2 giugno 2020
Aggiornato 14:00
Calcio - Serie A

Milan, segnali di risveglio

La vittoria per 3-0 nell’amichevole di Monza contro la compagine locale ha offerto indicazioni interessanti al tecnico rossonero Mihajlovic: innanzitutto l’ottima prova di Poli, inconsueto uomo assist, poi la ritrovata vena di Cerci e una discreta prestazione complessiva da parte dell’intera squadra.

MILANO - Si, è vero, le indicazioni offerte dalle amichevoli lasciano il tempo che trovano. Però poco più di un mese fa, quando il Milan approfittò della precedente sosta delle nazionali per incontrare il Mantova esponendosi ad una clamorosa figuraccia, quasi tutti sottovalutarono quei segnali pericolosamente negativi. Tutti tranne Sinisa Mihajlovic. Lui si rese subito conto che qualcosa non andava nell’atteggiamento mentale dei suoi ragazzi e lo gridò a gran voce al termine del match.
Visti gli effetti tutt’altro che benefici sul rendimento del Milan nelle successive partite di campionato, possiamo tranquillamente dire con il senno di poi che la sua strategia psicologica si rivelò del tutto inadeguata. 

Galliani: «Chi perde deve stare zitto»
Oggi il Milan, in una situazione analoga a poco più di un mese di distanza, ha rischiato di provocare un nuovo travaso di bile al suo allenatore. L’amichevole con il Monza si annunciava un’occasione ghiotta per ricostruirsi moralmente e tatticamente e anche l’amministratore delegato rossonero, naturalmente presente all’appuntamento nella sua città, ha avvertito la solennità dell’evento: «Monza-Milan è una partita speciale per me, sono molto emozionato. Mihajlovic? C'è assolutamente fiducia in Sinisa. Momento negativo? Non ho voglia di fare commenti perché la mia lunga storia calcistica mi ha insegnato che chi vince parla, mentre chi perde deve stare zitto. Speriamo di tornare presto a parlare».

Inizio shock, poi la reazione
Malgrado le avvisaglie di 4-4-2, il tecnico serbo, almeno inizialmente, non ha mutato l’assetto tattico della squadra puntando ancora sul modulo con il trequartista, nella fattispecie lo spagnolo Suso. Anche stavolta però un ingresso in campo shock dei rossoneri ha scosso le certezze di Sinisa Mihajlovic: primi 20 minuti da incubo, errori copiosi ad affastellarsi dalla metà campo in giù del Milan, fino a quando non è arrivato il primo gol di Luiz Adriano, subito bissato dal raddoppio di Nocerino, a scacciare i fantasmi. E tanto per chiudere in bellezza il tempo, il terzo gol da antologia segnato da Cerci in chiusura di prima frazione di gioco, è quasi riuscito a  gli elementi positivi in attacco arrivano quasi a bilanciare le ormai consuete leggerezze difensive.

Boateng in campo nella ripresa
La novità tattica tanto attesa in casa Milan, si è materializzata all’inizio della ripresa quando Kevin Prince Boateng (da qualche giorno riaccolto a Milanello, adesso solo per allenarsi e disputare amichevoli, da gennaio chissà) è entrato in campo al posto di Nocerino, consentendo a Mihajlovic di  lasciare De Jong e Josè Mauri in mezzo al campo e spostare Suso e Cerci sulle fasce dietro appunto al ghanese neo entrato e Luiz Adriano.
La partita però non ha più riservato grandi sorprese, tranne un palo colpito da Alessio Cerci, anche lui apparso rinvigorito rispetto alle ultime opache prestazioni.

Poli migliore in campo tra i rossoneri
La principale nota di merito va però ad Andrea Poli, stavolta schierato nel ruolo per lui insolito di terzino destro, ma lo stesso protagonista assoluto del match con due assist per le prime due reti rossonere e una prestazione nel complesso più che positiva. Una piccola rivincita per il prezioso jolly di centrocampo del Milan, tenuto finora pressoché in naftalina da Mihajlovic, senza un’apparente ragione visto il livello dei concorrenti, e ancora una volta pronto - appena messo in campo - a dimostrare di poter giocare in questa squadra.

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