23 ottobre 2020
Aggiornato 13:00
Fase 2

Scuola, il Ministro Azzolina conferma: «Maturità dal 17 giugno in presenza, non ci saranno scritti»

Il Ministro dell'Istruzione illustra le regole, con un occhio alla curva dei contagi: al via il 17 giugno senza prove scritte e con l'orale di massimo un'ora. «Scuole chiuse hanno salvato tante vite»

Il Ministro dell'Istruzione, Lucia Azzolina
Il Ministro dell'Istruzione, Lucia Azzolina ANSA

ROMA - La maturità inizierà il 17 giugno, non ci saranno prove scritte ma un colloquio orale di un'ora massimo: lo ha detto il Ministro dell'Istruzione Lucia Azzolina. «Ci sarà la discussione di un elaborato sulle discipline di indirizzo che i nostri studenti concorderanno con i docenti, secondo la discussione di un testo di italiano studiato in classe e poi ci saranno materiali preparati dalla commissione assegnati agli studenti».

«Esame in presenza»

I cosiddetti esami di maturità «saranno in presenza perché sono un momento importantissimo». Così il Ministro durante una diretta Facebook per presentare le ordinanze degli esami di Stato. Azzolina ha definito l'esame di maturità come uno dei momenti più significativi della propria vita.

«Se contagi aumentassero esame possibile online»

«A meno che non dovessimo assistere a curva epidemiologica con contagi che salgono, i nostri studenti hanno tutto il diritto di fare l'esame di Stato in presenza. Da qui al 17 giugno manca un mese, un mese in cui faremo monitoraggio, insieme al ministro (alla Sanità, ndr.) Speranza» per controllare l'andamento dell'epidemia da coronavirus. «Nell'ordinanza abbiamo già previsto una clausola di salvaguardia che ci permette laddove» ci fosse un aumento del contagio o «già adesso» una situazione «incerta», di «fare gli esami a distanza in modalità telematica».

«Insufficienza verranno recuperate anno prossimo»

«Le valutazioni ci saranno, le insufficienze saranno riportate nei documenti di valutazione, ma gli studenti hanno il diritto di recuperare: se quel voto è sotto la sufficienza io penso che ha tutto il diritto di recuperare e lo farà all'inizio dell'anno prossimo».

«Solo in casi molto circoscritti che non hanno nulla a che fare con il coronavirus» ci saranno bocciature: «La mancata frequenza nel primo periodo didattico, quando coronavirus non c'era, in questo caso è necessaria l'unanimità per non ammettere alla classe successiva» e «secondo, i provvedimenti disciplinari gravi, esclusi questi due casi lo studente verrà ammesso e recupererà».

«Esami delle scuole medie fino al 30 giugno»

«Abbiamo accolto la richiesta giustissima che ci errivata dalle scuole»: così il Ministro dell'Istruzione poi in merito agli esami di Stato del primo ciclo (scuole medie). Gli studenti dovranno scrivere un elaborato, che sarà discusso online, e poi avrà luogo lo scrutinio finale. La procedura avverrà «fino al 30 giugno».

«Lavoriamo per riportare studenti a settembre»

«Per settembre stiamo già lavorando, il metodo sarà lo stesso: giungeremo alla scrittura di un documento tecnico scientifico che prevederà diverse ipotesi: non abbiamo la sfera di cristallo per lo scenario epidemiologico. Avendo poi in mano questo documento lavoreremo con gli enti locali, le associazioni di volontariato, le scuole - ci stanno arrivando tantissime proposte - con il comitato tecnico che il ministero ha. Io farò la sintesi rispetto alle diverse proposte perché il nostro obiettivo è riportare gli studenti a a scuola. Sarà una scuola diversa rispetto a quella che conosciamo: non dico che sarà la scuola dei miei sogni ma sarà l'occasione per migliorarla. Avranno un ruolo importante le autonomie scolastiche. Ci attiveremo con loro per riportare gli studenti a scuola».

«Programma? Modifiche possibili per settembre»

«Se fosse necessario immaginarlo per il prossimo anno scolastico rimetteremo mano» alle indicazioni programmatiche nazionali per la scuola a settembre, «ma solo se fosse necessario. Programma è una parola vetusta: esistono le indicazioni nazionali, le linee guida», ha precisato Azzolina, «c'è un' idea ben più ampia della scuola, competenze e non solo conoscenze, lo studente non è un imbuto da riempire». La eventuale modifica di tali linee guida, ad ogni modo, «non è una cosa che possiamo decidere adesso, dipenderà dalle decisioni che prenderemo per la ripresa a settembre».