6 giugno 2020
Aggiornato 23:30
Formula 1 | Il dominio tedesco potrebbe presto finire

Mercedes inizia a tremare: «La Ferrari ci raggiungerà»

Il boss dei campioni del mondo è convinto: «Solo questione di tempo». E Maurizio Arrivabene sprona i suoi: «Il secondo posto non ci basta, vogliamo vincere». E se le frecce d'argento non fossero imbattibili?

MARANELLO – La Mercedes ha iniziato la stagione 2015 nello stesso modo in cui aveva concluso la precedente: dominando. A prima vista, i 34 secondi rifilati dalle frecce d'argento al resto del gruppo hanno il peso di una pietra tombale sulle speranze di vittoria del titolo da parte di qualunque avversario. Eppure i diretti interessati, lungi dal cantar vittoria in anticipo, si sono fatti un'idea completamente opposta: «Mezzo minuto non è il mondo, è solo questione di tempo perché la Ferrari ci raggiunga».

WOLFF: «SOLO QUESTIONE DI TEMPO» – Lo sostiene ai microfoni di Universo il boss della squadra tedesca, Toto Wolff. Che alla prestazione del Cavallino rampante nel Gran Premio inaugurale della stagione tributa il massimo dei voti: «Se considerate dove si trovavano l'anno scorso, hanno fatto un salto incredibile – riconosce – Dal Gps si vede che il loro motore è molto potente e che la loro vettura è ottima. Hanno tutte le risorse, le persone giuste e i piloti giusti: è solo questione di tempo perché riducano il loro distacco». A sostegno di questa teoria si possono portare due elementi. Il già citato potenziale del motore, messo in luce anche dalle prestazioni dell'altra monoposto spinta dal propulsore rosso, la Sauber: tutt'altro che plafonato, ha ancora a disposizione dieci jolly da giocarsi durante la stagione per ulteriori sviluppi, tre in più della stessa Mercedes.

ARRIVABENE: «PUNTIAMO AL PRIMO POSTO» – E poi il morale che traspare dalle dichiarazioni del team, galvanizzato dal sorpasso sulla diretta rivale Williams e sempre più convinto di poter riuscire nel miracoloso aggancio. «Ovviamente non siamo ancora abbastanza veloci – ha ammesso Kimi Raikkonen a Totalrace – ma penso che la differenza in gara sia molto inferiore che in qualifica». «Non ci preoccupavamo di battere la Williams – rilancia il team principal Maurizio Arrivabene – Eravamo già piuttosto convinti di ciò che avevamo in serbo. Ma dobbiamo smetterla di accontentarci del secondo posto: dobbiamo pensare al primo». E una cosa, del nuovo boss rosso, l'abbiamo capita: quando parla, non è mai a caso. Le sue dichiarazioni non sono sparate, ma precisi ordini diretti alla sua squadra. Un po' come faceva il vecchio Jean Todt, con cui del resto Arrivabene condivide il piglio autoritario, quasi dittatoriale.

MARKO: «MACCHÈ, PUÒ VINCERE SOLO LA MERCEDES» – Secondo il direttore tecnico della Williams Pat Symonds, la Ferrari ha addirittura ormai raggiunto «una sostanziale parità» con la Mercedes. Ma c'è anche chi non è in vena di castelli in aria: si veda alla voce Red Bull, troppo impegnata a guardarsi in casa e a risolvere i guai del motore Renault. «Con questo regolamento, non credo che nessun costruttore potrà mai raggiungere la Mercedes – taglia corto Helmut Marko, dirigente del team – Senza quel motore, nessuno può avere chance. Ferrari compresa: non sono più vicini, sono solo migliorati rispetto all'anno scorso». La voce dell'invidia o, piuttosto, quella del realismo?

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