20 maggio 2022
Aggiornato 19:00
Corsa Quirinale

Enrico Letta: «Per il Colle serve una scelta al livello di Mattarella e Draghi»

Il Segretario del PD: «Discuteremo con tutti. Non ci devono essere forzature, ma un consenso che cresce. Tutte le scelte che faremo saranno spiegate e spiegabili»

Il Segretario del PD, Enrico Letta
Il Segretario del PD, Enrico Letta Foto: ANSA

Eleggere il presidente della Repubblica questa volta è «particolarmente difficile», Enrico Letta parla a Radio Immagina e non nega lo stallo in cui si trova la politica, ma spiega che la responsabilità è del «centrodestra» che «si è comportato come se avesse la maggioranza in queste settimane, ha tentato un assalto al Colle con l'idea di avere un candidato di centrodestra».

E se «l'assalto», cioè il tentativo di eleggere Silvio Berlusconi, sembra ormai fallito, resta il fatto che ancora non è stato possibile avviare un dialogo concreto perché la candidatura del leader di Fi è ancora formalmente in campo. Ma, ha insistito, «sarebbe assurdo, contraddittorio se eleggessimo un presidente della Repubblica con una maggioranza risicatissima» mentre quasi tutti i partiti sostengono un governo di unità nazionale.

«Serve una scelta a livello di Mattarella e Draghi»

Di nuovo, insomma, l'invito al centrodestra a rinunciare ad un nome di parte per cercare invece una scelta «condivisa» su «un nome in linea con quello che Sergio Mattarella è stato». Di sicuro, ha aggiunto, serve «un sussulto» da parte della politica, «diamo il meglio di noi stessi, tutti. Bisogna che ognuno faccia un passo indietro per fare insieme due passi avanti». L'obiettivo è una scelta «al livello di quello che abbiamo oggi, Mattarella e Draghi. E' il momento per la politica di dimostrare di essere all'altezza della situazione».

Il leader Pd lancia anche un «appello» a tutte le forze politiche e ai grandi elettori «perché l'elezione del capo dello Stato non sia «funestata da trappole, franchi tiratori. Spero ci sia l'intenzione di giocare questa partita nella considerazione della situazione che il paese sta vivendo».

«Discuteremo con tutti»

Domenica Letta incontrerà alle 17 i grandi elettori del Pd. «Ancora non so quale sarà la situazione in quel momento», ha spiegato. «Quello che ho certo è che il metodo con il quale lavoreremo sarà quello della massima trasparenza, piena e totale. Discuteremo con tutti, non ci saranno forzature. Non ci devono essere forzature, ma un consenso che cresce. Tutte le scelte che faremo saranno spiegate e spiegabili».

Marcucci: «Posto giusto per Draghi è a palazzo Chigi»

«L'incontro Letta, Conte, Speranza? Dobbiamo recuperare in questi ultimi giorni un ruolo propulsivo ed attivo. Non possiamo essere quelli che sono passati dalla vocazione maggioritaria a quella minoritaria. Detto questo, condivido il muro posto da Letta contro la candidatura di parte del leader di Forza Italia». Così il senatore Pd Andrea Marcucci in un'intervista al quotidiano Il Mattino.

«Draghi non è stato il fallimento - continua il parlamentare- della politica ma l'esatto opposto. La politica non fallisce se mette le persone giuste al posto giusto. E il posto giusto per Draghi è Palazzo Chigi».

Quanto a Berlusconi, Marcucci dice: «Il leader di Forza Italia non ha alcuna possibilità di raggiungere il quorum di 505 voti. Prima se ne accorge, meglio è. Io giudico la sua implicita candidatura come legittima ma assolutamente inopportuna. I numeri ci dicono che il prossimo Capo dello Stato dovrà essere un nome condiviso tra centrodestra e centrosinistra e Berlusconi ovviamente non lo è. Non commettiamo l'errore di inseguire bandiere del passato, stiamo scegliendo la carica più alta dello Stato», conclude.