4 agosto 2020
Aggiornato 04:30
Emergenza coronavirus

Romano Prodi: «Un supercommissario? Non serve, c'è Conte»

L'ex Premier: «Possono essere utilissimi sub-commissari ma solo uno deve avere la responsabilità del Paese. Io facevo così: cercavo i collaboratori migliori ma sapevo che la responsabilità era mia»

Romano Prodi, ex Presidente del Consiglio
Romano Prodi, ex Presidente del Consiglio ANSA

ROMA - «È una grande emergenza, ma l'Italia c'è. E la storia probabilmente ci dirà che abbiamo reagito prima degli altri Paesi europei. Con la tempestività e con la decisione che oggi non ci sono ancora riconosciute». Romano Prodi in una lunga intervista ad Avvenire promuove Conte e promuove l'atteggiamento responsabile degli italiani.

«Ho visto l'Italia maturare, anche se con fatica, e posso dire che l'accettazione di qualsiasi decisione del governo sarà generale perché tutti abbiamo capito che difendere chi ci sta vicino significa difendere anche noi stessi», aggiunge l'ex premier secondo il quale «un super commissario non serve, già c'è; è il presidente del Consiglio, è Giuseppe Conte. Possono essere utilissimi sub-commissari ma solo uno deve avere la responsabilità del Paese. Io facevo così: cercavo i collaboratori migliori, i tecnici più collaudati ma sapevo che la responsabilità era mia». Poi via libera alla nuova stretta. «Se stringere ancora è indispensabile si faccia. Se chiudere i negozi e fermare i bus serve si faccia. La vita umana prevale su qualsiasi altro obiettivo di natura economica», conclude.

«In UE disponibilità a adottare misure straordinarie»

«Nelle prossime ore si discuterà a Bruxelles delle azioni da adottare per la tenuta e il rilancio delle economie nazionali. Per affrontare con determinazione l'emergenza Coronavirus è necessario un piano europeo straordinario di sostegno all'economia, che metta al centro non solo la flessibilità, ma anche la solidarietà e nuovi strumenti finanziari Ue. Il clima registrato è estremamente positivo. Nell'Unione c'è una grande disponibilità a mettere in campo misure straordinarie per gestire questa fase delicata e difficile». Così l'ex ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, e il capogruppo del Pd in commissione Politiche europee alla Camera, Piero De Luca.

Ecco alcune proposte concrete su cui lavorare:

  1. istituire un Fondo speciale europeo;
  2. attivare le risorse del Fondo di Solidarietà;
  3. autorizzare la flessibilità nel Patto di Stabilità per gli investimenti nazionali;
  4. derogare alle norme sugli aiuti di Stato alle imprese;
  5. creare un nuovo Fondo per la ricerca dei vaccini, nell'ambito del programma Horizon;
  6. realizzare una centrale unica d'acquisto per il materiale medico-sanitario;
  7. promuovere interventi pubblici UE attingendo dal bilancio pluriennale 2021/2027 e da uno strumento fiscale finanziato con titoli comuni europei (safe assets) emessi dalla Bei;
  8. immettere liquidità per le Pmi mediante una garanzia Ue sul credito;
  9. rafforzare il Qe della Bce;
  10. istituire un sussidio di riassicurazione per sostenere gli Stati in caso di cicli negativi.

«Si tratta di ipotesi di lavoro concrete - concludono Padoan e De Luca - per una risposta europea che confidiamo saprà essere all'altezza della sfida che abbiamo davanti».