19 luglio 2019
Aggiornato 01:00
Calcio & violenza

Ultrà morto, Salvini: «Sbagliato chiudere gli stadi»

Il Ministro dell'Interno: «Qualcosa tra i controlli e la prevenzione non ha funzionato. Occorre mettere intorno a un tavolo tutti i protagonisti del mondo del pallone, società e tifoserie»

Il Ministro dell'Interno, Matteo Salvini
Il Ministro dell'Interno, Matteo Salvini ANSA

ROMA - «Tutti devono mettere la testa a posto. Bisogna fare un enorme esame di coscienza. Occorre mettere intorno a un tavolo tutti i protagonisti del mondo del pallone, società e tifoserie. Mi chiedo cosa c'entra la stragrande maggioranza della tifoseria interista per bene a cui vietare le trasferte, padri con i figli, perchè qualche delinquente a due chilometri dallo stadio prende la scusa della partita per sfogarsi. La responsabilità penale è personale, vale anche per i locali: se a due chilometri da un bar si accoltellano due persone, chiudi quel bar? Con tifoserie che non c'entrano niente e facendo un torto a migliaia di italiani». Lo ha detto il ministro dell'Interno Matteo Salvini, intervenendo alla trasmissione Tiki Taka di Italia 1 sugli scontri all'esterno di San Siro prima di Inter-Napoli.

D'accordo con Mazzoleni

«Il problema dell'Italia è che spesso e volentieri non è sufficiente essere trovato in giro con un coltello o un etto di droga per farsi qualche mese di galera, perchè il giorno dopo sei in strada. Sulle contestazioni all'arbitro - ha continuato - sono d'accordo con il fatto che Mazzoleni abbia fatto continuare la partita: pensate cosa sarebbe successo se si fosse sparsa la voce dei feriti e dei tafferugli e poi fosse stata sospesa la partita».

Erano dei teppisti, non tifosi

Per il ministro, in ogni caso, la sera del 26 dicembre a Milano «qualcosa nel sistema dei controlli e della prevenzione non ha funzionato: c'erano tifosi arrivati dall'estero, delinquenti che arrivavano per esercitare violenza e devono essere intercettati preventivamente. Non era l'Inter Club o i tifosi della Curva, erano dei teppisti che arrivavano da altre regioni e persino dall'estero». Al tavolo al Ministero dell'Interno «non convocherò gli accoltellatori, ma la tifoseria organizzata, che è composta in stragrande maggioranza da persone normali e per bene, mamme, papà, ragazzini. Quelli» che si sono scontrati in Via Novara «non sono tifosi, sono delinquenti: un tifoso non va allo stadio col coltello, la roncola o l'ascia. Non confondiamoli con i tifosi», ha concluso Salvini.

Fedriga: Razzismo? Cretini ci sono sempre

«Non credo proprio che ci sia un nuovo virus del razzismo che si insinua negli stadi, penso invece che i cretini ci sono sempre stati e continuano ad esserci». Così il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, oggi a Trieste, in merito ai cori razzisti di mercoledì scorso a San Siro, durante la partita Inter-Napoli. «Bisogna ovviamente condannarli e andare certamente in questa direzione - ha proseguito Fedriga -. L'unica cosa è l'augurio che si possano superare queste dimostrazioni di inciviltà che ovviamente non condividiamo». Cominciando dalle scuole? «Anche dalle scuole, però non credo che sia soltanto una questione di scuola, perché altrimenti vorrebbe dire semplificare le cose e che ci sia una unica soluzione per risolvere le cose. In realtà - ha concluso il governatore - penso sia un processo generalizzato e quindi bisogna avere anche delle reazioni e perciò condivido quelle prese per quanto avvenuto a San Siro».