16 settembre 2019
Aggiornato 08:00

Milan azzerato, ma Inzaghi continua a negare

Ennesima prestazione scialba dei rossoneri in uno dei derby più poveri degli ultimi anni. Alla fine è l’Inter che può recriminare per lo 0-0, alla luce di un clamoroso rigore negato ai nerazzurri. Pippo Inzaghi invece continua a professare ottimismo: «Ora si che ce la giochiamo con tutti».

MILANO - Qualcuno spieghi a Filippo Inzaghi che il campionato sta per finire, la distanza dalle squadre in lotta per l’Europa resta sempre considerevole e soprattutto continua a non vedersi alcun segno di miglioramento.
La sensazione è che se al tecnico rossonero fossero state risparmiate le conferenze stampa di pre e post partita oggi forse avrebbe ancora qualche chance di mantenere la panchina del Milan il prossimo anno. Perché è proprio nelle sue analisi delle partite che Inzaghi continua a dimostrarsi inadeguato, con una serie di assunti del tutto discutibili, puntualmente smentiti dall’interlocutore di turno.

I SOLITI DELIRI DI INZAGHI - Ieri, nel post derby, una partita emozionante ma tecnicamente tra le più povere della stagione, l’allenatore rossonero ha dato vita ad un altro siparietto, stavolta con Beppe Bergomi, mentre Zvonimir Boban, protagonista di uno scontro dialettico piuttosto acceso con Inzaghi la scorsa settimana, osservava sornione.
All’ennesima banalità ripetuta con ossessiva pervicacia dal tecnico del Milan, «Abbiamo avuto due mesi difficili ma ora stiamo facendo bene e ce la giochiamo con tutti. Dobbiamo guardare avanti, alla fine della stagione trarremo il bilancio, ma non è in partite come il derby che ci giochiamo la stagione», l’ex difensore dell’Inter ha sbottato, riducendo ad un silenzio impotente il povero Pippo.

SCONTRO BERGOMI-INZAGHI - «Non è vero quello che dici - le parole dello «zio» -. È proprio da impegni importanti come il derby che si trae l’energia e l’entusiasmo per crescere e andare avanti». Tutto vero in maniera sacrosanta, così come l’indiscutibile verità emersa anche ieri: il Milan di Inzaghi, dopo un inizio stagione a tratti addirittura esaltante, non solo non è cresciuto ma si è inesorabilmente sgonfiato.
Ormai il tecnico rossonero è solito vedere partite diverse rispetto al resto degli osservatori. Ieri è stato addirittura capace di sottolineare una clamorosa traversa di De Jong, di cui nessun cronista è riuscito a riportare traccia.

GALLIANI: C’È SOLO DA PIANGERE - E dire che alla vigilia del derby contro un’Inter squinternata quasi quanto i rivali di Naviglio, Filippo Inzaghi aveva lanciato un proclama che aveva fatto sobbalzare sulla sedia l’incredulo popolo rossonero: «Finalmente dopo qualche mese penso di aver capito cosa si possa fare per migliorare la squadra».
Sarà, ma anche la stracittadina è finita con uno tristissimo e inutile 0-0 e di tutti questi annunciati progressi rossoneri non si avuto alcun segnale. La novità di giornata è che ormai anche Galliani sembra essersi rassegnato a queste deprimenti prestazioni («C’è poco da dire, c’è solo da piangere»). Per Pippo Inzaghi sembra sia arrivato il momento di iniziare a preparare un’altra conferenza stampa, quella dell’addio.