13 dicembre 2019
Aggiornato 11:01
Pediatri SIAIP

Allergie in aumento per bambini e adolescenti

Di «vaccino» si sente sempre più spesso parlare anche nelle malattie allergiche che dagli ultimi vent'anni sono in costante crescita soprattutto in età pediatrica.

ROMA - Somministrare un allergene per controllare i disturbi causati da un'allergia. E' il principio su cui si fonda l'immunoterapia specifica - ITS, o AIT dall'acronimo inglese di allergyimmunotherapy -, una strategia terapeutica che mira a indurre il sistema immunitario a tollerare la presenza di un determinato allergene. Di «vaccino» si sente sempre più spesso parlare anche nelle malattie allergiche che dagli ultimi vent'anni sono in costante crescita soprattutto in età pediatrica. In Italia la prevalenza di rinocongiuntivite allergica, registrata come presente nel paziente negli ultimi 12 mesi, si attesta sul 6,6% nella fascia 6-7 anni e su circa il 17,4% nella fascia 13-14 anni. Nello stesso periodo (ultimi 12 mesi) i dati di prevalenza dell'asma in Italia sono dell'8,4% nei bambini di 6-7 anni e del 9,5% negli adolescenti di 13-14 anni. Inoltre, la incidenza di allergia alimentare nel bambino è stimata tra il 5%-8%.

«L'immunoterapia specifica - spiega Roberto Bernardini, Presidente della Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica (SIAIP) e Direttore della UOC di Pediatria dell'Ospedale San Giuseppe di Empoli - rappresenta una opzione terapeutica idonea per intervenire precocemente durante le fasi iniziali di malattie respiratorie allergiche come asma e rinite. Dopo un'attenta indagine anamnestica e diagnostica, lo specialista allergologo puòinfattiprescrivere al paziente una terapia desensibilizzante. La rinite e l'asma bronchiale scatenate da allergeni (ad esempio acari della polvere, pollini, muffe e peli di animale) sono i quadri clinici in cui l'immunoterapia specifica si è rivelata più efficace». Una corretta diagnosi è quindi fondamentale per intraprendere questo percorso di desensibilizzazione nei confronti di una sostanza in grado di scatenare i sintomi dell'allergia.

«La diagnosi allergologica e l'AIT - ricorda Marzia Duse, Ordinario di Clinica Pediatrica alla Sapienza di Roma e Responsabile della Commissione ITS della SIAIP - devono essere fatte da uno specialista esperto o in ambiente ospedaliero o in un ambulatorio attrezzato a trattare le emergenze».

Ma come funziona in concreto il cosiddetto «vaccino» contro le allergie? La somministrazione in dosi di un allergene determina un'immuno-tolleranza specifica verso l'allergene causa di disturbi, ad esempio l'acaro della polvere o un polline, per il quale si procede alla 'desensibilizzazione', a cui si associa una progressiva riduzione dei sintomi dovuti all'allergene stesso. Non solo. Il «vaccino» contro l'allergia favorisce anche un cambio nella storia naturale del paziente allergico se è vero che in soggetti affetti da rinite allergica alle graminacee, ad esempio, può prevenire sia la comparsa di asma bronchiale sia quella di nuove sensibilizzazioni. Altro effetto è la durata nel tempo. L'immunoterapia specifica produce, infatti, un beneficio sui sintomi per diversi anni dopo la sua sospensione.