9 luglio 2020
Aggiornato 14:00
Vertice di Maggioranza

Non c'è accordo sulla prescrizione, Renzi fa saltare il lodo Conte: «Rischi incostituzionalità»

Doveva essere una bandiera da esibire a conclusione della campagna elettorale in Emilia Romagna ma il leader di Italia Viva rovina la festa a Pd, MoVimento Cinque Stelle e LeU

Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi
Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi ANSA

ROMA (ASKANEWS) - Non è bastato un nuovo vertice di maggioranza a Palazzo Chigi per trovare l'accordo sulla prescrizione e sulla riforma del processo penale. Al tavolo del governo, presente il premier Giuseppe Conte, il ministro Alfonso Bonafede ha presentato la sua bozza di riforma, che contiene 35 articoli con la previsione di una delega al governo a intervenire su vari punti, dalla riforma del processo penale per l'accorciamento dei tempi per le sentenze a una revisione del Consiglio superiore della magistratura. Sulla questione della prescrizione, la riforma Bonafede ha recepito il cosiddetto «lodo Conte": nella bozza si prevede che «la sospensione del corso della prescrizione ai sensi dell'articolo 159, comma 2, del codice penale sia limitata alla sentenza di condanna e al decreto di condanna».

Renzi: «Rischi incostituzionalità»

Proprio sul lodo Conte però le distanze sono ancora lontane, con Italia Viva che ribadisce il suo «no». A farlo, parlando a 'Zapping' su Radio1 a vertice in corso, è stato il leader Matteo Renzi. Per l'ex premier, la previsione di bloccare la prescrizione per i condannati «va contro i principi costituzionali: la colpevolezza non si valuta in primo grado ma alla fine del percorso. Introdurre un elemento di differenziazione viola i principi costituzionali che dicono che sei innocente fino a che la sentenza non è passata in giudicato. Io da premier ho proposto di allungare la prescrizione ma un processo senza fine è la fine della giustizia e chi non se ne rende conto trasforma la terra di Beccaria in una terra di presunti colpevoli. Non abbiamo trovato un punto di caduta, vedremo». Italia Viva, ha spiegato però al termine del vertice Lucia Annibali, non esclude una intesa: «Se c'è la possibilità, come è emerso anche nel vertice, di apportare delle migliorie le valuteremo».

Per i Dem fatti «passi avanti»

Per il Pd Renzi sbaglia. «Non pensiamo - ha detto Alfredo Bazoli - che il lodo sia incostituzionale, è una proposta interessante, può essere integrata ma è una base di partenza utile». Nel complesso, sottolinea il Dem Walter Verini, è stata «una riunione costruttiva, con una convergenza sulla riforma del processo penale» e sono stati fatti «passi avanti». Però è «un cantiere di lavoro ancora aperto», sottolinea Piero Grasso (Leu). I rappresentanti della maggioranza torneranno a vedersi nei prossimi giorni. «Si continua a lavorare per tagliare i tempi del processo penale», assicurano da Palazzo Chigi.

Conte: «Stallo? Torneremo a incontrarci»

«Torneremo a incontrarci, il clima è molto positivo». Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte intervistato a Rtl 102.5 a proposito della discussione e dello stallo nella maggioranza sulla riforma della prescrizione. Conte ha ribadito che non si può scorporare la prescrizione dal resto della riforma e che le misure vanno considerate nel loro insieme.

Zingaretti: «Non si giochi a sfasciare maggioranza»

Il Pd sulla prescrizione intende «andare avanti», ma «per trovare una soluzione e non per sfasciare la maggioranza» e chi invece punta sulla rottura «se ne assumerà la responsabilità». Lo ha detto il segretario Pd, Nicola Zingaretti, durante la registrazione di 'Porta a porta'. La proposta di Matteo Renzi di votare il disegno di legge di Fi è inaccettabile, precisa: «C'è una maggioranza da tutelare!». Al tempo stesso, questo non significa che il Pd accetterà qualsiasi accordo: «Se non ci riterremo soddisfatti del compromesso, noi faremo approvare la nostra legge. Quello che discuto è che partiti di una maggioranza di governo votino con l'opposizione, perché è chiaro che così si indebolisce la sua solidità. Per questo il Pd ha depositato una legge che probabilmente in Parlamento ha una maggioranza».

Ha concluso Zingaretti: «Noi andremo fino in fondo, per costruire una soluzione e non per sfasciare l'attuale maggioranza. Se la sfasciamo poi ognuno se ne assume la responsabilità. Vale anche per i 5 stelle: chi pensa di poter governare l'Italia con le bandierine crolla nei sondaggi».

Bonafede: «Rimangono distanze»

«Abbiamo lavorato alla riforma del processo penale per accelerare i tempi. Tutte le forze politiche valuteranno il testo e faranno le loro proposte. Numerose sono le convergenze sulle misure per abbreviare i tempi. Rimangono alcune distanze sulla prescrizione. Per me e per il MoVimento cinque stelle resta prioritario garantire la certezza della pena e che non ci siano sacche di impunità». Così il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, in una nota. «La distinzione fra assolti e condannati non è la mia proposta di partenza ma ricordo che questa distinzione è stata già introdotta nella scorsa legislatura da qualcuno che adesso solleva profili di incostituzionalità», ha sottolineato.