22 luglio 2019
Aggiornato 16:00
Il decreto «Semplifica-Italia»

Semplificazioni: Monti, il dl migliora la vita dei cittadini e la competitività

Il Presidente del Consiglio: I mercati guardano anche a questi processi. In dl non c'è modifica al valore legale della laurea. Salta lo sconto per il permesso agli immigrati, sarà in Dlgs. Enrico Letta (Pd): Dl toglie argomenti ai nostalgici

ROMA - Un decreto che «migliora la qualità della vita dei cittadini» e al tempo stesso «la competitività dell'economia». Così il presidente del Consiglio Mario Monti descrive il «Semplifica-Italia» approvato oggi dal Consiglio dei ministri.
Si è scelta la strada del decreto, spiega Monti, «perchè il provvedimento presenta caratteri di necessità e urgenza in quanto è da vedere come parte dell'insieme di politica economica assunto per la crescita». Politica che si è sviluppata nel dl deliberato venerdì scorso su concorrenza e infrastrutture e ora in questo decreto approvato su proposta dei ministri Patroni Griffi, Passera, Profumo.
Del resto, fa notare Monti, «gli osservatori internazionali e i mercati danno sempre maggiore importanza alle riforme strutturali per la crescita anche per giudicare dei progressi di un Paese nel consolidamento conti pubblici». Dunque «è importante che ci siano anche queste misure di semplificazione, con provvedimenti che migliorano la qualità della vita dei cittadini nei rapporti con la Pubblica Amministrazione e migliorano la competitività dell'economia attraverso il miglioramento della produttività che deriva da queste semplificazioni».

Dimostriamo di nuovo che l'Italia riforma - Il decreto-semplificazioni è «la terza iniziativa di spessore in due mesi» e rappresenta una ulteriore dimostrazione che l'Italia si impegna nelle riforme necessarie. Un pacchetto, ha sottolineato il premier, pensato per «per dare all'Italia un'economia più produttiva e competitiva e dunque più forte, liberando il suo potenziale di crescita e di occupazione. Questo pacchetto di misure intende modernizzare i rapporti tra pubblica amministrazione, cittadini e imprese, puntando sull'agenda digitale e l'innovazione. I cittadini in particolare avranno grandi benefici dalla semplificazione della burocrazia».
«Il provvedimento - ha concluso - dimostra, ancora una volta, l'impegno dell'Italia nelle riforme, in linea con le raccomandazioni dalla Commissione Europea e di altre istituzioni autorevoli, semplificando la burocrazia amministrativa, compreso l'uso delle nuove tecnologie per stimolare la produttività e la crescita».

In dl non c'è modifica al valore legale della laurea - Nessuna variazione al valore legale dei titoli di studio e della laurea nel decreto semplificazione. Sul tema si aprirà però «una consultazione pubblica».
«Ci siamo anche posti il problema molto annoso del valore legale - ha spiegato Monti - del titolo di studio, della laurea, un tema che si dibatte da Einaudi. Ci siamo accostati a questo tema con animo sgombro da pregiudizi ideologici con l'orientamento a superare, almeno da parte mia, il simbolismo del valore legale e per questa ragione abbiamo deciso di non affrontarlo in questo dl».
Il governo ha però deciso di aprire «una consultazione pubblica» su questo tema - ha aggiunto Monti - su cui il ministro Profumo predisporrà un documento.

