4 luglio 2020
Aggiornato 01:00
L'informativa del Premier

Conte parla alla Camera, Meloni non c'è, la Lega se ne va

Il Presidente del Consiglio evita il tema del Mes ma promette che a luglio Parlamento voterà: «E’ il momento di agire con spirito di piena coesione anche sul piano nazionale»

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte
Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte ANSA

Coesione sul piano europeo e sul piano nazionale. Il premier Giuseppe Conte la chiede in aula alla Camera e al Senato, dove questa mattina ha svolto una informativa urgente in vista della videoconferenza dei membri del Consiglio europeo del 19 giugno, in cui si discuterà ancora del Recovery fund che la Commissione europea ha deciso di mettere in campo per far fronte alla crisi economica causata dall'emergenza coronavirus. Ma FdI e Lega non raccolgono l'appello: i parlamentari del partito di Giorgia Meloni non lo ascoltano proprio, disertano la seduta, quelli della Lega escono dall'aula subito dopo l'intervento dei loro capigruppo. Motivo: il fatto che non è stato consentito al Parlamento di votare.

Inizialmente previsto come «comunicazioni», con conseguente voto sulle risoluzioni presentate, l'intervento di Conte è stato poi derubricato a «informativa urgente». Per evitare di far emergere la spaccatura nella maggioranza sul Mes, secondo l'accusa dell'opposizione; perché quello di venerdì non è un Consiglio formale ma una videoconferenza tra i capi di governo europei, si difende la maggioranza. Conte spiega che si tratterà di una riunione «a carattere meramente consultivo» e assicura che, «prima del successivo Consiglio europeo», molto probabilmente ai primi di luglio, Consiglio che lui auspica sia «risolutivo», «ci saranno tutti i passaggi formali e, in quell'occasione, il confronto con il Parlamento si tradurrà in una votazione».

Oggi intanto Conte evita accuratamente di parlare del tema su cui la sua maggioranza non ha ancora trovato una sintesi, il Mes, e si concentra sul Next generation Eu proposto dalla Commissione europea che rivendica come un successo della politica e della diplomazia italiana e su cui, spiega, si gioca «la reputazione e un migliore futuro dell'Europa e dei suoi Stati membri. È il momento - esorta il premier - in cui deve prevalere la massima unità europea per il bene supremo della tenuta dei suoi pilastri, dal mercato unico a Schengen, alla protezione sociale ed economica dei cittadini del Continente. Questo è il momento di agire, con spirito di piena coesione, anche sul piano nazionale, affinché questa crisi non rechi all'Italia il doppio danno di vederla perdere la sfida economica della ripresa europea e quella, forse ancor più difficile, di riformare alcune tradizionali criticità, dando così finalmente respiro a un sistema economico le cui eccellenze troppo spesso sono state ostacolate, ovvero oscurate, da logiche particolaristiche o familistiche».

Il premier chiede di essere «uniti in Europa, per proteggere società ed economia del Continente; coesi in Italia, per cogliere subito, per intero, l'opportunità che l'Europa offre a se stessa, supportando i Paesi più colpiti dal Covid-19. È con questo spirito europeo che intendo partecipare alla videoconferenza, il 19 giugno, del Consiglio europeo. Auspico che questo spirito caratterizzi il dibattito politico italiano in questa fase più che mai cruciale per la futura generazione dell'Unione europea».

«Ho perso il conto di quante volte quest'aula è diventato palcoscenico per il one man show del presidente Conte», dice in aula alla Camera il presidente dei deputati della Lega Riccardo Molinari. «Una volta la diretta televisiva veniva chiesta dall'opposizione, oggi viene chiesta dalla maggioranza per appagare l'ego del premier e usare l'aula per la propaganda». Dello stesso tenore le accuse di Fratelli d'Italia che si fa vedere in aula con un rappresentante (Wanda Ferro a Montecitorio e Isabella Rauti al Senato) solo al momento del dibattito. «Lo lasciamo solo con questa pagliacciata», dice la deputata meloniana. «Oggi - è l'attacco di Rauti - questa ennesima mortificazione delle prerogative del Parlamento non solo indebolisce purtroppo le istituzioni, ma indebolisce anche lei. Direi, abusando di un'espressione, che il re è nudo. Lei al Consiglio europeo partecipa senza un mandato su cosa l'Italia voglia o debba fare in Europa».

Anche Forza Italia critica la decisione di non votare ma l'opposizione del partito di Silvio Berlusconi è come sempre più soft. A Montecitorio l'intervento di Renato Brunetta viene addirittura elogiato da uno dei capigruppo di maggioranza, Federico Fornaro di Leu, per «la lezione di stile democratico».

Al Senato intervengono i due Matteo. Renzi che dice di condividere pienamente le parole di Conte e lo esorta a farsi valere perché «siamo con lei» e Salvini che, all'opposto, critico rispetto all'azione dell'attuale premier, suggerisce: «Copiamo la Francia, copiamo la Germania che ha stanziato 300 miliardi per le imprese. Presidente Conte, copi i francesi e i tedeschi che hanno abbassato le tasse senza aspettare l'Europa».

(con fonte Askanews)

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