12 dicembre 2019
Aggiornato 21:30

Marchionne prepara la sua prossima «zampata» in Ferrari

A settembre il manager italo-canadese è pronto a strappare ad Amedeo Felisa anche la poltrona di amministratore delegato, oltre a quella di presidente che già detiene. L'ultimo colpo di spugna all'era Montezemolo

MARANELLO – Il futuro aziendale della Ferrari sembra già segnato. Quando, nel settembre prossimo, l'attuale amministratore delegato Amedeo Felisa andrà in pensione, a succedergli sarà Sergio Marchionne, che andrà ad aggiungere questa poltrona a quella di presidente del Cavallino che attualmente già detiene, insieme a molte altre nel gruppo Fiat Chrysler. L'indiscrezione è giunta all'agenzia di stampa finanziaria Bloomberg da un'anonima fonte ben informata interna a Maranello, anche se l'ufficio stampa della casa si è rifiutato di commentare.

Verso l'indipendenza
Felisa, ingegnere approdato alla Ferrari nel 1998 e nominato amministratore delegato nel 2008, dall'alto dei suoi oltre quarant'anni di esperienza tecnica nel campo dell'automobile compierà 69 anni il prossimo ottobre e da mesi starebbe preparando il suo ritiro, anche se potrebbe rimanere all'interno dell'azienda con un ruolo di consulente. Da tempo i vertici della rossa starebbero dunque cercando un suo sostituto: la decisione definitiva non è ancora stata presa, ma il nome più logico è ritenuto proprio quello dell'uomo con il maglione blu. Del resto, l'eventuale regno Marchionne è destinato ad avere vita breve: il gruppo Fiat ha infatti in programma la vendita di un primo 10% delle azioni della Ferrari ad ottobre e il suo restante 80% sarà ceduto al mercato all'inizio del prossimo anno, rendendolo così totalmente indipendente.

Si chiude un'epoca
Dunque, il 63enne manager italo-canadese sarebbe più un traghettatore che il nuovo monarca assoluto della Ferrari. Anche se, nella sua mente, ha per la casa modenese un piano ben preciso: quello di trasformarla in un vero e proprio marchio di lusso del calibro di Prada ed Hermes. In questo senso vanno lette le mosse della sua rivoluzione impostata da quando, l'anno scorso, prese il posto di Luca Cordero di Montezemolo: dalla quotazione in borsa al totale riassetto della scuderia di Formula 1, che ha toccato il management tanto quanto il pilota leader (Sebastian Vettel al posto di Fernando Alonso). Amedeo Felisa, per oltre vent'anni uno dei collaboratori più stretti di Montezemolo, è per l'appunto una delle ultime teste rimaste in piedi della vecchia epoca ferrarista. Il suo addio segnerebbe definitivamente la fine del ventennio montezemoliano. E, forse, è proprio questo che vuole il buon Marchionne.