15 novembre 2019
Aggiornato 18:00

Mihajlovic, la parola alla difesa

Alla vigilia della trasferta di Genova che potrebbe rivelarsi decisiva per il futuro del Milan, il tecnico rossonero cerca risposte rassicuranti dal suo reparto arretrato. Le 8 reti subiti in 5 partite rappresentano un segnale preoccupante, specialmente in un campionato dove chi vince ha quasi sempre la miglior difesa.

MILANO - Povero Diego Lopez. Dopo cinque turni di campionato lo spagnolo ancora non è riuscito a mantenere inviolata la sua porta per una partita intera, incassando già 8 reti. Diciamola pure tutta, non che l’ex estremo difensore del Real Madrid sia esente da colpe, anzi. Il primo gol subito dal palermitano Hiljemark può essere tranquillamente addebitato a lui, in compartecipazione con De Sciglio, altro sciagurato protagonista di diverse segnature avversarie.

Troppe 8 reti subite in 5 giornate
Tranquilli però, portiere e terzino rossoneri sono in buona compagnia in questa raccapricciante galleria degli orrori difensivi che hanno caratterizzato l’inizio di stagione del Milan. Tra Rodrigo Ely, De Jong e Romagoli, principali protagonisti in negativo delle due reti incassate a Firenze, la dormita generale che ha coinvolto l’intera retroguardia milanista sia nel gol subito da Saponara dell’Empoli sia in quello - sanguinoso - subito da Guarin nel derby, e le distrazioni di Zapata e Alex nel secondo tempo sciagurato di Udine, ognuno ha le proprie colpe.

Gravi le disattenzioni dei singoli
A preoccupare maggiormente, al di là di una compattezza di squadra ancora da registrare, di un centrocampo non solido e monolitico quanto sarebbe necessario e di un lavoro complessivo in copertura da mettere a punto, è la consapevolezza che in tutti i gol subiti sono state le distrazioni dei singoli a  rivelarsi fatali.
Ma se per quello che riguarda l’impermeabilità della squadra e la capacità di difendere in undici, Sinisa Mihajlovic ha modo e tempo di lavorare per raggiungere i propri obiettivi, sulle lacune tecniche e caratteriali dei calciatori avrà ben poco da fare.
Difficile pensare di poter blindare la concentrazione del colombiano Cristian Zapata, vittima di pericolose amnesie almeno una o due volte a partita, oppure di Mattia De Sciglio, zavorrato da un ormai conclamata idiosincrasia per la tattica del fuorigioco (vedi Palermo e Inter).

In serie A vince chi ha la miglior difesa
Altrettanto difficile - di conseguenza - pensare di poter trionfare in un campionato, la nostra serie A, dove tradizionalmente vince la squadra con la miglior difesa. Per trovare una squadra vincitrice dello scudetto senza il minor numero di gol subiti, dobbiamo risalire all’Inter della stagione 2006-07, quella del dopo Calciopoli, per intenderci, inevitabilmente drogata da tutto quello che successe in quella allucinante ed indimenticabile estate che poi portò anche l’Italia a vincere i Mondiali in Germania.
E a proposito di Inter, a certificare l’innegabile superiorità degli uomini di Mancini in questo inizio di campionato, se non per il gioco espresso almeno per risultati ottenuti, ecco il numero di gol subiti finora: appena 1, incassato dal Carpi nella vittoria per 1-2 della seconda giornata (nelle altre quattro partite i nerazzurri hanno sempre vinto con il punteggio di 1-0). 

A Genova per non subire gol
Appare evidente quindi l’ambito d’azione nel quale mister Mihajlovic sarà costretto a lavorare in questo delicatissimo momento della stagione. Continuare ad incassare valanghe di gol, come accaduto finora, potrebbe rappresentare il definitivo abbandono del sogno scudetto, ma nessuno al Milan ha voglia di rinunciare così presto. Urge un deciso cambio di rotta, già dalla prossima trasferta a Genova sul campo dei grifoni di Gasperini.
Obiettivo, chiudere il match senza subire gol, il primo passo verso una difficile, ma non impossibile, rincorsa all’Inter capoclassifica.