2 giugno 2020
Aggiornato 00:30
Europa al bivio

Antonio Misiani avvisa i 5 Stelle: «No a veti ideologici contro il MES»

Il viceministro dell'Economia: «Ciò che conta è quello che sarà scritto nero su bianco nelle conclusioni del Consiglio europeo nei termini di costruzione del pacchetto di interventi»

Luigi Di Maio e Vito Crimi
Luigi Di Maio e Vito Crimi ANSA

ROMA - «In Germania si è aperto un dibattito vero sulla necessità di una risposta comune dell'Ue di fronte a un'emergenza senza precedenti. È maturata una consapevolezza importante su un punto basilare: in Europa nessuno può salvarsi da solo». Lo afferma, in una intervista a La Stampa, Antonio Misiani, viceministro dell'Economia.

«La rapidità nella disponibilità delle risorse è una variabile cruciale. Siamo partiti da un vago riferimento volto ad esplorare la possibilità di creare un Recovery fund, che poi è diventato un accordo per lavorare alla sua creazione. Uno dei due principali risultati ottenuti dall'Italia all'Eurogruppo, insieme all'assenza di condizionalità sul Mes. Adesso - spiega - il piano è diventato 'necessario e urgente', un ulteriore fondamentale passo avanti dopo quelli già compiuti dall'Unione durante l'emergenza».

Se arriva il fondo per la ricostruzione, l'Italia non potrà dire no al Mes, come invece vorrebbe M5S.... «Le divisioni ideologiche non hanno senso in una fase di emergenza - osserva Misiani -. Ciò che conta è quello che sarà scritto nero su bianco nelle conclusioni del Consiglio europeo nei termini di costruzione del pacchetto di interventi. Se saranno della portata che auspichiamo, senza condizionalità se non quelle legate all'emergenza sanitaria ed economica, potremo dire di avere facto un progresso decisivo».

Zingaretti: «Serve scatto senza egoismi, miopie, gelosie»

«C'è bisogno di uno scatto che non è la rimozione dei problemi, ma la capacità di capire che il coronavirus è la più grande novità a livello planetario dopo la Seconda Guerra Mondiale e, come accadde all'indomani di quel conflitto, si è aperto un altro modello di sviluppo. Oggi il tema non è banale e guai se qualcuno pensa che si può ricominciare come se nulla fosse accaduto. Dobbiamo ricostruire l'Italia, pensare a una rinascita che non può contemplare egoismi, piccolezze, miopie, battibecchi, gelosie, municipalismi o egoismi». Così il segretario del PD Nicola Zingaretti, al termine di un sopralluogo allo Spallanzani.

«O si condivide insieme a partire dalla propria esperienza una idea di futuro o non ce la faremo mai. E l'Italia non potrà mai dire non ce la faremo e l'Europa non lo può dire che ha di fronte la grande possibilità di rilanciare e motivare la forza del suo progetto che non a caso mette le radici all'indomani della Seconda Guerra Mondiale», ha concluso.

Orlando: «Ok a recovery fund, il resto sono chiacchiere»

«c'era una proposta in campo, il Recovery fund, necessaria alla ripartenza e c'erano dei paesi che hanno tentato di levarla di mezzo. Alla fine è rimasta in piedi e si lavora per attuarla. Il dato politico e questo. Il resto sono chiacchiere» lo scrive su Twitter Andrea Orlando, vicesegretario del Pd a proposito dell esito del consiglio europeo di ieri.

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