16 maggio 2021
Aggiornato 11:00
Calcio - Serie A

Diamo i voti al campionato – II giornata

Alla Juventus di Allegri, rullo compressore della nostra serie A, il voto più alto di giornata, ma dietro incalzano affamate le due milanesi, da troppo tempo bisognose di rivincite. Le insufficienze più gravi della II giornata vanno alla deludente Fiorentina, al Napoli “fashion” di De Laurentiis e al Sassuolo, sepolto ancora una volta sotto una valanga di gol dall’Inter.

JUVENTUS, voto 8 – Non c’è nulla da fare, pur cambiando allenatore, metodi d’allenamento, strategie di gioco e naturalmente interpreti, la Juventus continua inarrestabile la sua marcia trionfale che prevede un solo concetto base: la vittoria. L’avvicendamento tra Antonio Conte e Max Allegri aveva stimolato nei tanti antagonisti dei bianconeri, sadici pensieri di tracollo, ma vuoi perché l’effetto vincente del neo allenatore della nazionale forse non è ancora esaurito, vuoi perché Allegri è riuscito intelligentemente ad inserirsi in punta di piedi in una specie di macchina da guerra senza modificarne i canoni vitali, la squadra campione d’Italia non sembra mostrar punti deboli. Chi aspettava con ansia il primo capitombolo della Juventus è pregato di ripassare più avanti.

MILAN, voto 7 – Media aritmetica tra il 10 meritato dai rossoneri in attacco e il 4 per la fase difensiva. Lo spettacolo messo in scena dai ragazzi di Inzaghi al Tardini di Parma è di quelli sconsigliabili ai deboli di cuore, soprattutto se di fede milanista, un susseguirsi di emozioni e colpi di scena degni di un thriller coi fiocchi. Dal punto di vista tattico, il Milan ha messo in mostra un campionario di manovre ariose, schemi perfettamente riusciti, tagli geniali e sovrapposizioni perfette da parte di tutti gli uomini impegnati nella manovra offensiva, non solo i tre attaccanti di ruolo. E i cinque gol messi a referto sono una logica conseguenza. Da rivedere però, ed anche in fretta vista che sabato a San Siro arriva la famelica Juventus, il reparto difensivo, protagonista di una serata da dimenticare sia per errori singoli (De Sciglio, Diego Lopez, Bonera etc. etc.) sia per l’approccio troppo «leggero» ad una gara così importante. La prova del 9 (come i punti di chi vincerà la sfida) sarà il big match della terza giornata di campionato tra Milan e Juve, partita dai mille risvolti, non ultimo il ritorno di Max Allegri in quello che è stato per 4 anni il suo stadio.

INTER, voto 7 – Come i gol rifilati dall’Inter al Sassuolo, drammaticamente schiacciato dalla corazzata nerazzura senza alcuna pietà. Ancora una volta 7, spiacevolissimo (per il Sassuolo) bis della goleada andata in scena lo scorso anno, allora però in casa dei neroverdi. Sugli scudi un eccellente Kovacic, perfettamente inserito nei meccanismi di Walter Mazzarri e finalmente consapevole dei suoi oneri e onori. Applausi anche ai nuovi gemelli del gol, i supertatuati Icardi e Osvaldo, autori di 5 gol in due. E dietro di loro, in panchina ad attendere il suo turno, c’è sempre un certo Palacio, per un attacco da fuoriserie targato Argentina.

FIORENTINA, voto 4 - Un solo punto dopo due giornate, la vetta della classifica già lontana 5 punti e soprattutto una preoccupante astinenza dal gol, riconducibile all’ennesimo infortunio di Pepito Rossi. Anche Mario Gomez sembra essersi smarrito, come se il bomber tedesco, entrato subito in sintonia con l’attaccante azzurro, avesse perso l’orientamento senza la rassicurante presenza del cannoniere viola. Montella, anche lui pesantemente sotto accusa per alcune discutibili scelte tattiche e tecniche, non si è detto preoccupato. La speranza è tutta riposta sul rapido inserimento del talento colombiano Cuadrado, mancato tantissimo a questa squadra dopo un’estate di mercato forse un po’ troppo  movimentata.  

NAPOLI, voto 3 - Allarme Napoli. A questo punto non si può più parlare di piccola battuta d’arresto, quello che si sta materializzando all’ombra del Vesuvio è un vero e proprio psicodramma all’insegna del tutti contro tutti. De Laurentiis contro Benitez e contro i tifosi, Benitez contro De Laurentiis e contro i giocatori, i giocatori contro la società troppo debole e per finire i tifosi - gli uniti veramente penalizzati da questa incresciosa situazione - contro società, mister e calciatori. Al termine della partita persa contro il Chievo, malgrado la nuova divisa «modaiola» in denim jeans, sfoggiata dal Napoli, dagli spalti del San Paolo si sono levate sonore bordate di fischi nei confronti di dirigenza, staff tecnico e squadra, nessuno escluso, e a questo punto urge far chiarezza su alcuni punti fondamentali. La proprietà ha ancora fiducia in Rafa Benitez? Benitez crede ancora in questo progetto? E i calciatori hanno ancora voglia di sudare per questa maglia? A parziale giustificazione del Napoli, va sottolineata la giornata decisamente sfortunata di Higuain (capace perfino di sbagliare un rigore) e compagni e la contemporanea super-prestazione del portiere clivense Bardi. Ma una squadra con  ambizioni di altissima classifica come il Napoli, dovrebbe avere al proprio arco frecce ben più velenose per avere ragione del Chievo.

SASSUOLO, voto 1 - Cosa può essere successo in pochissimi giorni a Zaza e Berardi, i ragazzi terribili di Eusebio di Francesco, protagonisti dell’intensa settimana con le nazionali, ma ieri sfocati e sbiaditi come poche volte nella loro carriera? Eusebio Di Francesco se l’è presa con l’intera squadra, lui per primo: «Siamo tutti da bocciare, dovremo farci un grandissimo esame di coscienza». Salvo poi puntare il dito contro i suoi due gioielli, soprattutto Berardi, espulso per un gesto di reazioni contro il brasiliano dell’Inter Juan Jesus (per la cronaca, nella sua fin qui breve carriera il talentino calabrese del Sassuolo ha già collezionato 16 gialli e tre cartellini rossi, oltre al alcune antipatiche beghe addirittura con la Federazione): «Berardi non può più permettersi reazioni del genere. Pagherà per quello che ha fatto. Ho tanti giovani che faccio giocare, ma devono sapersi assumere anche le loro responsabilità: non deve più permettersi di farsi espellere per una gomitata del genere». Mano pesante del tecnico anche nei confronti dell’altro talento neroverde, l’attaccante Simone Zaza: «Probabilmente non ha assorbito nel modo giusto i complimenti ricevuti dopo le due partite con la Nazionale». Obiettivo principale del Sassuolo adesso è fare tesoro di una scoppola così umiliante e provare a voltare pagina, domenica arriva la Fiorentina.