25 novembre 2020
Aggiornato 06:00
Consiglio europeo

David Sassoli: «Agire in fretta, non accetteremo nessun passo indietro sul piano di rilancio»

Il Presidente del Parlamento europeo: «Il debito comune deve essere ripagato in modo equo senza lasciare l'onere alle generazioni future. Occorre puntare su lavoro e benessere»

Il Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli
Il Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli ANSA

«Il tempo è un lusso che non possiamo permetterci: dobbiamo agire con urgenza e coraggio, perché i cittadini, le imprese e le economie dell'Unione hanno bisogno di una risposta immediata. I cittadini si aspettano un'azione coraggiosa. E noi dobbiamo rispondere alle loro aspettative»: è quanto ha detto il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, nel discorso tenuto all'apertura del Consiglio europeo, sottolineando come «la proposta ambiziosa» presentata dalla Commissione rappresenti «la base minima di partenza» su cui «non accetteremo nessun passo indietro».

«Riteniamo che sia ancora possibile apportare alcuni miglioramenti - ha sottolineato Sassoli - in modo da garantire che le decisioni fondamentali che adotteremo vadano a beneficio dei cittadini. Nessuno deve rimanere indietro».

Il presidente ha quindi evidenziato «una questione che sta a cuore al Parlamento, ossia che questo debito comune deve essere ripagato in modo equo senza lasciare l'onere alle generazioni future». E per fare questo, «occorre puntare su lavoro e benessere».

«A questo proposito - ha proseguito - non dimentichiamo che intervenire solo con prestiti avrebbe conseguenze asimmetriche sul debito dei singoli Stati Membri e sarebbe più costoso per l'Unione nel suo insieme. Abbiamo ora l'opportunità di rimodellare l'Europa e di renderla più equa, più verde e più lungimirante. A tal fine dobbiamo cogliere al volo questa occasione per introdurre un paniere di nuove risorse proprie. Vogliamo lasciare in eredità soluzioni permanenti sulle entrate rendendo l´Unione europea forte, finanziariamente sostenibile e più autosufficiente. Per la stragrande maggioranza del Pe questa è condizione indispensabile per qualsiasi accordo globale sul Quadro finanziario pluriannuale».

«Essere autorità di bilancio e co-legislatore impone al Parlamento europeo una responsabilità nei confronti dei cittadini alla quale non intendiamo sottrarci - ha rimarcato Sassoli - ciò significa che il Parlamento europeo deve partecipare a pieno titolo alle decisioni sull'attuazione del piano di ripresa e sulla raccolta, ripartizione e utilizzo dei fondi».

«La ripresa vogliamo si basi su una consistente parte di risorse esterne che si appoggiano al bilancio, pari a 500 miliardi. Sarebbe impensabile che queste risorse fossero sottratte al controllo democratico del Parlamento europeo. Tutto ciò porta all'essenza del mio messaggio - ha concluso il presidente dell'europarlamento - abbiamo bisogno di un approccio comune che goda del massimo consenso, che unisca l'azione urgente allo sguardo rivolto al futuro e costruisca un'Europa più forte e più resiliente nell'interesse di tutti. Dobbiamo mostrare ai nostri cittadini il valore dell'Europa e la nostra capacità di trovare soluzioni che contino per la loro vita».

Di fronte alla crisi economica provocata dal Covid-19 «noi ci auguriamo sia approvato molto presto» l'accordo Ue sul Piano do rilancio; «ma vorrei dire a tutti i paesi membri che non sono a mani nude, che tutti hanno risorse e possibilità di intervento già oggi. Sarebbe una bugia dire che le nostre economie sono a terra perché non arrivano i soldi del 'Recovery Fund'».

Il presidente dell'Europarlamento ha parlato durante una conferenza stampa dopo il suo intervento alla videoconferenza dei capi di Stato e di governo dell'Ue, cominciata stamattina e dedicata proprio al «Recovery Plan» della Commissione europea.

«Risorse e strumenti legislativi - ha insistito Sassoli - sono già disponibili, e sono tanti. Certo, noi vogliamo di più», con le risorse aggiuntive del Fondo di rilancio; «ma già oggi, con tutto quello che è stato fatto, tutti i paesi hanno delle possibilità. E' tempo di responsabilità per tutti, non di scaricabarile», ha concluso il presidente del Parlamento europeo.