29 maggio 2022
Aggiornato 04:30
Decreto contro il caro-bollette

Draghi: «8 miliardi contro il caro energia»

Il Presidente del Consiglio smorza le polemiche con la maggioranza ma avverte i partiti: «Io e il Governo faremo quanto necessario per conseguire gli obiettivi del Pnrr»

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ROMA - Otto miliardi di euro, sei dei quali per affrontare il problema dell'energia, per sostenere le imprese e aiutare le famiglie. Dopo le tensioni di ieri tra Mario Draghi e i partiti, il Consiglio dei ministri ha dato via libera al decreto contro il caro-bollette e a quello che modifica le norme sul superbonus.

«Il Governo vuole aiutare cittadini in questo momento di difficoltà, vuole evitare che questo rincaro di energia elettrica si traduca stabilmente in un minor potere di acquisto per quanto riguarda le famiglie e in minore competitività per quanto riguarda le imprese», ha detto il presidente del Consiglio, in conferenza stampa insieme ai ministri Daniele Franco, Giancarlo Giorgetti e Roberto Cingolani.

Il decreto prevede, tra le altre cose, 3 miliardi di euro per la proroga anche nel secondo trimestre dell'azzeramento degli oneri di sistema presenti in bolletta; oltre 1,2 miliardi di euro in forma di crediti d'imposta per ristorare le imprese 'energivore'; semplificazioni per la produzione da fonti rinnovabili; aumento della produzione italiana di gas; un miliardo all'anno per otto anni per l'automotive. Sono «misure ponderose, provvedimenti molto ricchi di contenuti», ha rivendicato il premier, sottolineando che le risorse sono state trovate senza scostamenti di bilancio. Però il governo sta anche lavorando a un 'contributo' da parte delle grandi aziende produttrici. «Ci aspettiamo - ha spiegato - che i grandi produttori di energia condividano con il resto della popolazione italiana il peso di questi rincari nel prezzo dell'energia. Come? Ci stiamo riflettendo».

Nella conferenza stampa, Draghi ha voluto anche chiudere sulla questione «politica» sollevata dopo che il governo era andato sotto per quattro volte sul Milleproroghe. Un fatto che aveva portato, ieri sera, a un duro «richiamo» del premier ai partiti. Il presidente del Consiglio non smentisce né sminuisce il problema, ma sparge anche ottimismo, senza però mostrare tentennamenti. «Avete visto che bravi ministri che ho? E' un bellissimo governo», scherza, entrando poi nel merito della questione.

Nel governo, ha ammesso, «ci sono diversità di opinioni, è successo. Ieri ho ricordato il mandato del governo: un governo creato dal presidente della Repubblica per affrontare certe emergenze e conseguire certi risultati, sono sicuro che riusciremo a raggiungere i risultati». Certo è possibile rivedere «certe modalità di dialogo e confronto», come chiesto da alcune forze politiche, ma occorre tenere «la barra del timone dritta».

Tornato il sereno dunque? Questo è tutto da vedere, visto anche che poco dopo la fine della conferenza stampa Matteo Salvini twitta: «Dopo due mesi di lotta della Lega, oggi un primo intervento da 7 miliardi per aiutare famiglie e lavoratori a pagare le bollette di luce e gas. Chi la dura la vince!». Nelle prossime settimane il premier vedrà il leader della Lega e gli altri, come accade «regolarmente», ma a tutti ribadirà che non ha intenzione di vedere l'azione dell'esecutivo rallentata da bandierine o toni da campagna elettorale.

Questo a maggior ragione in un momento cruciale per l'attuazione del Pnrr, che non ammette rallentamenti per le principali riforme. Il via libera alle tre deleghe (fiscale, concorrenza e codice degli appalti) deve arrivare «ora». Su questo, dice chiaramente, non saranno ammessi deragliamenti: «Tutto quello che è necessario per arrivare all'approvazione dei provvedimenti necessari a conseguire gli obiettivi del Pnrr il governo e io stesso lo faremo».

Un passaggio, è la sua idea, che deve essere affrontato con compattezza e unità, la stessa che serve nella fase di uscita dal Covid. «La situazione sanitaria continua a migliorare» e l'obiettivo, ha concluso, è «eliminare le restrizioni il più presto possibile», con una road map per togliere «incertezze».