19 novembre 2019
Aggiornato 18:30

Il Viminale, basta con i giocatori pompieri

Ma lo storico legale della curva sud Lorenzo Contucci teme un effetto boomerang: «I tifosi hanno il diritto di contestare – dichiara al DiariodelWeb.it – e senza un colloquio con la squadra si rischiano assedi agli spogliatoi»

ROMA – I giocatori non dovranno più giustificare le proprie sconfitte con i tifosi in curva. Anzi, se lo faranno rischiano vere e proprie sanzioni sportive, di tipo e di entità da definire. È quanto ha deciso ieri, al termine di una lunga riunione al Viminale durata oltre due ore, l'Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, insieme a Figc, Lega Calcio, Assocalciatori e Coni. A far esplodere il caso è stata la vicenda di giovedì scorso allo Stadio Olimpico dove, dopo la sconfitta in Europa League contro la Fiorentina, Totti e compagni sono andati a parlamentare con gli ultras. «Non è conveniente che una squadra vada a trattare con i tifosi appesi sulle tribune», li ha bacchettati il presidente della Federcalcio Carlo Tavecchio. «Siamo andati anche per spegnere la veemenza dei tifosi, il nostro gesto ha alleggerito il lavoro delle forze dell'ordine», ha ribattuto il portiere romanista Morgan De Sanctis, presente all'incontro insieme al dg giallorosso Mauro Baldissoni.

IL LEGALE: «GLI ULTRAS HANNO DIRITTO DI CONTESTARE» – Le istituzioni, dunque, vogliono mettere la parola "fine" a questo comportamento che dilaga negli stadi di tutta Italia; i giocatori denunciano i problemi di ordine pubblico che possono nascere dallo strapotere delle curve. Ma qual è, invece, il punto di vista dei tifosi? «I supporter hanno tutto il diritto di contestare – li difende Lorenzo Contucci, storico legale degli ultras della curva sud, al DiariodelWeb.it – Pagano 26 euro per un biglietto di curva, dove la partita si vede poco e male, i dirigenti promettono loro la Champions League, l'Europa League, la Coppa Italia, il secondo posto in campionato... È normale che si creino delle aspettative». Contucci, pur osservando il problema dall'altro lato delle transenne, concorda con la posizione di De Sanctis: «Senza un colloquio di quel tipo tra giocatori e tifosi, si rischiano guai più seri», avverte l'avvocato.

«COSÌ SI RISCHIA L’ASSEDIO DEGLI SPOGLIATOI» «Finché si continua a confondere il pubblico dello stadio con quello del teatro o del cinema si commette un errore strategico – spiega più nel dettaglio il legale – Un atteggiamento come quello dei giocatori della Roma nell'ultima partita di Europa League a volte serve per smorzare gli animi. Altrimenti si poteva anche arrivare ad un vero e proprio assedio degli spogliatoi». La decisione dell'Osservatorio, dunque, potrebbe risultare controproducente: «Gli episodi che ho visto rientrano nei limiti della legalità. Come rientra nelle possibilità della Lega Calcio e del Viminale disciplinare il comportamento dei loro tesserati. Ma in ultima analisi dev'essere la polizia a rendersi conto, caso per caso, se questi episodi siano fattibili o meno. Sono le forze dell'ordine a dover cercare di impedire che i tifosi infuriati trascendano in episodi violenti».