10 luglio 2020
Aggiornato 13:30
Ringalluzzito dalla vittoria in Qatar, il Dottore lancia una nuova sfida

Valentino: «Vincerò fino a 40 anni. A partire da questo GP»

Domenica si corre ad Austin, su una pista tradizionalmente nemica del pesarese. Ma lui punta al secondo successo di fila: «Honda e Ducati saranno forti, ma la nostra moto è cresciuta. Non sarà facile, ma ci proverò»

TAVULLIA – Ci fu un momento, non molti mesi fa, in cui nella mente di Valentino Rossi fece capolino una parola, per lungo tempo temuta e allontanata: «Ritiro». Colpa di una striscia di stagioni al di sotto delle aspettative e di una resurrezione che tardava ad arrivare. Ma le cose sono cambiate rapidamente: è bastato un 2014 in crescita, concluso subito alle spalle del campione del mondo Marc Marquez, per rilanciare il Dottore verso la vittoria, che nella nuova stagione è arrivata fin dal Gran Premio inaugurale in Qatar. Per i comuni mortali, riuscire in un’impresa del genere alla tenera età di 36 anni somiglia molto ad un miracolo. Ma non per Valentino Rossi: «Per me, se si fa una vita sana e ci si allena molto, si può correre tra i migliori fino a 40 anni – esclama – Non è come l’atletica: non è il fisico a fare la differenza, ma la concentrazione e soprattutto la motivazione. E io ho un’ottima motivazione. Mi sento bene, mi piace il mio lavoro, che è anche la mia passione».

BATTAGLIA STIMOLANTE – Valentino ama vincere, ma soprattutto ama lottare. I confronti ruota a ruota con i fortissimi talenti rampanti sembrano ringiovanirlo. E, sotto questo fronte, la sua sedicesima stagione di MotoGP appena cominciata non è certo avara di ispirazione: «Sono molto contento perché negli ultimi anni le corse sono cambiate – rivela il nove volte iridato – Ci fu un periodo, con Stoner e Lorenzo, in cui le gare erano finite dopo tre giri: era difficile e noioso. Ora, per qualche motivo, la situazione con Marc è cambiata. C’è più battaglia e più strategia a fine gara». Come se non bastasse, oltre alla Honda dell’iridato in carica, alla lista dei pretendenti al titolo quest’anno si è aggiunta di diritto anche la Ducati, che con i due Andrea Dovizioso e Iannone ha riempito i gradini del podio sotto al suo a Losail: «Il livello tra Honda, Ducati e Yamaha cambierà in ogni weekend, in ogni pista, perché ogni moto ha i suoi punti forti e deboli – ammette il pesarese – Per restare davanti in campionato bisognerà rimanere concentrati e cercare di vincere quando arriveranno i giorni buoni, ma soprattutto cercare di portare a casa qualche punto nei weekend difficili e sui circuiti difficili».

UN ALTRO PODIO IN VISTA – La prima parte di questo comandamento l’ha senza dubbio realizzata nella prima gara stagionale. Ma ora, questo fine settimana, si tornerà a correre su una pista molto diversa: il Circuit of the Americas di Austin, in Texas. Che negli scorsi anni si è meritato senz’altro l’etichetta di «circuito difficile» per Rossi, che qui non è riuscito ad andare oltre rispettivamente un sesto e un ottavo posto. «Austin non è la mia pista preferita – riconosce – Anche se è molto moderna e alcune curve mi piacciono molto, i due lunghi rettilinei sono i punti deboli per noi. I nostri avversari sono forti, ma è anche vero che la nostra moto ha fatto dei grandi passi avanti e sono felice delle sensazioni che mi dà». Un lungo giro di parole che precede il lancio dell’ennesima sfida: «Lavoreremo sodo, come a Losail, per trovare la miglior soluzione possibile. Iniziare con una vittoria è molto bello, ma dobbiamo cercare di essere competitivi anche su tutti gli altri circuiti. Vorrei salire sul podio. Non sarà facile, ma ci proverò». Uno che è riuscito a rimontare dall’ottavo al primo posto, a trentasei anni di età, può fare anche questo.