24 giugno 2024
Aggiornato 08:00
Dal duello alla retromarcia

Marquez sprona i suoi tifosi: «Non abbiate paura di quelli di Vale»

Il campione spagnolo della Honda vuole abbassare i toni violenti esplosi tra gli appassionati attraverso i social network e invita il suo fan club italiano a ripensare la sua decisione di disertare la trasferta del Mugello

BARCELLONA – Avrà letto anche lui l'appello del nostro Paolo Beltramo o si sarà reso conto da solo di averla fatta grossa? Chissà. Quel che è certo è che perfino Marc Marquez sembra essersi accorto che lo scontro tra lui e Valentino Rossi ha ormai raggiunto un livello insostenibile, tale da rischiare di trascinare nel baratro tutto lo sport dell'automobilismo. E ha deciso di provare lui a fare il primo passo per abbassare i toni e placare la paura che ha convinto addirittura il suo fan club italiano a disertare la prossima trasferta del Mugello.

Colpa di Facebook
«Credo che si sia arrivati al limite – ha tuonato il campione della Honda ai microfoni della stampa spagnola in occasione di un recente evento organizzato dalla casa giapponese sul circuito di Castellolì a Barcellona, come riporta il sito specializzato Motocuatro – Alla fine, però, penso che i miei fan possano andare al Mugello, perché spero e credo che non succederà niente. Però è anche questo che passa attraverso i social network. Davanti alla tastiera di un computer chiunque può dire di tutto, tutti possono inquinare l'ambiente. Ma in definitiva, chi va in pista è il fan vero, l'appassionato che vuole vedere le moto, godersi lo spettacolo. E penso che, come in qualsiasi sport, chi assiste lo fa per la festa e lo show. Perciò non è successo nulla a Valencia e non succederà niente neanche al Mugello. Stiamo parlando solo di un gruppo di persone che vanno a vedere uno spettacolo. E noi corriamo perché loro se lo godano. Questo è ciò che conta». Ma gli organizzatori del campionato possono fare qualcosa per innestare la retromarcia? «Oggi è molto difficile fermare ciò che viene mosso dai social network. Tutti, nascosti dietro a una tastiera, possono dire la propria opinione o scrivere quel che credono. È difficile frenare questo meccanismo, a meno che ciascuno si limiti a fare il suo lavoro, come sto facendo io. Sono concentrato sulla preparazione per la mia stagione e quando cominceranno le gare mi godrò il bello dello spettacolo. Cominciamo a parlare di moto, che sono il motivo per cui siamo in questo mondo».

Pure la Ducati fa paura
E parliamo della stagione che ci aspetta allora: un campionato che, per via della rivoluzione tecnica delle gomme e dell'elettronica, sembra aperto a qualsiasi sorpresa. Persino a quelle in arrivo dai costruttori meno attesi: «Dal primo test di novembre i tecnici hanno avuto tempo per lavorare. A Jerez eravamo un po' in ritardo, ma perché era tutto nuovo per noi, non avevamo sistemato al meglio i parametri elettronici e questo ci impediva di provare il resto. Compreso gli aspetti del motore, che va adattato bene al software prima di poter fare un passo avanti. Personalmente penso che i rapporti di forza saranno simili all'anno scorso. Le novità sono tante e sarà difficile arrivare al primo Gran Premio in Qatar con tutti gli aspetti messi a punto al 100%. Ma alcuni, in particolare la Ducati, potrebbero crescere, perché stanno lavorando più o meno con la stessa elettronica dell'anno scorso. Già a Jerez andavano fortissimo, non solo con i piloti ufficiali ma anche con i privati come Redding o Barbera. All'inizio potrebbero essere la sorpresa e chissà, magari anche vincere qualche gara».