24 giugno 2024
Aggiornato 09:00
Una certezza impossibile

«Valentino è colpevole»: ma le prove dove sono?

La Honda ha sempre sostenuto di avere i dati che dimostrano che Rossi ha fatto cadere Marc Marquez con un calcio a Sepang. Ma ha continuato a rimandare la loro pubblicazione. E ora ha deciso che non li vedremo mai

ROMA – Era passato solo qualche giorno dal famigerato incidente di Sepang. Marc Marquez continuava a giurare di essere caduto per colpa di un presunto calcio rifilatogli da Valentino Rossi: «Non mi aspettavo che avrebbe tirato fuori la gamba e spinto il mio manubrio e il mio freno anteriore: a quel punto ho perso la ruota davanti e quando sono finito per terra l'ho rivisto guardarsi indietro verso di me». Il Dottore, dal canto suo, si proclamava innocente: «Non volevo far cadere Marquez e non l'ho calciato. Se guardate le immagini dall'elicottero e un fotogramma per volta, come ho fatto con la direzione gara, vedete che è lui a toccare con il suo manubrio la mia gamba sinistra ed è per questo motivo che cade». A quel punto arrivò la sparata della Honda: «I dati della moto di Marc dimostrano che mentre stava tirando su la moto per cercare di evitare il contatto con Valentino – dichiarò il vicepresidente della Hrc, Shuhei Nakamoto – la leva del suo freno anteriore ha ricevuto un impatto improvviso che ha bloccato la sua ruota anteriore, il motivo del suo incidente. Pensiamo che questa pressione sia stata il risultato del calcio di Rossi. La telemetria della sua moto è disponibile se chiunque della Dorna, della Fim o della stampa vuole controllare».

Annuncio rimandato... per sempre
Lo scontro Rossi-Marquez era la notizia del giorno, dunque non è difficile immaginare che la Honda, nelle ore successive a questo annuncio, sia stata inondata di richieste di visionare questi dati. Tanto da fissare una presentazione ufficiale alla vigilia del finale mondiale di Valencia, per svelare al mondo le presunte prove schiaccianti della colpevolezza di Valentino Rossi. Ma queste prove non arrivarono mai: la conferenza stampa fu infatti rinviata due volte, la prima per non influenzare l'appello del campione di Tavullia al Tribunale arbitrale sportivo, la seconda per espressa richiesta della Federazione motociclistica internazionale e della Dorna. «Stavolta la scelta non è nostra – spiegò in un incontro con la stampa a Valencia il team principal Livio Suppo – Prima o poi vorremmo mostrare questi dati, quando pensiamo che sarà appropriato, ma accettiamo la richiesta di non mettere ulteriore benzina sul fuoco». Nel frattempo era già arrivata la penalità che avrebbe costretto Valentino a partire dal fondo della griglia, l'appello al Tas era già stato respinto e di lì a poche ore si sarebbe consumata anche l'ultima gara, con l'ormai famoso biscottone spagnolo e il successo iridato di Jorge Lorenzo.

Colpevolezza indimostrabile
A due mesi di distanza, oggi scopriamo però che quei dati, quei numeri incontestabili che dovrebbero dimostrare che Marc Marquez ha ragione ad incolpare Rossi per il suo incidente, non li vedremo mai. La decisione definitiva sembra essere stata presa nientemeno che dal presidente della Fim Vito Ippolito in persona: «Il caso oggi è chiuso – ha spiegato – Ma le polemiche tra Rossi e Marquez hanno raggiunto un livello senza precedenti. Per questo motivo abbiamo chiesto a tutte le persone coinvolte, squadre comprese, di non alimentare le controversie su quanto accaduto a Sepang. I dati della telemetria della Honda sono nelle nostre mani, ma abbiamo deciso insieme di non pubblicarli, per non creare ulteriori polemiche». Sarà. Fatto sta che, per effetto di questa decisione, ci ritroviamo di nuovo ad avere la parola di Rossi contro quella di Marquez. E nessuno potrà mai farsi un'idea documentata su quel che è successo veramente tra i due protagonisti di uno degli epiloghi di campionato più avvelenati della storia. Il che fa inevitabilmente nascere, almeno tra noi italiani, un fondato dubbio che di certo ci permetterete: non è che, in fondo, queste prove della colpevolezza di Valentino Rossi non erano poi così inconfutabili?