20 gennaio 2020
Aggiornato 07:00
Invasione di campo

Milan, la leggenda a parametro 0

L'ingaggio del portiere Diego Lopez č solo l’ultimo di una lista lunghissima di giocatori presi a parametro 0 dal Milan negli ultimi vent’anni. Alcune ottime operazioni, ma anche tanti, tantissimi flop.

In principio furono gli olandesi. No, non il trio delle meraviglie formato da Gullit, Van Basten e Rijkaard, con cui il Milan vinse tutto quello che c’era da vincere prima con Arrigo Sacchi e poi con Fabio Capello. Stiamo parlando di Reiziger, Kluivert, Bogarde, un altro trittico di tulipani che Galliani portò a Milanello a parametro zero dando vita ad una delle operazioni più discutibili della storia del calcio. In realtà i tre ragazzotti arrivarono a Milano in due stagioni diverse, il primo nel 1996-97, gli altri due nel 1997-98, eppure nella memoria collettiva restano impressi come facenti parte di un unico pacchetto regalo, catalogabile inesorabilmente come «sgradito». C’è da dire che almeno Patrick Kluivert fu poi venduto bene al Barcellona per una cifra importante (circa 30 miliardi), ma le sue prestazioni in rossonero sono state un pianto.

Da quel momento in poi la dirigenza rossonera ha messo a segno tanti altri colpi a parametro 0, anche quando le risorse economiche messe a disposizione da Silvio Berlusconi erano ancora rilevanti. Di questi, alcuni si sono rivelati assolutamente fallimentari, altri sono passati da Milanello senza lasciare praticamente traccia, altri invece sono risultati molto positivi.

Tra i più grossi flop a parametro 0 come non citare Bobone Vieri, arrivato con una valigia carica di buoni propositi, tutti falliti miseramente, oppure Rivaldo, giunto al Milan per incendiare la piazza rossonera, salvo poi restare tristemente ai margini di una squadra piena di troppi campioni anche per un ex-fuoriclasse come lui, o ancora, Taribo West, anche lui sbarcato dall’Inter con tanta voglia di spaccare il mondo e ricordato oggi solo per le sue treccine e i suoi discutibili piedi, e per finire Mathieu Flamini, ingaggiato dall’Arsenal grazie ad uno stipendio folle rapportato alle sue qualità pedatorie, e rimasto 5 anni al Milan senza lasciare neppure un cuore infranto.

La lista di coloro che sono apparsi a Milanello e poi scomparsi come meteore è infinita, Le Grottaglie, Taiwo, Favalli, Dhorasoo, Traorè, Vogel, Ba, Wierchowod, Onyewu, Kalac, Emanuelson, e volendo anche Shevchenko e Kakà nei loro bis in rossonero, ma dobbiamo riconoscere a Galliani il merito di avere messo a segno negli anni dei colpi assolutamente sensazionali.

Ricordate Jon Dah Tomasson? Il danese è stato un attaccante fenomenale, rimasto forse un po’ in ombra dietro due fuoriclasse come Sheva e Inzaghi, ma pur sempre capace di ritagliarsi uno spazio importante e mettere a segno gol fondamentali per le vittorie rossonere di quegli anni. E come dimenticare Pendolino Cafu, l’altro brasiliano Leonardo, fuoriclasse in campo, un po’ meno in panchina, il colombiano Yepes, giunto al Milan a fine carriera ma capace comunque di farsi adorare dal popolo rossonero, e per finire il generale Van Bommell, le cui lacrime il giorno del suo addio definitivo al Milan rappresentano una delle pagine più struggenti della recente storia milanista?

Adesso purtroppo l’operazione a parametro 0 è diventata un must per le casse disperatamente vuote di via Aldo Rossi. Dell’attuale centrocampo rossonero ad esempio, il reparto che dovrebbe far girare come un orologio la squadra di Filippo Inzaghi, a parte Nigel De Jong (pagato due spicci al Manchester City che voleva a tutti i costi liberarsene) e Fabio Poli (prima avuto in prestito, poi finalmente acquistato), da Montolivo a Essien, da Muntari a Honda sono tutti frutto di operazioni a costo zero. Ma anche negli altri settori del campo i giocatori arrivati gratis al Milan non scarseggiano, Diego Lopez e Agazzi in porta, Mexes e Alex in difesa e l’ultimo arrivato Menez in attacco.

Resta solo da capire se degli ultimi arrivati a Milanello qualcuno riuscirà a fare breccia nei cuori rossoneri. È quello che i tifosi del Milan si augurano, perché ormai le operazioni di mercato del Milan sono queste, tanto vale farsene una ragione.

Ma la domanda principale resta senza risposta: è davvero in questo modo che Silvio Berlusconi intende riportare la sua creatura ai fasti di un tempo?