28 novembre 2020
Aggiornato 12:00
Crisi libica

Libia, la soddisfazione di Luigi Di Maio: «Nuova missione navale, l'Ue ora ascolta l'Italia»

Il Ministro degli Esteri: «Se dovesse esserci un intervento in mare, marginale, noi pretenderemo che si applichino nuove regole». Bernini: «Stop a Sophia buona notizia per l'Italia»

Il Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio
Il Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio ANSA

BRUXELLES - La decisione presa ieri dai ministri degli Esteri Ue di lanciare una nuova missione aeronavale europea che sostituirà l'attuale operazione Sophia davanti alla coste libiche, con il mandato di applicare l'embargo sul traffico di armi, «significa che finalmente si ascolta l'Italia». Lo ha detto ai giornalisti il ministro degli Esteri Luigi di Maio uscendo dal Consiglio affari esteri, sottolineando che tutti gli Stati membri hanno dato disponibilità a partecipare alla missione.

Il ministro ha riferito che, secondo l'accordo politico raggiunto, le navi della nuova missione «saranno disposte in mare sulla costa Est della Libia, dove c'è il traffico di armi. Se dovessero scatenare un 'pull factor' (un fattore di attrazione, ndr), cioè se le navi fanno partire più migranti, la missione si blocca. Inoltre, tutti gli Stati hanno dato disponibilità a dare assetti aerei e navali, quelli che ce li hanno, naturalmente».

Di Maio: «L'UE ora ascolta l'Italia»

Il risultato della riunione di oggi «significa finalmente ascoltare l'Italia» perché, ha spiegato Di Maio, «noi avevamo detto che è inutile pattugliare le coste Ovest e intercettare le rotte dei migranti, perché là già lavoriamo con la Guardia costiera libica; che è importante bloccare le armi, e siamo d'accordo sulla nuova missione; che è importante prevedere l'effetto del 'pull factor', e siamo d'accordo che si ritirano le navi se c'è un 'pull factor'; e poi siamo d'accordo che oltre alla sorveglianza navale e aerea dobbiamo lavorare anche a una sorveglianza terrestre».

Riguardo al rispetto, da parte delle navi della nuova missione, dell'obbligo di soccorso in mare per le persone in difficoltà, il ministro ha riferito che «ovviamente nella sedi tecniche opportune nei prossimi giorni discuteremo delle regole che riguardano un eventuale intervento per i salvataggi in mare"; ma ha puntualizzato che «è difficile» che ci siano interventi di questo tipo «perché queste navi saranno sulle coste Est» della Libia. Va rilevato che l'operazione Sophia aveva invece, fra le regole d'ingaggio, l'obbligo di sbarcare solo nei porti italiani qualunque persona soccorsa dalle navi partecipanti.

«Nuove regole per gli sbarchi»

«Questa missione - ha precisato Di Maio - non ha come mandato quello legato alle migrazioni, è legata al traffico di armi. Ma se dovesse esserci un intervento in mare, marginale, noi pretenderemo che si applichino nuove regole, che sono o quelle cosiddette della 'sea guardian', per cui vale la bandiera dalla nave che interviene, ovvero quei migranti devono essere presi in carica dal paese che ha messo quella nave in mare; oppure la vecchia rotazione dei porti. Però questo - ha concluso il ministro - questo è un tema che in questo momento non ci preoccupa, perché abbiamo già detto che se ci sarà un 'pull factor', ovvero se partiranno più migranti per effetto di queste navi, la missione si blocca».

Bernini: «Stop a Sophia buona notizia per l'Italia»

«L'Operazione Sophia non sarà rilanciata a causa dell'opposizione di molti Paesi europei, ed è una buona notizia per l'Italia, nel momento in cui il governo intende rivedere i decreti sicurezza. Il ritorno in mare delle navi europee costituirebbe infatti un nuovo incentivo alla partenza dei migranti, visto che quando la missione era pienamente operativa furono i cinquantamila i migranti fatti sbarcare esclusivamente nei nostri porti. L'inversione di tendenza si ebbe solo dopo l'accordo siglato da Minniti con i capitribù libici, e soprattutto nel 2018, quando il numero degli arrivi crollò grazie alla politica dei porti chiusi voluta da Salvini. L'Alto rappresentante per la politica estera, Borrell, si è sforzato, contro tutte le evidenze, di dimostrare il contrario, ma per una volta gli italiani devono ringraziare altri governi, non certo il nostro, che si appresta ad aprire una nuova stagione di accoglienza indiscriminata nonostante il pericolo del Coronavirus che potrebbe arrivare anche dall'Africa». Lo dichiara Anna Maria Bernini, presidente dei senatori di Forza Italia.