13 luglio 2020
Aggiornato 18:30
Politiche europee

Enrico Letta e il recovery fund: «Arriveranno tanti soldi, non trasformarli nel regno delle marchette»

L'ex Presidente del Consiglio: «Il Recovery Fund condizionerà la politica europea e italiana nei prossimi anni, quindi non è una semplice e piccola decisione. Quota 100? L'UE non ci chiederà di abolirla»

L'ex Presidente del Consiglio, Enrico Letta
L'ex Presidente del Consiglio, Enrico Letta ANSA

«Il problema non sarà tanto la linea oltranzista olandese, in Olanda quella posizione non è maggioritaria, in Austria nemmeno. I verdi che sostengono il governo di Kurz non sono d'accordo. Il problema è che è talmente ambiziosa la rivoluzione presentata due giorni fa che il fatto di metterla in funzione incontrerà delle resistenze». Lo ha detto l'ex premier Enrico Letta a Circo Massimo su Radio capital.

«Il Recovery Fund - ha aggiunto - condizionerà la politica europea e italiana nei prossimi anni, quindi non è una semplice e piccola decisione. Siamo in termini di intensità al livello del 26 luglio 2012 quando Draghi disse 'whatever it takes' e questo cambiò la politica europea». Una forma di tassazione europea, spiega Letta, «verrà raccontata da chi parla sempre male dell'Europa che una cosa negativa è una cosa fondamentale per stabilire la sovranità dell'Europea. Non si tratta di mettere nuove tasse sui cittadini; si tratta di cambiare la modalità con la quale il fisco funziona in Europa. Ora che è uscita la Gran Bretagna, che ha sempre messo il veto sull'armonizzazione delle tasse in Europa, permettendo di avere paradisi fiscali in Olanda, Irlanda e Lussemburgo, bisogna adesso far un passo avanti in quella direzione».

«Il nostro paese da tempo ha perso la capacità di programmazione di investimenti e di spesa di lungo periodo. L'ha persa per alcune scelte istituzionali che si sono rivelate sbagliate, su tutti lo spoil system, che ha depauperato i nostri ministeri e il sistema pubblico di competenze e risorse umane. Ogni ministro che arriva cambia tutto e si porta i suoi dentro, lo stesso per sindaci e presidenti di regione. Adesso di colpo arriveranno tanti soldi ed è necessario usarli per bene senza trasformarli nel regno delle marchette», ha concluso.

Quota 100, l'UE non ci chiederà di abolirla

I fondi dell'Unione Europea sono legati anche alle riforme. Ci chiederà questi soldi abolendo quota 100? «Non ce lo chiederà, ci sarà un atteggiamento comprensivo, anche un po' lassista, e di grande flessibilità. Ma sarebbe bene di non fare più cose di questo genere».

«Mi prenderò tanti vaffa da tante persone che pensano che quota 100 sia una grandissima figata. Ma quota non è una grandissima figata. Si sono messi soldi del debito pubblico, che Ha aumentato la nostra già scarsa credibilità su un'operazione che pagheranno i giovani. Non credo che questa sia la strada sulla quale investire risorse pubbliche. Non rifacciamo l'errore di dieci anni fa quando le risorse furono concentrate tutte per salvare posti di lavoro che già c'erano. Per 50enni e 60enni. È giusto ma bisogna pensare posti di lavoro da creare, questo errore ha provocato la fuga dei giovani. Così rischiamo di perdere il nostro futuro», ha sottolineato Letta.

Non credo linea Franceschini abbia grandi alternative

«Se continua questa posizione di Salvini e Meloni che sono gli unici leader fuori da qualunque ragionamento europeo, credo che la linea di Franceschini non abbia grande alternativa». Così a Circo Massimo l'ex premier commenta la posizione di Dario Franceschini secondo cui l'alleanza tra Pd e M5s deve diventare permanente.