8 agosto 2020
Aggiornato 22:30
Il discorso del Premier

Giuseppe Conte e la fase 3: «Dobbiamo stare ancora attenti ma lo Stato c'è»

Il Presidente del Consiglio: «Abbiamo rinforzato le nostre strutture ospedaliere, la risposta del sistema sanitario sicuramente adesso sarà più pronta, anche in caso di cattive evenienze»

Giuseppe Conte, Presidente del Consiglio
Giuseppe Conte, Presidente del Consiglio ANSA

«E' stata una prova molto difficile per tutto il Paese e per tutti i cittadini, è stata una sfida molto insidiosa, in parte lo è ancora, anche se adesso possiamo dire che ci siamo meglio attrezzati, abbiamo rinforzato le nostre strutture ospedaliere, la risposta del sistema sanitario sicuramente adesso sarà più pronta, anche in caso di cattive evenienze». Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, in un intervento ieri a tarda sera a Roma - trasmesso in video oggi su Facebook - al termine del concerto della Banda musicale della Polizia.

«Abbiamo fatto tanti test, abbiamo una maggiore conoscenza, più diffusa, c'è una cultura su questo virus che nei primi tempi ci sfuggiva», ha assicurato Conte. «Tutti sappiamo che con alcune regole precauzionali - ha continuato - possiamo affrontare anche la nuova stagione, questa estiva, la prossima, con relativa tranquillità». Ma «dobbiamo stare attenti, questo sì».

«Lo Stato c'è»

«Non c'è mai stato un momento - ha sottolineato - in cui ho pensato che le nostre istituzioni non reggessero, ho avuto la conferma che lo Stato c'è».

«Sono anche io un essere umano e, anche se avevo e ho grandi responsabilità - ha rilevato - ho vissuto come, credo, tutti i cittadini momenti di forte preoccupazione, momenti di angoscia, momenti anche di incertezza perché ci sono state delle fasi in cui non avevamo contezza di come si sarebbe sviluppata questa curva epidemiologica. Ci sono stati dei momenti in cui avevamo difficoltà a tenerla sotto controllo». Tutto il Paese, ha continuato, «ha risposto e i cittadini sono stati a casa e questo ci ha reso una comunità più forte».

«Abbiamo fatti tanti test molecolari, sierologici - ha detto ancora Conte - abbiamo una maggiore conoscenza, anche più diffusa, c'è una cultura ormai di questo virus che nei primi tempi ci sfuggiva, quindi tutti sappiamo adesso che, con alcune regole precauzionali, possiamo affrontare anche questa stagione e la prossima con reattiva tranquillità».

«Moltiplicare il nostro impegno per il bene dell'Italia»

Per il Premier poi «la dedizione e i sacrifici compiuti da coloro che hanno servito gli interessi collettivi nel momento di massima difficoltà del Paese è di forte incitamento per tutti noi a moltiplicare il nostro impegno per il bene dell'Italia».

«E' stata una serata toccante - ha detto successivamente su Facebook Conte riferendosi alla manifestazione a cui ha partecipato - e in occasione del concerto offerto dalla Banda musicale della Polizia di Stato, c'è stato un fuoriprogramma. Sono stato invitato a esprimere un pensiero per tutte le vittime del Covid e per tutte le persone che nelle settimane più dure dell'emergenza hanno gettato il cuore oltre l'ostacolo per proteggere la salute e la sicurezza di tutti i cittadini: medici, infermieri, donne e uomini delle forze dell'ordine, della protezione civile, delle forze armate, dei vigili del fuoco, impiegati, operai e professionisti che hanno garantito servizi pubblici essenziali e attività produttive indispensabili. Ho rivissuto - ha continuato - i momenti drammatici, il coraggio e la forza con cui l'intera comunità nazionale li ha affrontati. Abbiamo ricordato anche i caduti della Polizia di Stato: Maria, Valter, Giorgio. Quest'ultimo, Giorgio Guastamacchia, l'ho conosciuto di persona: era nella mia scorta. Un professionista esemplare, una persona speciale. Aveva un sorriso che non potrò mai dimenticare».