22 luglio 2019
Aggiornato 15:30
I dati dell'ufficio studi della CGIA di Mestre

La burocrazia costa 2 punti di PIL

Al nostro sistema delle piccole e medie imprese (Pmi) la burocrazia costa quasi 31 miliardi di euro. Per ciascuna di queste imprese si stima che il peso economico medio sia di circa 7.000 euro

ROMA - Al nostro sistema delle piccole e medie imprese (Pmi) la burocrazia costa quasi 31 miliardi di euro. Per ciascuna di queste imprese si stima che il peso economico medio sia di circa 7.000 euro. I costi, secondo un'elaborazione è realizzata dall'Ufficio studi della CGIA di Mestre su dati della Presidenza del Consiglio dei Ministri, sono stati calcolati su base annua e sono aggiornati al 31 dicembre 2012.

«Rispetto agli anni precedenti - fa notare il segretario della CGIA Giuseppe Bortolussi - i costi della burocrazia sono addirittura in crescita. Non perché sia aumentato il carico degli oneri amministrativi sulle imprese, ma perché è diventato più preciso e puntuale il sistema di rilevazione di questo fenomeno. In pratica sono state scoperte delle nuove 'sacche di burocrazia' che prima non erano conteggiate. Alla luce di ciò, non è da escludere che il costo complessivo pari 31 miliardi di euro sia sottodimensionato».

La denuncia del segretario della CGIA mette in evidenza anche un altro aspetto: «31 miliardi di euro corrispondono a 2 punti di Pil circa: una cifra spaventosa. Di fatto la burocrazia è diventata una tassa occulta che sta soffocando il mondo delle Pmi. Nonostante gli sforzi e qualche buon risultato ottenuto, i tempi rimangono troppo lunghi ed il numero degli adempimenti richiesti continua ad essere eccessivo. Non è un caso che gli investitori stranieri non vengano ad investire in Italia anche per la farraginosità del nostro sistema burocratico. Una legislazione spesso indecifrabile, l'incomunicabilità esistente tra gli uffici delle varie amministrazioni, la mancanza di trasparenza, l'incertezza dei tempi e un numero spropositato di adempimenti richiesti hanno generato un velo di sfiducia tra imprese private e Pubblica amministrazione che, nonostante gli sforzi fatti dal legislatore, non sarà facile rimuovere».