8 marzo 2021
Aggiornato 06:30
Calcio - Serie A

Prima il Milan, poi l’azzurro: l’irresistibile ascesa di Gigio il freddo

Dopo aver conquistato ad appena 16 anni il posto da titolare in un club prestigioso e ricco di storia come il Milan, Donnarumma si appresta a bruciare le tappe. Di Biagio è pronto a convocarlo nella nazionale Under 21 e osservatori di Conte già lo seguono per conto del Ct.

MILANO - All’inizio sembrava quasi una provocazione. Chiamato a trovare un innesco per far deflagrare definitivamente il suo nuovo Milan, il tecnico Mihajlovic non ci ha pensato due volte: ha guardato negli occhi quel giovanotto con la faccia da bambino su un corpo da gigante, gli ha puntato un dito contro è l’ha scelto. Così Donnarumma è diventato il portiere titolare del Milan, schierato al posto di quell’autentico totem di Diego Lopez, già estremo difensore del Real Madrid campione di tutto e relegato in panca a favore di un imberbe prodotto della Primavera rossonera.

Il talismano Donnarumma
Freddo come un iceberg, Gianluigi «Gigio» Donnarumma ha risposto presente all’appello di mister Mihajlovic, si è piazzato tra quei tre legni fissati a delimitare la porta del Milan e dentro di sé ha giurato: io questo posto non lo lascio più.
Da quel momento la squadra rossonera è sembrata rivitalizzata, nelle gambe, nella testa e nel morale. Sono arrivate tre vittorie consecutive, cosa che non accadeva dai tempi in cui sulla panchina del Milan sedeva Clarence Seederf, e il club di via Aldo Rossi è rapidamente tornato nelle zone alte della classifica di serie A.

L’era glaciale di Gigio il freddo
Tutto merito di Donnarumma? Azzardato forse sostenere una teoria del genere, anche perché in queste sue tre partite giocate da titolare non sono mancate imperfezioni, piccoli debolezze, insomma i classici errori di gioventù. Il vero miracolo è che malgrado tutto, i compagni sembrano nutrire nei confronti del baby prodigio rossonero una stima e una fiducia incondizionata e lui, Gigio il freddo da Castellammare di Stabia, ha dimostrato la straordinaria qualità - indispensabile che chi decide di diventare un grande portiere - di restare impermeabile ai dubbi e alle perplessità del mondo esterno e soprattutto ai propri errori.

Fuori Diego Lopez
Ora, dopo l’annuncio ufficiale dell’infortunio di Diego Lopez che dovrebbe tener fuori il portiere spagnolo per un periodo ancora difficilmente ipotizzabile, l’ascesa di Gianluigi Donnarumma sembra irrefrenabile. La porta del Milan è sua e nessuno, almeno nel breve periodo, avrà il potere o il coraggio di insidiarla. E anche gli scettici, coloro che avevano accolto con sospetto e diffidenza la sostituzione di Diego Lopez con l’enfant prodige di Milanello (esemplari le parole di Sinisa Mihajlovic al termine della vittoria contro la Lazio: «Donnarumma andrebbe trattato con maggiore simpatia»), stanno piano piano rientrando nei ranghi, irretiti, soggiogati e alla fine sedotti dalla straripante personalità del giovanissimo portiere rossonero.

Convocazione di Di Biagio per l’Under 21
Ma non è finita, perchè la scalata continua del baby fenomeno è pronta ad arricchirsi di un nuovo successo. Il sedicenne portiere del Milan, infatti, sarà inserito nella lista dei convocati del CT Gigi Di Biagio per i prossimi impegni dell’Under 21 italiana. Lui che vanta esperienze nella Nazionale Under 15, Under 16 e Under 17, nella quale potrebbe ancora essere convocato, eccolo spiccare il volo per un salto triplo: niente Under 19 Under 20, si passa direttamente all’Under 21.
Dove peraltro non va escluso a priori un suo impiego da titolare, visto che nel ruolo Di Biagio è solito convocare Alessio Cragno (1994), panchinaro in serie B a Cagliari, e Simone Scuffet (1996), titolare in serie B nel neopromosso Como. Come dire, nulla a che vedere con il curriculum di Donnarumma che a 16 anni può già considerarsi il titolare del Milan.

Gli occhi di Conte sul baby prodigio
Dall’entourage del ragazzo filtra una grande e legittima soddisfazione per questo ennesimo traguardo che Gigio si appresta a tagliare, ma attenzione alle sorprese clamorose, perché pare che alcuni osservatori dello staff azzurro di Antonio Conte, ct della nazionale maggiore, si siano già mossi per vedere dal vivo questo gigante bambino districarsi con una tranquillità innaturale tra i pali del Milan. Se il buongiorno si vede dal mattino…