24 settembre 2020
Aggiornato 23:00
Le valutazioni sulla gara di Budapest

Le pagelle: Ferrari promosse, Mercedes bocciate

Non solo il trionfatore Sebastian Vettel, ma anche Kimi Raikkonen superano il voto 10. Le due frecce d'argento, invece, non raggiungono nemmeno la sufficienza. Ecco i giudizi al Gran Premio d'Ungheria del DiariodelWeb.it

HUNGARORING – Sulla carta era uno dei circuiti più noiosi dell'anno, in cui superare è praticamente impossibile. Invece, le imprevedibili ed alterne vicende del Gran Premio di Ungheria hanno trasformato la gara di Budapest nella più emozionante e combattuta dell'anno. Alla fine, più per meriti propri che per guai altrui, a prevalere è stato Sebastian Vettel, che non può che portare a casa il massimo dei voti nelle consuete pagelle del DiariodelWeb.it.

SEBASTIAN VETTEL – voto 10 e lode. Il pilota del giorno non può che essere lui. Mentre tutti gli avversari, nessuno escluso, hanno vissuto un Gran Premio sulle montagne russe, il ferrarista ha disputato una gara impeccabile dalla partenza (quando è comparso all'esterno, approfittando dello scatto a rilento delle due Mercedes e andandosi a prendere il comando della gara) fino al traguardo. Gli amanti delle statistiche avranno di certo notato che con questo successo il tedesco raggiunge il leggendario Ayrton Senna a quota 41 vittorie nell'albo d'oro di tutti i tempi. Non ci avventuriamo in paragoni impegnativi, ma di certo una gara del genere non sfigura nemmeno di fronte ai capolavori dell'indimenticato campione verdeoro.

KIMI RAIKKONEN – voto 10. Quello ungherese è stato uno dei suoi migliori Gran Premi dell'anno: più veloce del suo compagno di squadra Vettel al venerdì, autore della sua stessa partenza a razzo che gli è valsa il secondo posto e poi capace di controllare in modo maturo la sua posizione. Peccato che il problema al motore lo abbia prima fatto scivolare indietro in classifica e poi costretto al ritiro, privandolo in ultima analisi della meritata gloria in cambio di questa prestazione cristallina. In un momento così delicato della sua carriera, ne avrebbe avuto un gran bisogno.

RED BULL E TORO ROSSO – voto 8,5. Contando entrambi i team delle «lattine», hanno monopolizzato dalla seconda alla quarta posizione (e solo il ritiro finale di Sainz li ha privati del filotto). Certo, non sono riusciti ad impensierire la Ferrari come avrebbero voluto, sono stati anche loro coinvolti nel caos e nei contatti delle battaglie a centro gruppo e sono stati agevolati dai guai della Mercedes. Ciononostante, il loro risultato è una perla preziosissima in una stagione complessivamente da dimenticare. Resterà probabilmente un fuoco di paglia, ma dimostra come la colpa della loro crisi sia del motore Renault (i cui limiti sono stati meno evidenti nel lento e tortuoso tracciato magiaro) piuttosto che di un telaio che ha messo in mostra anche in questo weekend doti meccaniche di primo livello.

FERNANDO ALONSO – voto 8. Nel corso del fine settimana si era lasciato scappare l'ennesima delle troppe manifestazioni sgangherate di insoddisfazione della sua carriera, confessando di valutare addirittura l'abbandono della Formula 1. Poi, sabato, in qualifica, ha spinto fino ai box la sua macchina che si era guastata per l'ennesima volta, dimostrando quanto in realtà sia ancora forte il suo amore per questo sport. Un po' di fortuna e i guai altrui lo hanno premiato con un insperato quinto posto, nonostante una foratura. Alla fine, stavolta se lo merita davvero.

MERCEDES – voto 4. Come hanno fatto a perdere questo Gran Premio, iniziato con un imbarazzante vantaggio di oltre mezzo secondo su tutti gli avversari in qualifica, lo sanno solo loro. Più dei pasticci a ripetizione combinati nel corso della gara (contatti, uscite di pista, penalità ai box...) la colpa è dell'ennesima partenza al rallentatore che ha reso in salita una domenica che per loro non poteva essere che in discesa. I piloti ci hanno messo anche del loro impegno (si veda lo stupendo sorpasso di Lewis Hamilton su Valtteri Bottas al giro 18), e gli va bene che sotto al sedere hanno un'astronave, ma questi problemi al via cominciano ad essere un po' troppi. Pagati cari e dunque sempre più preoccupanti.

PASTOR MALDONADO – voto 3. Di errori da stigmatizzare in questa gara avremmo l'imbarazzo della scelta. Ma il venezuelano si merita una menzione particolare per le tre (avete capito bene, tre) penalità subite nel corso della stessa corsa. Tra le altre, per eccesso di velocità in corsia dei box e per sorpasso sotto safety car. Robe da matti.