29 ottobre 2020
Aggiornato 20:30
Genova

Nuovo ponte, concluso il varo. Conte: «Dalla Lanterna di Genova una nuova luce sull'Italia»

Nell'Italia dei cantieri che durano decenni, si avvia a conclusione in poco più di un anno di lavori la ricostruzione del ponte sul torrente Polcevera, a Genova

Nuovo ponte, concluso il varo. Conte: «Dalla Lanterna di Genova una nuova luce sull'Italia»
Nuovo ponte, concluso il varo. Conte: «Dalla Lanterna di Genova una nuova luce sull'Italia» ANSA

GENOVA (ASKANEWS) - Nell'Italia dei cantieri che durano decenni, si avvia a conclusione in poco più di un anno di lavori la ricostruzione del ponte sul torrente Polcevera, a Genova, per «suturare la ferita» aperta dal crollo del ponte Morandi. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, parlando alla cerimonia per la collocazione dell'ultimo troncone dell'opera, rivendica il «modello Genova» e il successo di immagine che, dice «farà il giro del mondo» come l'avevano fatta le immagini della tragedia del 14 agosto 2018. «Siamo consapevoli - dice - che oggi da Genova, dalla città della Lanterna, si irradia una nuova luce sull'Italia. Restituiamo un nuovo volto, con questa luce, all'Italia intera».

Un modello Genova che, pur non entrando direttamente nella polemica politica con oppositori e alleati critici, Conte in qualche modo indica al Paese: «Fermarsi ad additare nemici - avverte - è una distrazione, questa comunità ha saputo riprendere il cammino e dopo il buio può rivedere la luce ed è una luce che può dare speranza all'Italia intera». Conte non manca di fare riferimento all'emergenza coronavirus, «la più grande sfida che affrontiamo dal dopoguerra a oggi». Emergenza che nel pomeriggio lo porterà a un nuovo giro nelle zone più colpite dall'epidemia: Lodi, Cremona, Piacenza. «Se lavoreremo in questo modo», «prendendoci per mano», «avremo una direzione», ribadisce.

Conte: «Lo Stato c'è»

«La mia presenza qui oggi testimonia del fatto che lo Stato non ha mai abbandonato Genova», sottolinea il capo del Governo, rivendicando anche l'azzardo compiuto, al tempo del primo Governo da lui presieduto, nell'indicare una data di fine lavori così ravvicinata: «Io ricordo - racconta - quando ci fissammo questo limite temporale i vostri sguardi erano molto preoccupati», racconta ma «l'importante - aggiunge - era darsi una data la più immediata possibile perché fosse di incitamento a terminare quanto prima. Addirittura siamo nei tempi che ci eravamo ripromessi e tra poco torneremo anche per l'inaugurazione, perché questo progetto è pressoché completo».

Conte non dimentica vittime e responsabili, ancora da sanzionare, della tragedia del 2018: «Oggi suturiamo una ferita, ricongiungiamo una fondamentale arteria di comunicazione al centro di questa comunità, al centro di questa città, ma sappiamo che questa ferita non potrà essere completamente rimarginata, perché ci sono 43 vittime e noi non dimentichiamo il dolore di questa comunità, in particolare dei familiari». E «siamo consapevoli - aggiunge - che i giudizi di responsabilità che nascono da quella tragedia non si sono ancora completati e devono completarsi».

De Micheli: «Mai più tragedie simili»

«Da Ministro ho imparato e continuerò ad imparare da questa esperienza. Credo che il primo dovere per noi sia quello di garantire la sicurezza e non vorrei più vivere un'esperienza come questa. Il mio, il nostro dovere sarà quello di impedire che accadano di nuovo queste cose, con un pensiero sempre rivolto a quelle 43 persone che non ci sono più». Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, durante la cerimonia di varo dell'ultimo impalcato del nuovo viadotto autostradale sul torrente Polcevera.