Salta lo sconto per il permesso agli immigrati, sarà in Dlgs - Salta dal decreto semplificazioni lo sconto sul rinnovo dei permessi di soggiorno per i lavoratori extra comunitari. Ma il governo non ha abbandonato affatto l'intenzione di intervenire in questa direzione: ad occuparsene dovrebbe essere un decreto interministeriale che potrebbe essere varato nei primi giorni di febbraio.
A gennaio erano stati i ministri dell'Interno Anna Maria Cancellieri e della Cooperazione Andrea Riccardi a porre la questione dell'elevata richiesta economica per il permesso disposta da un decreto dell'ottobre scorso a firma di Roberto Maroni e Giulio Tremonti. In un momento di grave crisi economica, i due ministri si chiedevano «se l'applicazione del contributo possa essere modulata rispetto al reddito del lavoratore straniero e alla composizione del suo nucleo familiare». Sembrava che la sede per intervenire potesse essere il decreto semplificazioni varato oggi dal Consiglio dei ministri, ma alla fine la norma è stata espunta.
La motivazione è che la materia richiede ancora un approfondimento. Ma a pesare sulla scelta del rinvio, spiegano fonti di governo, c'è stata anche una valutazione politica. Scontata l'opposizione della Lega alla norma, la preoccupazione era che il Pdl - già in fibrillazione per i rapporti tesi con l'ex alleato - potesse seguire il Carroccio in questa battaglia, rallentando a quel punto la conversione in legge dell'intero decreto semplificazione, considerato invece decisivo e da approvare il più rapidamente possibile. Alla fine si è dunque rinviato ad un prossimo decreto interministeriale dell'Interno, dell'Economia e della Cooperazione.

Rodano (Idv): Consultazione su laurea più ampia possibile - «La decisione annunciata dal Presidente del Consiglio dei Ministri di non affrontare nel decreto legge odierno la questione del valore legale ha bloccato, per ora, una scelta iniqua e inutile. Infatti, se fosse stato vero quanto anticipato dagli organi di informazione in questi giorni si sarebbe affermata l'idea di considerare più importante l'università di provenienza rispetto al risultato conseguito dal singolo studente. Ciò avrebbe significato penalizzare i migliori studenti delle università considerate più svantaggiate e favorire studenti più mediocri, solo perché hanno frequentato università più blasonate». È quanto afferma in una nota Giulia Rodano, responsabile cultura e istruzione dell'Italia dei Valori.
«Il contrario del sostegno al merito e per di più la violazione del principio di uguaglianza, sancito dalla Costituzione. È la bravura dei laureati che dà valore all'università e non il contrario - sostiene l'esponente di Idv -. Ci auguriamo che la consultazione annunciata dal Presidente del Consiglio sia vera e veda la più ampia partecipazione di tutte le componenti del mondo universitario e di quanti, associazioni e movimenti sono stati in prima fila contro la politica distruttiva della Gelmini».

Enrico Letta (Pd): Dl toglie argomenti ai nostalgici - Il decreto sulle semplificazioni è una risposta agli scettici e ai nostalgici. Lo dice il vice-segretario del Pd Enrico Letta: «Il dl semplificazione approvato oggi dal Consiglio dei Ministri, esattamente 7 giorni dopo le liberalizzazioni, toglie ulteriori argomenti agli scettici e ai nostalgici. Si può solo andare avanti così».

Rusconi (Pd): Più coraggio e risorse all'istruzione - «Apprendiamo che il governo pensa di azzerare il valore legale della laurea. Non vogliamo, come Pd, difendere a tutti i costi un feticcio, ma desidereremmo che il ministro e il governo prenda in esame il lavoro di oltre un anno della commissione Istruzione del Senato, le audizioni che hanno coinvolto Confindustria, i sindacati, gli esperti dei maggiori paesi europei, perché penso sia anche rispettoso del Parlamento. A noi interessa il valore reale del titolo di studio e dunque le opportunità reali che i nostri giovani avranno per le loro capacità e i loro meriti». Lo dice il senatore Antonio Rusconi, capogruppo del Pd nella commissione Istruzione.
«Proprio per questo, dopo le dichiarazioni del ministro al Senato e alla Camera - prosegue Rusconi - ci saremmo attesi più coraggio e più risorse rispetto a quanto leggiamo sarebbe nel provvedimento sulle semplificazioni. Siamo stati e siamo con il ministro Profumo quando ha parlato di istruzione come investimento e non come spesa per questo Paese: occorre però dare delle risposte che diano il senso che il sapere sarà uno degli obiettivi a cui questo governo punta. E quindi avremmo voluto trovare già in questo provvedimento alcune di queste risposte».