31 maggio 2020
Aggiornato 05:30
Calcio | Milan

Mihajlovic: ecco la lista dei buoni e cattivi

Il tecnico serbo ha manifestato tutta la sua delusione al termine dell’amichevole contro il Mantova ma a questo punto serve un deciso cambio di rotta perché, malgrado un mercato discutibile, il Milan è pur sempre una squadra discreta e Mihajlovic ha il dovere di farla rendere al meglio. In fretta perché domenica 13 è già derby.

MILANO - Se davvero volessimo attenerci al significato delle amichevoli, la spendacciona Inter di mister Mancini, prossima avversaria dei rossoneri in campionato, sembra essere messa addirittura peggio del derelitto Milan visto in queste ultime uscite stagionali. Mentre infatti il Milan è tornato da Mantova almeno con una vittoria, striminzita, sofferta, insoddisfacente quanto si vuole, ma pur sempre una vittoria, i nerazzurri in quel di Lecco hanno rimediato un’altra legnata dolorosa, un 2-1 che ha fatto indispettire l’allenatore interista.
Certo, se poi a sconfitte in amichevoli si susseguono vittorie in campionato come sta accadendo all’Inter in questo avvio di stagione, forse Mihajlovic potrebbe quasi rivedere il programma di lavoro e magari cambiare strategia operativa. 

«Se Atene piange Sparta non ride»
Per descrivere la situazione delle milanesi alla vigilia del derby in programma il prossimo 13 settembre viene alla mente quel famoso detto «Se Atene piange Sparta non ride», estratto dall’opera teatrale Aristodemo, scritta da Vincenzo Monti nel 1784.
Perché è vero che l’Inter è prima in classifica a punteggio pieno mentre il Milan ha già incassato una pesante sconfitta a Firenze, ma è indubitabile che anche la banda Mancini sia tutt’ora un cantiere aperto e le vittorie ottenute contro Atalanta e Carpi, arrivate entrambe allo scadere, possono tranquillamente essere inserite alla voce «colpi di fortuna».

Mihajlovic: «Avete capito perché c’è chi non gioca»
Ai rossoneri invece manca quel pizzico di buonasorte ma soprattutto manca un’idea di gioco. O meglio, quella ci sarebbe pure, a latitare sono interpreti affidabili, capaci di concretizzare in gol e azioni vincenti le lezioni tattiche di Mihajlovic. Ieri sera, al termine della vittoriosa ma deludente amichevole del Milan contro il Mantova, il tecnico serbo è sbottato attaccando pesantemente la maggior parte dei rossoneri scesi in campo ieri, dettando una linea di confine tra titolari e riserve che a questo punto non ammette repliche: «Nessuno si deve lamentare quando resta fuori. Parla il campo, se te lo meriti giochi, se non te lo meriti stai a casa. E a Mantova avete capito perché alcuni giocano meno di altri».

Balo, Luiz Adriano, Jack e Monto tra i buoni
È sembrato di vedere il ruvido allenatore rossonero alla lavagna a segnare la lista dei buoni e dei cattivi, cosa che immaginiamo, farà oggi alla ripresa dei lavori a Milanello. Ieri niente nomi ma l’elenco di coloro che hanno deluso Mihajlovic è fin troppo evidente, partendo proprio da coloro che invece hanno offerto risposte soddisfacenti al tecnico serbo: «Balotelli era tanto che non giocava, deve migliorare la condizione, ma è un giocatore importante per noi. Luiz Adriano è entrato bene, anche Bonaventura ha fatto bene, Montolivo così e così. Gli altri invece non sono stati all’altezza, mi aspettavo molto di più».

La lunga lista dei cattivi di Sinisa
Tolti i ragazzini della primavera, comprensibilmente non inseriti nella lista degli epurati, viene facile tirare giù i nomi di quelli che hanno deluso maggiormente mister Mihajlovic: Abate, Alex, Poli, No­ce­ri­no, Cerci e Suso. Praticamente mezza squadra, tra l’altro quasi tutti messi più o meno spudoratamente sul mercato senza peraltro riuscire a piazzarli, nemmeno gratis.
E qui torniamo alle solite colpe di chi la squadra, seguendo le indicazioni dell’allenatore, dovrebbe costruirla: nella fattispecie Adriano Galliani, incapace di acquistare i calciatori necessari al tecnico per completare il suo progetto di squadra ma anche di cedere i giocatori in esubero e non voluti da Sinisa.

Ora basta chiacchiere, arriva il derby
Adesso però il tempo delle chiacchiere è finito, come quello dei rimpianti. Almeno fino a gennaio la rosa sarà questa quindi tanto vale fare buon viso a cattivo gioco e cercare di ottenere il massimo dagli uomini a disposizione. E qui tornano a galla le responsabilità di Mihajlovic: va bene la parziale insoddisfazione per un mercato non all’altezza delle aspettative, ma sono comunque stati spesi quasi 90 milioni e questa squadra non è poi così scarsa. Ecco perché non è tollerabile che il Milan risulti la squadra che ha tirato meno in porta di tutta la serie A nelle prime due giornate di campionato.
Serve una brusca sterzata da parte di tutti perché il derby è alle porte e non è più ammesso sbagliare.

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