25 ottobre 2020
Aggiornato 01:00
L'emergenza economica

Laura Castelli: «Daremo reddito di emergenza a tutti»

Il Vice Ministro dell'Economia: «Su questo c'è accordo con l'opposizione. Stiamo pensando di semplificare le procedure di accesso al reddito di cittadinanza, allargandolo a chi non ce l'ha»

Il Vice Ministro dell'Economia e delle Finanze, Laura Castelli
Il Vice Ministro dell'Economia e delle Finanze, Laura Castelli ANSA

ROMA - «Garantire reddito a tutti, con uno strumento facile da usare. Su questo c'è accordo con l'opposizione. Chiamiamolo reddito di emergenza, o reddito straordinario. Varrà finché non rientreremo alla normalità. Stiamo pensando di semplificare le procedure di accesso al reddito di cittadinanza, allargandolo a chi non ce l'ha, e senza le condizioni previste». Lo ha detto il Vice Ministro dell'Economia e delle Finanze, Laura Castelli, in un'intervista a La Stampa. Ed ha aggiunto: lo daremo «il prima possibile e la cifra sarà dignitosa».

Sul problema degli autonomi «ci deve essere equiparazione con i lavoratori dipendenti - prosegue Castelli -. Non possiamo permetterci una lotta sociale» e «non ha torto chi dice che 600 euro previsti sono meno del reddito di cittadinanza». Quindi «vuol dire che già con le stesse risorse possiamo alzare gli assegni» perché in ogni caso «sono certa che lo chiederà solo chi ne ha veramente bisogno».

Serviranno almeno 100 miliardi

Per le imprese «indennizziamo chi ha perso 1/3 rispetto allo stesso mese del 2019», le opposizioni chiedono di più e il conto sale. «Non so ancora come verranno frazionati ma per me da qui alla fine di questa crisi serviranno almeno 100 miliardi». Sul come reperirli «l'Europa ha una serie di strumenti - dice ancor Castelli - a partire dal fondo sociale europeo, l'acquisto dei titoli di Stato». E poi «andremo in Parlamento a chiedere di alzare i saldi di finanza pubblica sicuri che nei prossimi giorni un punto di caduta si troverà anche sugli eurobond».

Infine, sulla messa in sicurezza delle aziende tricolori da acquisizioni ostili in questa fase di vulnerabilità «sappiamo che serve dotarsi di una struttura per la golden power a tutela dei nostri asset - avverte il viceministro - Non è escluso che vengano presi a modello strutture già esistenti in altri Paesi europei».

Misiani: «Estendere reddito di cittadinanza»

«Oggi debito e deficit vengono dopo. La priorità è la tenuta del sistema economico e dell'occupazione. Adesso la parola d'ordine è whatever it takes. Deve valere anche per la politica di bilancio». Lo ha dichiarato il viceministro dell'economia Antonio Misiani in un'intervista ad Avvenire. Sul decreto da varare in Aprile, l'esponente dem non si sbilancia «sarà maggiore dei 25 miliardi impegnati a marzo, ma la cifra finale va calibrata su tutto ciò che si deve fare per salvare posti di lavoro e aziende».

«Siamo difronte afferma a una sfida senza precedenti, che non è solo sanitaria, economica e sociale ma riguarda anche il nostro essere comunità, la tenuta spirituale e psicologica del Paese», continua Misiani. Il mantenimento dell'occupazione preoccupa il viceministro: «stiamo raccogliendo le istanze del mondo economico partendo dall'assunto che nessuno deve perdere il lavoro. Non ci limiteremo a rifinanziare le misure di marzo - prosegue Misiani - vogliamo migliorare i meccanismi di sostegno e arrivare anche a chi non siamo riusciti a raggiungere prima».

Infine, per il viceministro dell'Economia: «la Ue ha fatto due passi di portata storica: la sospensione del Patto di stabilità e crescita, che abbatte un totem che sembrava inviolabile, e il programma di acquisti da 750 miliardi della Bce che ha già permesso di raffreddare lo spread. I coronabond - conclude Misiani - darebbero il segno di uno sforzo collettivo dei Paesi europei. I tempi non sono ancora politicamente maturi, ma il fronte si è allargato e l'Italia non è più sola. In ogni caso, dobbiamo rispondere qui ed ora alle domande del Paese e quindi ci muoveremo in autonomia».