2 giugno 2020
Aggiornato 14:30
Formula 1 | Le voci dei protagonisti dopo il Gran Premio d'Australia

Nessuno come Hamilton: «Ha corso da campione del mondo»

Persino il compagno di squadra Nico Rosberg si arrende: «Ho attaccato per tutta la gara, anche se non ve ne siete accorti». Ma Lewis non canta vittoria: «La Ferrari recupererà. E sarà una bella lotta»

MELBOURNE – Non solo una Mercedes marziana, ma un Lewis Hamilton addirittura inattaccabile dal suo stesso compagno di squadra quello che si è aggiudicato in Australia il primo Gran Premio della stagione 2015 di Formula 1. «Lewis ha svolto un lavoro fantastico per tutto il weekend – ha dovuto ammettere Nico Rosberg – Ha guidato da campione del mondo, non sono riuscito a batterlo, anche se ho dato il massimo in ogni giro. E continuerò a farlo per tutto il resto dell'anno, gli darò filo da torcere». Il confronto, visto dall'esterno, è stato talmente impietoso da costringere il tedesco a giustificarsi: «Dall'abitacolo vi assicuro che stavo attaccando, anche se forse non l'avete visto».

HAMILTON: «CON LA FERRARI SARÀ UNA BELLA LOTTA» – Di sicuro non se ne è accorto il campione del mondo in carica, che dalla sua prospettiva racconta una vittoria parsa sostanzialmente una formalità. «Nico è stato molto veloce per tutta la gara – ha spiegato Hamilton – e ha cercato di gestire il carburante e le gomme non conoscendone il limite esatto. Ma quando hai un vantaggio intorno ai due secondi basta amministrare, non c'è bisogno di chiedere di più. Quando Nico si è messo all'attacco sono riuscito a reagire. Insomma, una gara fenomenale». Che lascia già presagire un altro Mondiale vissuto sulla lotta a due tra gli alfieri delle frecce d'argento. Oppure no? «Non ho ancora visto i loro tempi, ma penso che la Ferrari abbia fatto un enorme passo avanti – riflette l'inglese – uno dei più grandi. Sono sicuro che stanno spingendo e prevedo una bella lotta con loro».

WILLIAMS: «VOGLIAMO LO STESSO MOTORE DELLA MERCEDES» – Per il momento la lotta vera è stata tra Ferrari e Williams. E, dopo aver avuto la meglio nelle qualifiche, in gara la squadra di Sir Frank (per giunta azzoppata dall'assenza di Valtteri Bottas per un dolore alla schiena) si è dovuta arrendere alla rossa. Colpa del motore, si difende Felipe Massa, che è marchiato Mercedes ma non sembra all'altezza di quello dei campioni del mondo: «Sono sicuro che ci siano dei miglioramenti che stiamo cercando di ottenere nelle prossime gare – rivela il paulista – La differenza è troppo grande. Perché la Mercedes dovrebbe aiutare la Ferrari? Dobbiamo avere la migliore macchina possibile e se non abbiamo lo stesso motore, cosa che non posso sostenere con una certezza del 100%, allora lo vogliamo».

LA SAUBER BATTE IL VERDETTO DEL TRIBUNALE – Dalla sorellina minore della Mercedes a quella della Ferrari, la Sauber. Al termine di un weekend segnato dall'incubo della causa in tribunale con Giedo van der Garde, che reclamava un sedile forte del contratto firmato l'anno scorso, la pista ha dato il suo personale verdetto. Che è stato favorevole al rivale dell'olandese, il giovane Felipe Nasr, riuscito non solo a correre ma ad arrivare a punti al debutto, con un impressionante quinto posto. Conferma che Peter Sauber, magistrati a parte, ha fatto la scelta giusta. «Non pensavo che potesse andare così bene, sono felicissimo – ha commentato l'entusiasta brasiliano – Non riesco a dire quanto. Per me, per la mia famiglia, per i tifosi è stato un weekend emozionante e non avrei potuto chiedere di più. Tutto è stato perfetto dall'inizio alla fine. La Sauber non ha la macchina più competitiva di tutte, perciò sfruttiamo la confusione delle prime gare per fare qualche punto, poi gli altri miglioreranno e le cose si faranno più complicate per noi».

SCONFORTO RED BULL E MCLAREN – Infine, sempre in tema di motori, ecco le due squadre maggiormente alle prese con i guai che li riguardano. Da un lato la Red Bull, non andata oltre il sesto posto con l'idolo di casa Daniel Ricciardo per colpa dei limiti del propulsore Renault: «È troppo indietro, questo è molto frustrante – ha tuonato il genio autore della vettura, Adrian Newey – Non vediamo nemmeno la luce in fondo al tunnel: la Renault non sembra volersi impegnare, e onestamente non capisco perché». Dall'altro una rassegnata McLaren, che non bada nemmeno troppo all'ultimo posto di Jenson Button, avendo affrontato la prima gara dell'anno come un proseguimento dei test. «Nelle prove invernali di solito facciamo simulazioni di gara, mentre quest'anno non ci siamo riusciti – dichiara il boss Eric Boullier – Volevamo fare qualche chilometro con la vettura e arrivare in fondo, perciò abbiamo depotenziato il motore e girato come nei test. Questi propulsori hanno grande potenziale, ma ci vorrà molto tempo per sbloccarlo». Intanto gli altri sono già volati via.

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