2 giugno 2020
Aggiornato 00:30
Emergenza coronavirus

Matteo Renzi: «L'Europa ci sta salvando, non è il nostro nemico»

Il leader di Italia Viva: «Non credo agli slogan dei sovranisti. Senza l'Europa rischieremmo di non tornare a casa, senza la Bce avremmo fatto default. Dopo il 13 non penso continui lockdown generale»

Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi
Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi ANSA

ROMA - Matteo Renzi si schiera con le istituzioni europee e nega che stiano ostacolando la solidarietà nei confronti dei Paesi membri più colpiti dalla pandemia di coronavirus. «Io - ha detto nel corso di una diretta Facebook - non credo agli slogan dei sovranisti. L'Europa ci sta salvando, non è il nostro nemico. Senza l'Europa rischieremmo di non tornare a casa, senza la Bce avremmo fatto default. L'Europa ha fatto molto, oggi 100 miliardi sulla disoccupazione (il piano per la cassa integrazione annunciato dalla presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen, ndr), immagino quanto sia felice Pier Carlo Padoan che di questa misura era stato un po' il padre putativo».

Dopo il 13 non penso continui lockdown generale

«Vediamo, penso e spero che ci sia tutto il buon senso necessario, non credo che si possa continuare con un lockdown generalizzato. A chi lo accusa di «non rendersi conto» della gravità della situazione, vista la sua insistenza sulla necessità di riapertura delle attività economiche, Renzi ha replicato che «è vero l'opposto. Se non ci rendiamo conto che il Covid durerà due anni, sbagliamo e questo è un disastro».

La sua proposta, ha spiegato, è di concentrarsi non «su quale settore deve stare aperto e quale no ma quale settore, e più correttamente, quale luogo è sicuro e quale no. Dobbiamo aprire i luoghi sicuri» ha aggiunto e non più «distinguere come si è fatto fino ad oggi sulla base delle categorie che devono stare aperte per forza».

Faraone: «Chiedere chiarezza su Inps non è sciacallaggio»

«Sul disastro dell'Inps è bene che si faccia chiarezza e che subito si prevedano modalità alternative per accedere ai sussidi. Abbiamo chiesto alla ministra Catalfo di venire in Senato a riferire sulle modalità con cui sono state gestite le domande dei sussidi , fatte pervenire assurdamente sul sito dell'INPS quando potevano esserci modi molto più semplici per accedere agli assegni o ai bonus . Non è utile a nessuno adesso nascondere le proprie responsabilità dietro gli scambi di accuse ed è dovere di chi rappresenta i cittadini mettersi dalla loro parte in questo momento: a casa mia non è sciacallaggio chiedere chiarezza e certezze per chi già vive condizioni difficili , si chiama dovere. Detto ciò, faccio una richiesta facile al presidente Tridico e alla ministra Catalfo : date la possibilità di aggiungere l'Iban al cassetto fiscale. Non ci vuole tanto ed evitiamo che di qui in avanti si possano ancora verificare quelle scene di disperazione davanti al pc di casa. Basta con la burocrazia , davvero basta. Non vogliamo mai più vedere pagine buie come quelle di ieri». Così in una nota il presidente dei senatori di Italia Viva Davide Faraone.

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