23 febbraio 2020
Aggiornato 22:00
Invasione di campo

Milan, quanta abbondanza mister Inzaghi!

Sono stati necessari gli ultimi giorni del mercato ma alla fine Galliani è riuscito nell’impresa di mettere su una rosa in grado di poter ben figurare in campionato. Con un unico dubbio: non saranno troppi 28 giocatori senza nemmeno le coppe europee da disputare?

L’attesa è stata lunga, ma ne è valsa la pena. Alla vigilia della seconda giornata di campionato, dopo un’estate tribolata alla ricerca di un ipotetico undici titolare e un adeguato pacchetto di rincalzi, la rosa del Milan è finalmente completa. La sosta per le nazionali è stata preziosa per ricompattare il gruppo, renderlo un blocco unico e armonico dopo la raffica di nuovi arrivi a Milanello nelle ultime ore di lunedì 1 settembre, ultimo giorno di mercato.

Ora finalmente il nuovo tecnico rossonero Filippo Inzaghi ha solo l’imbarazzo della scelta, anche troppa se proprio vogliamo essere pignoli. Si, perché 28 elementi in rosa, per una squadra che non ha competizioni europee da disputare, con il solo campionato, più eventualmente un numero limitato di partite in Coppa Italia, sembrano effettivamente tanti.

L’allenatore del Milan avrà quindi l’ingrato compito di fare scelte dolorose, che già dalla prossima giornata, in trasferta contro il Parma, potrebbero mietere vittime illustri.

Partiamo dalla difesa, dove 10 elementi in rosa per 4 posti sembrano un’esagerazione. A maggior ragione se consideriamo che uno dei principali indiziati per la tribuna è il milanista più pagato, Philippe Mexes, con uno stipendio di 4 milioni di euro netti l’anno. C’è da dire che durante l’estate l’amministratore delegato Galliani ha fatto di tutto per provare a sbolognare sia il francese che Cristian Zaccardo (protagonista della querelle dell’ultimo giorno, quando ha rifiutato il trasferimento al Parma, bloccando di fatto anche l’arrivo di Biabiany al Milan), ma naturalmente senza successo. D’altronde quale società sana potrebbe mai permettersi stipendi simili per giocatori ormai di fascia media?

Inzaghi potrà finalmente contare sui due terzini titolari, gli azzurri Abate e De Sciglio, lasciando in panchina il nuovo acquisto Armero, e probabilmente anche Adil Rami che ha fatto fuoco e fiamme per tornare al Milan ed ora si trova a dover battagliare per un posto in squadra con il brasiliano Alex, visto che Daniele Bonera è assurto al ruolo di intoccabile.

In mezzo al campo, l’abbondanza non è poi così sfacciata: sei elementi (De Jong, Essien, Poli, Montolivo, Muntari ed il nuovo arrivato Van Ginkel) per tre ruoli, sono proprio il minimo sindacale, soprattutto se uno dei sei è capitan Montolivo, infortunato e fermo ai box ancora per qualche mese. Per rinfoltire il reparto, Inzaghi ha già provato Saponara nell’inconsueto (per lui) ruolo di mezzala, ma senza risultati apprezzabili. Sorte che potrebbe toccare anche all’altro acquisto dell’ultimo minuto, l’ex atalantino Jack Bonaventura. Ma si parla sempre di giocatori adattati, a centrocampo c’è da augurarsi che De Jong o Muntari non prendano nemmeno un raffreddore altrimenti la faccenda potrebbe farsi complicata.

L’abbondanza vera invece regna in attacco, dove sono in 9 a lottare per 3 posti. Dei due finti centrocampisti ma veri attaccanti esterni (Saponara e Bonaventura) abbiamo già detto, poi però ci sono anche Torres, Pazzini, El Shaarawy, Honda, Niang, Menez e il baby Mastour. Già a Parma potrebbero saltare le prime teste coronate. Pensate, se Inzaghi decidesse di riproporre lo stesso terzetto d’attacco schierato contro la Lazio alla prima di campionato (il Faraone, Menez e Honda), resterebbero fuori in un colpo solo Torres, Pazzini, Niang e il nuovo arrivato Bonaventura.

Tutto questo dando per buono il fatto che mister Inzaghi decida di portare avanti coerentemente le sue idee tattiche legate al modulo 4-3-3. Chissà che invece, vista l’abbondanza di trequartisti e attaccanti esterni e le ristrettezze in mezzo al campo, non si possa pensare di virare in corsa verso un 4-2-3-1 meno congeniale al nuovo tecnico rossonero, ma sicuramente più funzionale vista la rosa a disposizione.

Una cosa però è certa: qualsiasi scelta decidesse di portare avanti, mister Inzaghi potrà concedersi il lusso di farsi accompagnare in panchina da fior di campioni, come non accadeva da tempo. Basterà per tornare a vincere?