8 agosto 2020
Aggiornato 23:00
Politiche Europee

UE, Gentiloni invoca il MES: «L'erogazioni del Recovery Fund arriveranno nella seconda metà del 2021»

E' l'indicazione che arriva dal Commissario europeo all'Economia, Paolo Gentiloni: «Accordo è una decisione storica, nuova stagione europea. Un eventuale fallimento si ritorcerà contro il nostro destino»

Il Commissario europeo, Paolo Gentiloni
Il Commissario europeo, Paolo Gentiloni ANSA

L'accordo sul recovery fund è una «decisione storica, la più importante sul piano economico dopo l'introduzione dell'euro». Lo dice il commissario europeo agli Affari economici, Paolo Gentiloni. «Possiamo prevedere - afferma in un'intervista al quotidiano La Repubblica - che se questo piano senza precedenti avrà successo, ci saranno le premesse per una nuova stagione europea. Un eventuale fallimento, invece, si ritorcerà contro il nostro destino comune».

Le erogazioni del recovery fund «inizieranno nella seconda parte del 2021 - prosegue - ad eccezione di un 10% che verrà anticipato con l'approvazione del piano. Prima dobbiamo aspettare il percorso di ratifica dei parlamenti, quindi dovremo riuscire a rispettare il calendario con l'approvazione dei piani di riforme dei singoli Paesi entro aprile e andare sui mercati con titoli europei comuni».

Gentiloni ricorda che «il pacchetto è composto da 390 miliardi di aiuti a fondo perso, 360 miliardi di prestiti sempre del recovery e poi dai crediti agevolati del Mes e di Sure, rispettivamente fino a 240 e 100 miliardi. In tutto 700 miliardi di prestiti. Se c'è un Paese in Europa che può trarre vantaggio da questi prestiti è l'Italia e all'interno di questo pacchetto uno strumento è già disponibile, ovvero il Mes. Abbiamo eliminato dalle sue linee di credito le vecchie condizionalità macroeconomiche e ora è chiaramente vantaggioso per un Paese con i tassi di interesse come quelli italiani. Ma la decisione ovviamente non si prende a Bruxelles».

Il Governo italiano «si è mosso bene - aggiunge il commissario Ue - bisogna dare atto al premier Conte e ai ministri Gualtieri e Amendola di aver rappresentato bene un'Italia tornata nel gioco europeo. Scelta giusta e molto vantaggiosa per tutto il Paese. Ora la sfida è riuscire a combinare le misure d'emergenza con le strategie per il futuro rilancio e le misure di spese con l'orizzonte di medio termine in cui la curva del debito deve tornare a scendere».

Sassoli: «Stati facciano riforme e investimenti»

Con il Recovery Fund arriveranno «tante risorse, per l'Italia sono 210 miliardi, una somma importante, storica, che dovrà essere usata per rafforzare L'Italia ma anche l'Europa. L'idea è che tutti i piani nazionali convergano per rafforzare le politiche europee e gli obiettivi dati. Il governo italiano ha lavorato bene, nell'ottica di rafforzare l'Europa e non solo di portare le risorse a casa. Credo che questo atteggiamento abbia colpito molto. C'è stato un unanime riconoscimento dell'Italia di essere all'altezza di un Paese fondatore dell'Europa». Lo ha detto a Sky TG24 il presidente del Parlamento Europeo David Sassoli.

«Le sfide globali - ha spiegato - le dobbiamo affrontare insieme, e saranno sempre di più. Abbiamo bisogno di rafforzare una politica comune. Nel Consiglio europeo nessuno si è sottratto e alla fine c'è stata la voglia di scommettere insieme «Arriveranno delle risorse - ha aggiunto ancora - che potranno essere spese senza programmazione. L'Europa dà una visione, ma i Paesi ci devono mettere pragmatismo. Servono, programmi, progetti, investimenti e riforme. Nessuno si può sottrarre a questo impegno e questa responsabilità. Le risorse non devono essere disperse ne' andare in mani sbagliate».