28 novembre 2020
Aggiornato 15:30
Emergenza coronavirus

Roberto Gualtieri: «Potremo essere i primi a uscire dalla crisi in Europa»

Il Ministro dell'Economia: «Ce la faremo, dobbiamo attrezzarci a una ripartenza molto forte. Decreto? Siamo al lavoro per rendere fruibili le misure. Sospensione patto stabilità decisione saggia»

Il Ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri
Il Ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri ANSA

MILANO - «Io penso che ce la faremo. Stiamo dimostrando di essere un Paese forte, nessuno viene lasciato solo. Io penso sia positivo che molte persone che potevano pagare la rata fiscale, anche se era sospesa, lo hanno fatto perché hanno capito che era un modo per sostenere lo sforzo comune». Lo ha detto, intervistato a Speciale TG1, il ministro dell'Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri. «Noi dobbiamo uscire con forza da questa crisi - ha aggiunto Gualtieri - io sono fiducioso che dopo queste settimane molto dure e molto difficili, passerà. Io penso anche che potremmo essere il primo Paese a uscire dall'emergenza in Europa e quindi dobbiamo già attrezzarci a una ripartenza molto forte dell'economia. E' un momento molto difficile, ma dobbiamo avere anche fiducia nel futuro e penso che ce la faremo potremmo avere una forte crescita economica».

«Sospensione patto stabilità decisione saggia»

La sospensione del patto di stabilità da parte dell'Unione europea «è una decisione saggia, che abbiamo auspicato e sostenuto per finanziare il nostro Sistema sanitario nazionale, la Protezione civile, per dare una risposta a questa pandemia. Ma significa anche che nell'immediata uscita dalla crisi non si dovrà immediatamente tornare a quei parametri. E' una seconda tappa - ha aggiunto Gualtieri - rispetto all'aumento della flessibilità, adeguata alla natura della crisi che stiamo vivendo. Inoltre auspichiamo anche una terza fase che preveda una risposta economica adeguata a questa crisi».

«Siamo al lavoro per rendere fruibili le misure»

«Tutti i provvedimenti devono essere resi operativi, e tutta l'amministrazione dello Stato sta lavorando per rendere fruibili i bonus e la cassa integrazione. C'è un grande sforzo per tradurre in pratica il decreto. I 25 miliardi sono bastati e li abbiamo usati tutti per questo primo decreto - ha aggiunto il ministro -. Sono soddisfatto perché abbiamo garantito la cassa integrazione a tutti i lavoratori. Vogliamo garantire che nessuno perda il posto di lavoro per questa crisi».

Amendola: «Bene scudo Bce ma non basta, ora Eurobond»

«Lo scudo della Bce è molto importante, ma non basta. Ora gli Eurobond». Lo ha detto Enzo Amendola, ministro degli Affari europei in un colloquio con il Foglio. «O l'Europa dimostra di esistere adesso, oppure non esisterà mai più» ha rilevato spiegando che dal decreto di aprile arriverà «un segnale importante, certo, necessario benché ancora non risolutivo. Perché nelle prossime settimane, nei prossimi mesi, serviranno ancora sforzi poderosi. E a farli dovranno essere anche i governi nazionali», ma «l'Europa è la nostra comunità di destino».

Il premier Giuseppe Conte insieme a Emanuel Macron, ha ricordato Amendola, ha proposto l'emissione di 'corona bond'. Strumenti che «assieme al ricorso al Mes senza condizionalità stringenti come sollecitato dalla Spagna, sono tutte opzioni a disposizione dell'Europa e nulla è escluso nelle prossime settimane». Anche se, ha aggiunto Amendola, «l'Europa è nel nuovo mondo, e tutti dobbiamo essere consapevoli che gli schieramenti del passato, le cautele e le timidezze di ciascuno non hanno più senso».

Secondo Amendola la Commissione europea «ha concesso ampi parametri di flessibilità, sia in termini di bilancio sia di aiuti di stato», come per altro certificano anche le ultime dichiarazioni della responsabile alla Concorrenza Margrethe Vestager. «Lo scudo della Bce - ha proseguito - ci consentirà di essere più ambiziosi in vista del nuovo decreto, che arriverà ad aprile». Un decreto che «permetterà di essere più rigorosi anche nella difesa della nostra industria, dissuadendo qualsiasi tentativo di scalata ostile sui mercati».