30 ottobre 2020
Aggiornato 05:00
Le misure contro la crisi

Vertice UE, nuovo incontro a luglio. Conte: «MES? Andremo in Parlamento e ne discuteremo»

Il Premier: «Non c'è alcun collegamento tra il Recovery fund e il Mes, ricorrere al fondo salva-stati non è un passaggio necessario per ottenere gli aiuti per la crisi provocata dal Coronavirus»

Von Der Leyen e Charles Michel
Von Der Leyen e Charles Michel ANSA

Al Consiglio europeo di oggi è stato compiuto un «passo avanti», anche se restano problemi da risolvere, ma è chiaro che il «Recovery fund» sarà valutato insieme al «Quadro finanziario pluriennale». Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, incontrando i giornalisti a villa Pamphilj. «Oggi abbiamo compiuto un passo avanti, c'è ancora una differenza di posizioni, non siamo ancora tutti univocamente orientati verso la soluzione finale. Però è chiaro che sta maturando il giusto clima e confido che al prossimo Consiglio europeo - che probabilmente sarà a metà di luglio - potremo raggiungere la meta».

Conte ha aggiunto che «il recovery fund si collegherà al Qfp, sarà un unico pacchetto di modo che non ci saranno dei paesi che hanno vinto e paesi che hanno perso. Vincerà l'Europa, perché avrà confezionato una risposta forte, coerente e coordinata, all'altezza di questa recessione innescata dalla pandemia, di cui tutti - non solo l'Italia cominciano ad avvertire le conseguenze».

«Lavoriamo affinché anticipo sia più consistente»

«Il pacchetto del recovery fund è collegato al quadro pluriennale: c'è la possibilità di un anticipo, un bridge, che ora è modesto, ci stiamo lavorando, speriamo diventi più consistente. Siccome i fondi sono collegati a stati di avanzamento di investimenti e riforme nessuno poteva pensare venissero erogati anticipatamente una volta per tutte».

«Inaccettabile modificare proposta Ue su Recovery fund»

Per l'Italia non è accettabile rimettere in discussione il piano del «Recovery fund». "Non è accettabile per l'Italia andare al di sotto di questo obiettivo. Non è accettabile per tanti altri Paesi. Non è tanto il fatto di scendere o non scendere. Quello è un pacchetto ben bilanciato in questo momento, toccarlo significa smontare un articolato progetto e non è accettabile», ha affermato.

«Mes? Andremo in Parlamento e ne discuteremo»

«Sul Mes ho già detto e la risposta non cambia: faremo di conto con il quadro di finanza pubblica, leggeremo i regolamenti, andremo in Parlamento, discuteremo. Non voglio neppure considerare la possibilità di veto. Voglio ragionare in termini positivi, ottimistici. Dobbiamo continuare a lavorare come stiamo lavorando: oggi abbiamo compiuto un passo avanti».

«Oggi c'è stato un clima, pur nella varietà delle posizioni, convergente. Dobbiamo essere prudenti e cauti ma penso che il prossimo Consiglio sarà decisivo».

«Mes non è condizione per accedere a Recovery fund»

Non c'è alcun collegamento tra il «Recovery fund» e il Mes, ricorrere al fondo salva-stati non è un passaggio necessario per ottenere gli aiuti per la crisi provocata dal Coronavirus. «No, non c'è nessun collegamento assolutamente. Istituzioni europee hanno confezionato un ampio ventaglio di strumenti, ognuno con una sua logica. Non c'è nessun collegamento, non è che l'utilizzo di Sure o Mes sono preliminari, la premessa necessaria per poi utilizzare il «Recovery fund», non è mai stato concepito in questo modo e il progetto europeo non è stato costruito in questi termini».

«Rutte pessimista? Sono inclinazioni personali...»

Marke Rutte ha riconosciuto il lavoro che sta compiendo l'Italia e «pessimismo e ottimismo sono anche inclinazioni molto personali e soggettive. Lo stesso Rutte - ha detto Conte - ha preso atto che l'Italia sta facendo un percorso di rilancio e ho spiegato ai colleghi europei ciò che stiamo facendo in questi giorni, stiamo sentendo tutte le forze produttive, sociali, culturali del paese per mettere a punto questo piano di rilancio facendo in modo che sia il più condiviso possibile».