16 dicembre 2019
Aggiornato 03:30
Scenari futuri nelle due ruote

Lorenzo e la Ducati al centro del mercato piloti

Nel 2016 tutti i big della MotoGP saranno blindati, ma dal 2017 cominceranno le grandi manovre. E se Por Fuera lasciasse la Yamaha per passare alla rossa, partirebbe un valzer in cui sono coinvolti anche Iannone, Pedrosa, Rossi... e Stoner?

ROMA – Non è ancora cominciata la stagione 2016, quella della rivoluzione tecnica delle gomme Michelin e dell'elettronica unica, ma nel paddock della MotoGP si comincia già a pensare al 2017. È quella la data stampata nella mente dei boss delle squadre, dei piloti e soprattutto dei loro manager, perché tra due stagioni, scatterà un'altra, ben più importante rivoluzione: quella del mercato. Se il prossimo anno, infatti, tutti i big delle tre case più importanti, Yamaha, Honda e Ducati, resteranno fermi sul posto, in quello successivo invece scadranno contemporaneamente tutti i loro contratti. E potrebbe innescarsi un domino che, ad oggi, è ancora molto difficile da prevedere.

Qui Honda
Il più blindato di tutti sembra essere proprio Marc Marquez, ancora giovane, vincente e legato a filo doppio alla Honda: un matrimonio che nemmeno le recenti polemiche del finale di Mondiale sono riuscite a mettere in crisi. Anzi, il costruttore giapponese si è addirittura esposto in prima persona per difendere il suo pupillo, facendo capire che è proprio lui l'uomo che ha realmente il maggior potere in Hrc. Diversa è la storia del suo compagno di squadra Dani Pedrosa: nel 2017 compirà 32 anni e avrà alle spalle già dieci stagioni nella squadra ufficiale nipponica, per giunta senza mai aver realmente lottato per un titolo iridato. Insomma, per la Honda sarebbe il momento ideale per chiudere questo sodalizio, che ha funzionato solo a metà, e guardarsi intorno in cerca di un pilota più giovane che lo possa sostituire: magari proprio quel Tito Rabat che esordirà nel 2016 con il team satellite Marc Vds dopo la promozione dalla Moto2, in cui vinse il titolo l'anno passato. Il futuro di Pedrosa, invece, è già indirizzato verso la Ktm: la casa austriaca farà il suo ritorno in MotoGP proprio tra due anni e in molti giurano che il pilota di Sabadell abbia già siglato un precontratto per diventarne la punta di diamante.

Qui Yamaha
In casa Yamaha lo scenario è più difficile da interpretare. Intanto c'è da capire che cosa farà Valentino Rossi, che ha giurato di voler continuare a correre fino a quando si divertirà e sarà competitivo. Staremo a vedere se anche nella prossima stagione sarà in grado di lottare fino alla fine per il Mondiale, ma anche un fuoriclasse come lui deve fare i conti con l'anagrafe, che nel 2017 segnerà quota 38 anni. Forse un po' troppi per continuare a correre al massimo livello, anche se sia la casa dei diapason che la stessa Dorna, organizzatrice del campionato, farebbero carte false perché un campione del suo profilo mediatico rimanesse ancora nella classe regina. Se dovesse lasciare le due ruote, comunque, il Dottore ha già deciso il suo futuro, che lo vedrebbe dedicarsi a tempo pieno ad un'altra delle sue grandi passioni motoristiche: il rally. Altrettanto intricata è la situazione del suo compagno-rivale Jorge Lorenzo. Fino a qualche mese fa non c'erano dubbi: era lui il pilota su cui il costruttore di Iwata avrebbe dovuto puntare a lungo termine, quando Vale si fosse ritirato. Ma la velenosa conclusione dell'ultimo campionato, in cui la Yamaha è sembrata prendere più le parti di Rossi che quelle del maiorchino, ha lasciato intendere che forse qualcosa si è logorato nel rapporto tra quest'ultimo e i suoi datori di lavoro. Tanto da portare ad un divorzio anticipato? In tal caso, un giovane pronto a rimpiazzarlo ci sarebbe già: si chiama Alex Rins, è anche lui spagnolo e corre in Moto2.

Qui Ducati
Se Por Fuera dovesse effettivamente lasciare la Yamaha, il suo approdo preferito, sostengono le solite voci di paddock, sarebbe proprio la Ducati. E così il terzo costruttore si ritroverebbe al centro del mercato piloti. Con un Andrea Dovizioso che per i suoi risultati deludenti potrebbe non vedere rinnovato il suo contratto con Borgo Panigale e un Andrea Iannone intenzionato a bussare alla porta della Yamaha per tentare di infilarsi proprio sulla moto che oggi è di Lorenzo. Tanto che i rispettivi manager sono già al lavoro: «Il 2017 inizierà già a gennaio», conferma Simone Battistella, procuratore di Desmodovi, mentre il suo collega che segue il Maniaco, l'esperto Carlo Pernat, rivela che «io mi sono già mosso per capire il futuro: non perché Andrea non resterà in Ducati, ma per mettere le mani avanti». E poi non va dimenticato che c'è anche un altro campione potenzialmente a disposizione della Ducati: quel Casey Stoner che nel 2016 rientrerà, da collaudatore, nel team con cui vinse il suo primo Mondiale (nonché l'unico nella storia della rossa). Lui giurò anni fa che non sarebbe mai tornato in MotoGP da titolare: eppure il costruttore italiano ha bisogno di un campione come lui e la Dorna di un altro personaggio di forte impatto mediatico per uscire dal derby Italia-Spagna che si è innescato quest'anno. Sarebbe il momento perfetto per un suo grande ritorno. Ma qui stiamo entrando nel capitolo del fantamercato...