4 agosto 2020
Aggiornato 22:00
Approvato il Dl semplificazioni

Giuseppe Conte, un Presidente del Consiglio «salvo intese»

Il Premier cerca le parole giuste per colpire la fantasia dei cittadini nel descrivere il dl semplificazioni, adottato «salvo intese», a riprova dell'estrema difficoltà nel trovare un punto di incontro

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte
Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte ANSA

L'Italia deve «attraversare questo guado», per farlo serve «una rivoluzione» perché «non possiamo ripristinare la normalità» che «significa correre sempre al di sotto della media europea». Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, cerca le parole giuste per colpire la fantasia dei cittadini nel descrivere il decreto semplificazioni, adottato all'alba dal Consiglio dei Ministri ma «salvo intese», a riprova della estrema difficoltà del Governo nel trovare un punto di incontro.

Uno degli slogan di giornata è «Italia veloce», un piano di «130 opere strategiche individuate dal Mit a cui aggiungiamo le opere per le Olimpiadi di Cortina, quelle per sanità, dissesto idrogeologico, scuole, caserme, carceri e polizia». Il capo del Governo promette che partiranno subito grazie alle nuove norme. Norme che unificheranno le regole sui commissari ma daranno maggiori poteri regolatori alle stazioni appaltanti, rendendo quindi il ricorso ai commissari solo un'eccezione «basata su esperienze precedenti come Expo Milano e ponte di Genova», spiega Conte. E poi le opere e i cantieri che «non si bloccano: per gli interventi urgenti da emergenza covid 19 le stazioni appaltanti avranno l'obbligo di procedere e stipulare contratti anche se c'è un contenzioso». Sarà facilitata la ricostruzione nelle zone terremotate, «avremo demolizioni più semplici e costruzioni più semplici» ma «senza consumo eccessivo del suolo», promette il premier.

Abuso d'ufficio

Per quanto riguarda l'attesa norma sull'abuso d'ufficio, discusso reato che spesso interessa i pubblici amministratori, non è abolito ma «ma prevediamo che ci sia una precisa violazione di norme e non di principi generali», precisa Conte. Intervento forte anche sui funzionari pubblici. «Dobbiamo ricacciare indietro la paura della firma», dice, spiegando che «per questo periodo sperimentale la responsabilità di fronte alla Corte dei Conti sarà limitata al solo dolo. Resterà la responsabilità per colpa per le omissioni, le inerzie, andiamo a colpire chi non fa e non chi fa».

Appalti pubblici

Gli appalti pubblici saranno semplificati, senza gara sotto i 150mila euro e il Governo annuncia novità anche sul piano della responsabilità amministrativa. «Alziamo i limiti di velocità per l'Italia che deve correre ma al contempo rafforziamo i limiti di velocita, gli autovelox, i controlli, perché non vogliamo lasciare spazio agli appetiti criminali», sottolinea il premier, spiegando che ad esempio le certificazioni antimafia saranno accelerate anche grazie alla possibilità di incrociare le informazioni con «ulteriori ottantuno-ottantadue banche dati». In generale, il Governo promette una totale digitalizzazione della pubblica amministrazione: «Meno scartoffie, dice Conte. «I servizi della pubblica amministrazione saranno tutti accessibili tramite Spid e carta di identità digitale».

«Salvo intese» solo una questione tecnica

Rispondendo alle domande dei giornalisti il premier garantisce che il testo sarà «a giorni in Gazzetta ufficiale», che la formula «salvo intese» è solo una questione tecnica, ringrazia ministri e forze di maggioranza che hanno contribuito ammette che si è trattato di un parto «sofferto» ma nega che sia stato doloroso: «Il dolore lasciamolo per altre vicende», ammonisce.

Quanto ai dossier più caldi per la sua maggioranza, a cominciare dalle divisioni sul possibile ricorso alla linea di credito sanitaria del Mes, il cosiddetto fondo salva-Stati, Conte, in procinto di partire per il suo tour europeo, precisa che negli incontri con il portoghese Antonio Costa e lo spagnolo Pedro Sanchez «parleremo di tutti gli strumenti europei», non solo del Mes, perchè «non è mio interesse sollecitare i colleghi. Potremo parlare anche di Mes ma non è la mia intenzione». E sulle alleanze per le regionali, subito prima di incontrare il boss dell'organizzazione e della comunicazione M5S Davide Casaleggio a palazzo Chigi, fa un mezzo passo indietro: pur ritenendo auspicabile una riproduzione dell'alleanza Pd-5 stelle anche sul territorio «non voglio interferire - dice - nelle decisioni autonome delle singole forze politiche».

(con fonte Askanews)