con un piede e mezzo in finale di Coppa Italia.

Tempo e margini per salvare una stagione ci sono per entrambi, basta non sbagliare domenica sera.