12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Formula 1 | Dopo i test di Jerez

Tecnica: tutti i segreti delle monoposto 2015

In un colloquio con l'esperto di tecnica Paolo Filisetti passiamo al microscopio le vetture scese in pista nelle prime prove invernali. Con qualche sorpresa: «Mercedes non più imprendibile. E aspettate a criticare la McLaren...»

JEREZ DE LA FRONTERA – Ma i rapporti di forza che si stanno delineando nello schieramento della Formula 1 2015 sono davvero quelli emersi dai tempi dei primi test invernali? Per analizzarne più nel dettaglio gli esiti ci siamo fatti aiutare da Paolo Filisetti, storico giornalista esperto di tecnica, che ha seguito le prove direttamente dal paddock del circuito di Jerez de la Frontera.

Paolo, ti giro la domanda che si fa tutto il paddock della Formula 1: bisogna credere in questo exploit Ferrari?
I primati dei test sono sempre poco indicativi. Ma la Ferrari un passo avanti notevole lo ha fatto. In primis, pur avendo percorso circa 150 giri in meno della Mercedes, il chilometraggio globale mi è sembrato più che buono. I giri veloci li ha ottenuti con una certa facilità e senza che fossero lo scopo principale: ovvero senza montare gomme nuove o imbarcare poca benzina. Come hanno confermato entrambi i piloti, la SF15-T pare un ottimo punto di partenza.

Il lavoro si sta concentrando soprattutto sul tallone d'Achille dell'anno scorso: il motore.
Nel 2014 il gap di potenza nei confronti della Mercedes era notevole. Se sia stato definitivamente colmato è ancora da vedere. I dati ufficiosi della velocità di punta indicano che la monoposto più rapida sarebbe ancora quella tedesca. Ma se questo non si traduce in un tempo veloce nell'economia complessiva del giro, la velocità pura non significa nulla. Anzi, quasi avvalora di più il risultato della Ferrari.

La Mercedes, invece, è andata a lavorare su trazione e cambio, i pochi punti deboli della monoposto 2014.
Secondo me le modifiche che hanno introdotto a livello meccanico sono state più sostanziali di quanto sia emerso. Da qui la loro necessità di verificare se potessero comunque garantire quell'affidabilità che l'anno scorso non era stata eccezionale. Questo è stato il primo obiettivo dei loro test. Non posso dire che si siano nascosti volontariamente, ma di certo non sono mai scesi in pista con una configurazione spinta. Sulla carta hanno ancora un certo vantaggio e sarebbe innaturale che nell'arco di un inverno avessero perso tutto il loro enorme margine. Ma il 2014 era il primo anno di una tecnologia completamente nuova per la Formula 1, quindi per chi azzeccava per primo il progetto vincente era facile diventare imprendibile. Le vetture di quest'anno sono progetti molto più maturi sotto il profilo dell'installazione dei nuovi motori ibridi, quindi il distacco è destinato a ridursi.

Tra gli altri chi vedi come potenziali outsider?
Le prestazioni della Sauber avvalorano il progresso del motore Ferrari. La Williams mi sembra un'ottima monoposto: non ha fatto segnare tempi stellari ma ha svolto il suo programma senza intoppi. Penso potrà puntare a qualche vittoria. Una parziale delusione è quella della Red Bull: il potenziale sembra esserci, la macchina è ben progettata e con soluzioni interessanti, ma il propulsore Renault è ancora il loro tallone d'Achille, a differenza della Toro Rosso. Questi probabili problemi di installazione hanno minato la loro percorrenza nei test, ma non dimentichiamo che la situazione di partenza dell'anno scorso era molto peggiore, eppure sono riusciti a vincere tre Gran Premi.

Non hai citato la McLaren.
Non credo sarà immediatamente della partita. Ma la monoposto è molto interessante: la più magra e filante di tutte. I problemi di gioventù sono inevitabili, anzi è preferibile che sopraggiungano nei test piuttosto che durante la stagione. E la Honda ha le risorse umane per intervenire rapidamente sulla loro soluzione.