6 dicembre 2019
Aggiornato 23:30
Fondo Salva Stati

Mario Monti: «Se c'è un paese che ha bisogno di un fondo salva stati è l'Italia»

L'ex Premier e Senatore a Vita: «Penso che l'allarme sul MES sia infondato». L'ex direttore del Debito pubblico del Tesoro, Maria Cannata: «Riforma passo avanti, sorprendono strumentalizzazioni»

Mario Monti con la moglie
Mario Monti con la moglie ANSA

ROMA - «Penso che l'allarme sul MES sia infondato anche se si tratta di materie che richiedono molta attenzione e che avrebbero dovuto essere maggiormente discusse e spiegate da parte del governo. Ma se c'è un paese che ha bisogno di un efficace fondo salva-stati è l'Italia. Il governo avrebbe potuto negoziare meglio alcuni punti, come quello sulla sostenibilità del debito, ma sono cose relativamente marginali». Così il senatore Mario Monti, ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo su La7.

Cannata: «Riforma passo avanti, sorprendono strumentalizzazioni»

Nel 2018 la modifica delle clausole di azione collettiva che si applicano ai titoli di Stato suscitava «preoccupazione». Ora il contesto è mutato e la nuova versione della riforma del Meccanismo europeo di stabilità (Mes) rimuove le riserve di allora. E' quanto scrive Maria Cannata, ex direttore del Debito pubblico del Tesoro, che definisce «sorprendenti le strumentalizzazioni postume» sulla vicenda. Cannata invita quindi alla cautela. «Attenzione a non dar adito a nuove tensioni assumendo una posizione che potrebbe isolare l'Italia e bloccare un processo di riforma complessivamente positivo, che risponde ad alcune delle esigenze di condivisione dei rischi sovente reclamata dal nostro paese».

«La situazione oggi è completamente mutata»

Rispetto alla fine del primo semestre dello scorso anno, spiega Cannata, «la situazione oggi è completamente mutata, e in meglio. Da un lato, il mercato dei titoli di stato, pur se talora perturbato, non ha più mostrato i segnali di tensione estrema del 2018, dall'altro, a partire dal settembre scorso lo spread si è rapidamente riportato ai livelli molto più contenuti». In questo contesto, prosegue, «gli operatori di mercato non hanno più ragione di percepire la modifica delle clausole come segnale anticipatore di una probabile criticità. Anzi, poiché essa è inserita in un pacchetto che rafforza il fondo di risoluzione unico europeo per le banche, favorendo il completamento dell'Unione bancaria, viene ritenuta sostanzialmente ininfluente, tanto più che la sua introduzione è posticipata al 2022».

Della Vedova: «Conte ha approvato Mes a sua insaputa?»

«Conte e il M5S, al Governo con Salvini, sembrano aver partecipato al negoziato sul MES appena 5 mesi fa 'a loro insaputa'. La riforma poteva essere migliore? Probabile. Ma minacciare all'ultimo minuto e in perfetta solitudine uno stop o un veto finirà per confermare pericolosamente i pregiudizi e le preoccupazioni sull'attendibilità dell'Italia». Lo dichiara il segretario di Più Europa, Benedetto Della Vedova. «Se Conte ha trovato alleati di rango per mettere in discussione a pochi giorni dall'approvazione definitiva ciò che aveva accettato a giugno ce lo dica, altrimenti ammonisca Di Maio e non la butti in caciara», conclude Della Vedova.